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Elezioni: arriva sms firmato dal governo PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Venerdì 11 Giugno 2004 01:00

Sta arrivando in queste ore sui cellulari degli italiani un sms dove figura come mittente la presidenza del Consiglio.

Nel messaggio si ricordano le modalita' della tornata elettorale. Il testo: "Elezioni 2004, si vota sabato 12 dalle 15 alle 22 e domenica 13 dalle 7 alle 22. Necessari documento e tessera elettorale". Firmato: Presidenza Consiglio dei Ministri. Si tratta - spiega P.Chigi- di un'iniziativa autorizzata da un decreto del Viminale
 
Il maiale. C’è chi lo distribuisce e chi lo è PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Venerdì 11 Giugno 2004 01:00

Sospesa d’autorità la distribuzione parigina della zuppa di maiale ai senza tetto “Organizzeremo distribuzioni in diversi luoghi della città senza specificare dove e quando. La sola cosa che c’interessa è di aiutare i francesi che dormono sui tombini delle fogne” affermano i giovani volontari cui va il sostegno incondizionato dei clochards

Il Bloc Identitaire ha dovuto sospendere la distribuzione della zuppa popolare come deciso dal Consiglio Municipale di Parigi. La polizia ieri ha sloggiato i giovanissimi che servivano un pasto caldo ai senza tetto perché “un centinaio di militanti di sinistra stanno per giungere armati”. E, quindi, non gli aggressori ma le vittime vengono considerati “turbativa dell’ordine pubblico”.

Emblema dei tempi…

“Ci pieghiamo a quest’ingiunzione – dice il porta parola parigino del movimento di solidarietà, GuillaumeLyit – ma la nostra replica sarà molto semplice: organizzeremo distribuzioni in diversi luoghi della città senza specificare dove e quando. La sola cosa che c’interessa è di aiutare i francesi che dormono sui tombini delle fogne”.

È chiaro che è il maiale a rappresentare l’elemento della contesa.

I «politicamente corretti» hanno infatti deciso che servire zuppe di maiale discriminerebbe gli integralisti ebraici e musulmani (cosa non considerata valida nei rispettivi casi di assistenza islamica ed ebraica, peraltro finanziati disinvoltamente dalle istituzioni laiche).

Poco conta che in realtà i produttori di maiale abbiano offerto prezzi vantaggiosi ai volontari sociali: meglio far digiunare i cittadini francesi che essere presi di mira dall’intellighentia radical chic !

I senza tetto intanto solidarizzano con i giovani del Bloc. “Voglio sentirmi a casa mia fino a che non crepo ! Non voglio abbassare le mutande di fronte agli altri !” grida un clochard al giornalista del Parisien presente alla zuppa di ieri.

Insomma, il morale della favola è quanto mai semplice: da una parte c’è chi distribuisce il porco e dall’altra ci sono porci che non hanno scrupoli a calpestare i concittadini miserabili.

Ma il Bloc a quanto afferma continuerà la sua opera di beneficenza e di solidarietà.

 
Parigi: vietato sfamare i senza tetto PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Giovedì 10 Giugno 2004 01:00

Il consiglio cittadino della Capitale, a larga maggioranza progressista, ha vietato, dopo oltre cinque mesi di attività, la distribuzione della zuppa popolare per i senza tetto da parte del Bloc Identitaire. Motivi: turbativa dell’ordine pubblico ed utilizzo di maiale ! Vai a far bene con i porci…

Il consiglio cittadino di Parigi, a larga maggioranza progressista, ha vietato, dopo oltre due mesi di attività, la distribuzione della zuppa popolare per i senza tetto da parte del Bloc Identitaire.

Motivi: turbativa dell’ordine pubblico ed utilizzo di maiale !

La scelta dell’ingrediente suino terrebbe, infatti, lontano dalla zuppa gli integristi musulmani ed ebraici e, pertanto, sarebbe discriminatoria…

Come se un’associazione di benevolenza autogestita non potesse scegliere il settore d’intervento. Come se si vietasse l’attività alle organizzazioni che raccolgono fondi contro la fame in Africa perché dimenticano l’Australia, l’Asia e l’America latina.

Come se si vietasse alle organizzazioni caritative ebraiche di distribuire alimenti cacher o a quelle islamiche di offrire cibo alloual.

Strabiliante, poi, la scusa della turbativa dell’ordine pubblico: i giovani del Bloc Identitaire si erano fatti attaccare a freddo da anarchici istituzionalisti della CNT armati di spranghe di ferro.

