«Solo l'idrogeno potrà salvarci» Stampa
Scritto da Corriere della Sera   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Jeremy Rifkin, celebre economista-futurologo americano, lancia il suo grido d’allarme. «Tocca all'Europa dare forza a un nuovo sogno per l'umanità. La rivoluzione energetica riguarda anche la democrazia»

ROMA - Soltanto una «terza rivoluzione industriale», capace di unire la produzione di energia «pulita» e informatica, potrà salvare l'umanità da immani catastrofi «naturali» nel prossimo futuro. Sembra la locandina del film «L'alba del giorno dopo» (nei cinema anche in Italia il 28 maggio), invece è uno scenario preso molto sul serio dall'economista americano Jeremy Rifkin, presidente della Foundation of Economic Trends e autore di libri nei quali viene analizzato l'impatto del progresso su ambiente ed economia, invitato in Italia dai Verdi.

CAMPANELLO D'ALLARME - «Qualcuno vedendo il film dirà questa è un'esagerazione, ma è invece un campanello d'allarme. Si deve andare oltre lo spettacolo e dare il via a una discussione a livello globale», ha detto Rifkin, secondo il quale è necessario cambiare «le nostre fonti di energia e puntare sull'idrogeno, ottenuto da fonti rinnovabili. La razza umana deve mobilitarsi per avere un futuro vivibile per i propri figli e per le altre creature del globo». Secondo Rifkin non ci resta molto tempo per agire: «I dati geologici dimostrano che la temperatura non aumenta in modo costante. Circa un terzo del cambiamento della temperatura registrata dalla fine dell'era glaciale 15 mila anni fa a oggi si è verificato in appena dieci anni».

ACCUSE A BUSH - «Quando gli Usa furono messi sotto pressione per firmare gli accordi di Kyoto, Bush chiese all'Accademia nazionale delle scienze di fare altre ricerche per avere un secondo punto di vista. Ma il rapporto arrivò alle stesse conclusioni sul surriscaldamento globale. Bush disse che si trattava di «un rapporto di burocrati», ha detto Rifkin. «Esistono le tecnologie per superare il regime attuale, esclusivamente basato su combustibili fossili, e passare in 25-50 anni a un nuovo sistema basato sull'idrogeno verde», è la speranza dell'economista-futurologo. «Si deve realizzare una rete di diffusione di energia». Rifkin, che ha lavorato per l'Ue, ha indicato nell'Europa la protagonista che potrà realizzare questa rivoluzione. «L'Unione europea deve diventare il maggior leader mondiale. Tocca all'Europa dare forza a un nuovo sogno per l'umanità. Questo è il vostro momento per salvare tutti noi altri», è la speranza di Rifkin. «La rivoluzione energetica riguarda la democrazia. Ci sono tre grandi problemi a livello globale: il surriscaldamento, il debito del Terzo mondo e la tensione in Medio oriente. Sono tutti problemi che hanno a che fare con i Paesi produttori di petrolio. L'unica via d'uscita è stabilire un nuovo regime energetico realizzato in sinergia con il nuovo sistema di comunicazioni».