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Noi, Pippo e Nocciola PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Domenica 13 Giugno 2021 17:33


Dai vaccini al complotto: una visione fattucchiera di una realtà che ne viene sconvolta e mortificata da apprendisti stregoni

Forse  ricordate la disperazione della strega Nocciola perché Pippo non la prendeva sul serio  ma la trattava come una buffa donnetta.
Non so se apprezziamo appieno la saggezza e l'insegnamento contenuti in questo duetto, nel quale, con la più ingenua serenità, Pippo annulla ogni ossessione superstiziosa e la mette fuori gioco.
Non cito questo esempio per caso.

Partiamo da una constatazione
La continuità di qualunque mondo politico è composta in realtà da segmenti epocali. Ogni generazione porta gli affluenti delle sue pulsioni, delle sue aspettative, delle sue problematiche, in un fiume che scorreva da prima e, immancabilmente, ha un rapporto psicologico, mentale e ideologico differente con il tutto. Insomma lo impersona in modo relativo. Se vi è centratura e se non si vive solo intorno al proprio ombelico, allora si fa lo sforzo di coniugare l'attuale con quanto lo precede e lo ingloba e, così, si agisce nel pensiero e nella vita. Altrimenti – ed è quanto prevale oggi – ci si rinchiude in ghetti autoreferenziali e onanistici.
I quali immancabilmente scadono in derive analfabete, retrive e meschine tipo Italexit, No Euro e baggianate simili, chiari indicatori di un'incapacità di porsi altrimenti che in modo astratto, esteriore, sterile, inutile e nevrotico nei confronti della realtà.

Pentitevi!
Ogni generazione rispecchia le problematiche della società. La nostra è malata, è segmentata, si rinchiude in ghetti che esprimono ossessioni, ubbie, paranoie, sociopatie, disagi umani, rabbie e isterie.
La pandemia ha esacerbato tutto ciò che, sotto qualsiasi bandiera, e sostenendo qualsiasi tesi, si esprime con turbe psichiche in deliri di scenari apocalittici.
Sicché, non soddisfatta delle pietose posizioni “politiche” da adolescenti primitivi in cui si è impantanata in modo a dir poco imbarazzante, una gran parte dell'area schizzata sui social  è diventata millenarista. Ricordano quelli che prima dell'Anno Mille andavano in giro gridando “pentitevi!” e accusavano la Chiesa di non essere cristiana perché non li seguiva nel loro delirio.
Anziché guardare con interesse a quanto accade in ogni ambito in quella che è una crisi di passaggio, i nuovi millenaristi ci annunciano che stiamo per essere eliminati tutti, che non c'è più niente da fare, che Satana ha vinto, che la sola salvezza sta nel pentimento. Bramano quello che temono, ovvero un angelo vendicatore che li aiuti a far pace con i nervi malati e con le cellule grigie distorte. I vaccini – su cui ci sarebbe molto da dire su tutti i piani, sul piano economico ad esempio - hanno fornito a queste turbe un ottimo argomento di delirio. Pentitevi gente: state per essere sterminati!

Nocciola mi scuserà
per il paragone irriverente con i millenaristi di oggi.
Tuttavia esso è in qualche modo calzante. Streghe, cartomanti, chiromanti, indovine, fattucchieri, ecc, sono generalmente dei masticatori distorti e alquanto sinistri di qualcosa che va oltre la percezione fisica pura e semplice. Ma nulla ha mai fatto peggio per il sacro, per la religio, per la saggezza, della superstizione e del modo sciocco di approcciarsi al metafisico; si tratta della cosiddetta “seconda religiosità”, a essere buoni.
Ebbene l'approccio da forsennati, da dementi, da predicatori del nulla, con tanto di rifiuto del confronto con il reale, dei millenaristi de noantri, impedisce una critica sensata alla gestione economica, politica, culturale e sanitaria della pandemia e alla ristrutturazione socio-economica. Che, comunque, non va nel modo più assoluto in nessuna delle direzioni che i deliranti in questione spergiurano avere preso ma di cui non sanno assolutamente niente.
Peraltro, questi inguaribili struzzi dai riflessi primitivi, fobici e ossessionati da qualsiasi cosa, hanno il torto imperdonabile di esprimere una visione turbata e psicotica del complotto, andando così a nuocere all'intelligenza e alla tradizione politica della dietrologia, che rispetto a quello che essi intendono ha la stessa differenza che si riscontra tra l'ermetismo e la superstizione imbecille.

Fuori dalle acque torbide!
Ognuno porta nella continuità ideale quello che vive nei suoi giorni.
Questa società è malata, è psicotica, è turbata, è dis-sociata, ha smarrito il senso del reale e se lo immagina in modo settario, astruso, imbarazzante e grottesco.
Chi si vuol ricollegare al fiume non può farlo imponendo le acque torbide dei suoi torrenti inquinati. Non deve forzare la centralità e la saggezza a cui si riferisce per trovare un riparo alle sue debolezze, deve operare invece sulle sue debolezze per mondarle grazie alle acque limpide del fiume. Si deve invertire il rapporto mentale abituale.
Questo vale, ovviamente, per quelli che vanno alla deriva inseguendola per un'eco, per l'effetto acritico del tam tam, per puri e semplici riflessi condizionati, ma possono ancora correggere le devianze integrandole a un modello interpretativo, critico e propositivo, sano e olimpico.
Chi invece è semplicemente e inguaribilmente psicolabile e cerca ai margini della politica altri psicolabili per fare massa critica va semplicemente trattato come Pippo fa con Nocciola.
Per il bene suo e di noi tutti che mai come oggi ci troviamo in tanto disdicevole danno d'immagine.





 

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