Lupus et agnus non cessa di essere d’attualità…

Porcus un po’ meno, con gran rammarico di migliaia di senza tetto che pure hanno difeso strenuamente l’iniziativa del Bloc.

 
Zapatero: il naso che cresce PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Giovedì 10 Giugno 2004 01:00

Il nuovo eroe della sinistra mondialista continua la sua commedia facendo finta di opporsi all’occupazione irachena. In nome di una spartizione più ampia (e forse con minor indipendenza dello stesso Aznar)

'Non invieremo un solo soldato in Iraq', ha detto il premier spagnolo, Jose' Luis Rodriguez Zapatero. Questo perche' la nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'Iraq non mette il contingente militare internazionale sotto comando Onu, ha detto in un'intervista alla radio Cadena Ser. Zapatero ha sottolineato che quando ha deciso il ritiro delle truppe sapeva l'Onu avrebbe approvato una risoluzione 'nei termini in cui e' avvenuto'.

 
Brigitte Bardot Condannata per "istigazione all'odio Razziale"... PDF Stampa E-mail
Scritto da Corsera   
Giovedì 10 Giugno 2004 01:00

Due i passaggi sott'accusa nel libro «Un grido nel silenzio» B. B. condannata per istigazione al razzismo L'ex diva Brigitte Bardot avrebbe fatto affermazioni che incitano all'odio razziale: 5000 euro di ammenda

PARIGI - Brigitte Bardot è stata condannata oggi dal tribunale di Parigi a pagare una ammenda di 5.000 euro per affermazioni che incitano all' odio razziale contenute nel suo ultimo libro «Un grido nel silenzio». L' ex icona del cinema francese era stata querelata dal Movimento contro il razzismo e per l'amicizia fra i popoli e

La copertina del libro di Brigitte Bardot
dalla Lega dei diritti dell' uomo.
B.B. dovrà inoltre versare un euro per danni alle parti civili e pubblicare un comunicato della sua condanna su due giornali. Anche l' editore del libro, Rocher, dovrà pagare una multa di 5.000 euro.

LE FRASI SOTT'ACCUSA - I due movimenti avevano in particolare incriminato due passaggi del libro dell' ex attrice. Il primo: «Non si ha più il diritto di scandalizzarsi quando dei clandestini o degli accattoni profanano e prendono d'assalto le nostre chiese per trasformarle in porcherie umane, per defecare dietro l' altare o fare la pipì contro le colonne, sprigionando i loro odori nauseabondi sotto le volte consacrate dei cori».
E ancora: «Eccoci costretti a far venir fuori una dignità politicamente corretta nel mischiarci, nel mescolare i nostri geni, nel cancellare le nostre radici e lasciare così incrociare per sempre le nostre discendenze da predominanze laiche o religiose fanaticamente emerse dai nostri antagonismi più viscerali».
10 giugno 2004 - Corriere.it anche sul tuo cellulare Tim, Vodafone o Wind

 
C’era una volta la raccomandazione. Anzi, c’è ancora. PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Giovedì 10 Giugno 2004 01:00

In Italia la piaga delle “conoscenze” e delle “spintarelle” è tutt’altro che estirpata. Essa è anzi necessaria alla sopravvivenza del sistema dominante: è sui rapporti di clientela che si regge il potere oligarchico. A sessant’anni dalla sua fondazione, il regime para-mafioso regge che è una bellezza…

Un Paese di raccomandati. Non è una novità, ma quando a confermarlo sono le cifre, fa sempre una certa impressione. Oltre cinque italiani su dieci trovano un lavoro grazie alle reti informali: amicizie, segnalazioni, referenze. In una parola, raccomandazioni. Parenti, amici, conoscenti diventano così i pilastri di un collocamento rudimentale che, nonostante tutti i tentativi di modernizzazione, continua ad essere improntato al «fai da te».

Il tam tam, il passaparola spinge i cercatori di lavoro a proporsi direttamente a potenziali datori di lavoro (22%), a inviare curriculum (27%) o a sfruttare esperienze precedenti (4%). Il ricorso ai servizi pubblici all'impiego è piuttosto scarso (10%). E a ragion veduta, dal momento che solo una quota marginalissima di chi vi si rivolge trova davvero un lavoro (4%).

