Matrimoni alla carta Stampa
Scritto da ANSA   
Mercoledì 19 Maggio 2004 01:00

La Cei ha rivisto la formula matrimoniale. Ora è più elastica, va bene, a seconda dei casi, per cristiani, semicristiani e cristiani di comodo. Il fai da te del neo/confessional.

ROMA - Cambia la formula del matrimonio: non si dira' piu' il tradizionale ''prendo te in sposo o in sposa'', ma la nuova formula dello scambio del consenso sara': ''accolgo te...''. E' questa una delle novita' previste dall'adattamento e dalla traduzione italiana della seconda edizione latina del rito del matrimonio che e' stata varata dalla Cei e che e' stata presentata oggi dal segretario generale dei vescovi, mons. Giuseppe Betori. Il testo del nuovo rito arrivera' in libreria verso settembre e potra' entrare a regime per la prima domenica di Avvento, ha spiegato mons. Betori.
Mons. Betori, a margine dell'assemblea generale della Cei in Vaticano, ha aggiunto che il testo che e'stato varato verra' stampato inizialmente in una ''versione da combattimento'', in quanto la Cei e' ancora in attesa della 'recognitio', del decreto della congregazione per il culto sui nuovi lezionari, in pratica sulle letture che vengono lette durante la messa. Quando si avra' anche la nuova versione della Bibbia si potra' avere il nuovo rito del matrimonio completo con tanto di letture.
L'adattamento e la traduzione italiana della seconda edizione latina del rito del matrimonio (del 1990) e' stata data il 29 aprile dalla congregazione vaticana. ''Non si tratta di un nuovo rito - spiegano dalla Cei - ma di una revisione del rito esistente. Non e' soltanto una traduzione del testo originale latino, ma di un suo adattamento alla situazione pastorale italiana, tendendo presente le diverse situazioni di coloro che chiedono di celebrare il matrimonio cristiano''.
Tre sono infatti le ''tipologie'' identificate: il matrimonio tra persone che hanno gia' compiuto un significativo cammino di fede nella comunita' parrocchiale. C'e' poi chi pur essendo battezzato e non rifiutando esplicitamente la fede desidera la celebrazione di un matrimonio religioso, ''pur non avendo maturato un chiaro orientamento cristiano e non vivendo una piena appartenenza alla chiesa''. Infine sono considerati i matrimoni con una delle due parti che non e' battezzata. Per questo specifico caso, non ci sono state novita' rispetto alla traduzione latina.
Negli altri due casi ci sono stati due diversi capitoli nel nuovo rito. Il primo capitolo, per chi e' religioso, si presenta ''rispetto a quello attualmente in uso e all'edizione latina, con arricchimenti testuali e gestuali''. In particolare, la Cei segnala ''la memoria del Battesimo, la possibilita' di collocare la benedizione sugli sposi dopo lo scambio degli anelli, la presenza di una nuova formula di preghiera di benedizione, diverse possibilita' di scelta di formule sia per la manifestazione degli impegni, sia per lo scambio del consenso''. E' questo il caso del cambiamento della formula ''io prendo te'' in ''io accolgo te''.
Per chi e' solo ''vicino'' alla religione, il secondo capitolo offre la possibilita', per altro gia' prevista, di celebrare il matrimonio della liturgia della parola, cioe' senza la parte relativa all'eucarestia. Ha una articolazione con una ''sequenza rituale piu' semplice e utilizza un linguaggio piu' immediato. Non si sono voluti pero' tralasciare gesti e testi significativi, quali la memoria del battesimo, lo scambio della pace e la consegna della bibbia. Tali elementi rituali intendono orientare gli sposi verso l'eucarestia che rimane sempre - conclude la Cei - fonte e culmine della vita cristiana''.