Fermi sembrano invece i concorsi, mentre non manca chi la sua grande occasione la va a cercare sfogliando i giornali (13%) o cliccando su Internet, strumento in forte crescita (» 49%). I dati Isfol non ci sorprendono, anzi, in qualche modo appaiono sottodimensionati rispetto ad altre ricerche, che fanno ammontare addirittura ai due terzi il peso delle raccomandazioni. Ma non è un bel segnale vedere apparire un Paese che continua a privilegiare strumenti arcaici e rudimentali, che mette agli ultimi posti per esempio le società di selezione e le agenzie private di collocamento.

La ricerca delle risorse umane, la caccia ai talenti, dovrà necessariamente spostarsi verso attrezzi e metodologie più professionali, soprattutto in questa fase di riforma del mercato del lavoro, che vedrà presto la nascita di nuovi intermediari, dedicati alla cosiddetta somministrazione di lavoro, sia a tempo determinato che indeterminato. Per adesso dobbiamo accontentarci del «bricolage». Il reclutamento delle migliori risorse umane ha invece bisogno di trasparenza: trovar lavoro non dovrà essere più un colpo di fortuna o la spinta di una persona influente.

Del resto, oltre che arcaici, i canali informali non sono nemmeno del tutto efficaci, se è vero, come ci racconta l'Isfol, che una grande fetta di imprese denuncia una forte difficoltà di reperimento di manodopera (44%). Né può consolarci il fatto che di fronte alla raccomandazione «tutto il mondo è paese». Ce lo ha spiegato Dorothy Louise Zinn, un'antropologa americana, che a questa pratica ha dedicato i suoi studi. Trasferitasi in Basilicata ha concentrato le sue ricerche sul campo sul paese di Bernalda, che è diventata famosa, suo malgrado, come «capitale della raccomandazione». I suoi 12 mila abitanti stiano tranquilli, dice la Zinn, perché sono in buona compagnia. Non solo infatti, distinguendosi da Edward Banfield, l'inventore dell'espressione «familismo amorale», queste pratiche sono diffuse nel Sud, dice la Zinn, ma le troviamo anche nel Nord. Mal comune, mezzo gaudio? No di certo. Ma la spintarella è ovunque funzione di inefficienze e burocrazia e dell'assenza di servizi professionali. Il metodo delle referenze è molto diffuso negli Stati Uniti, nel lavoro e nell'accesso ai livelli alti della carriera scolastica, ma anche in Germania e in altri Paesi europei, dove vige il cosiddetto «crony capitalism», il capitalismo degli amiconi.

Come si fa a estirpare una pratica che dal lavoro passa a una gran quantità di servizi? Quando viene usata per velocizzare una pratica, per trovar posto per le case popolari, per avere una certa maestra, per entrare rapidamente in un ospedale? La raccomandazione è figlia dell'inefficienza e di una società abitata da clan. Esige un dono, un voto, una tangent

 
“Liberazioni” elettorali: missione compiuta. PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Giovedì 10 Giugno 2004 01:00

Secondo Renato Mannheimer «è ragionevole pensare che la vasta emozione suscitata dalla liberazione degli ostaggi abbia qualche conseguenza sul voto». Ovvero come riconquistare il voto di un’opinione pubblica ostile all’intervento in Iraq. La retorica patriottarda dei “nostri ragazzi” favorisce ancora una volta chi i "nostri ragazzi" li ha mandati al macello per difendere interessi altrui.

Per gran parte dell'elettorato, la liberazione degli ostaggi ha costituito una felice sorpresa. Appena la notizia si è diffusa, l'attenzione si è impennata. Martedì sera l'80% degli italiani era al corrente dell'evento: una percentuale altissima anche rispetto a casi analoghi. Come sempre, i meno informati erano i più giovani, fino a 25 anni. E' ragionevole pensare, dunque, che la vasta emozione abbia qualche conseguenza sul voto. Ma è impossibile giungere a stime precise. Specie perché un effetto che incida davvero sui risultati dovrebbe manifestarsi in particolare su quanti sono ancora indecisi. Sia su chi - sono assai pochi - è ancora in bilico sulla preferenza per l'una o l'altra coalizione. Sia, specialmente, su quanti - molti di più - non sanno se recarsi o meno alle urne e su cui gli eventi iracheni possono avere una funzione «mobilitante»: nel complesso, una porzione limitata, ma decisiva, di elettorato.

Già la diffusione della conoscenza e dell'interesse per l'evento indicano la direzione degli effetti. Sembrerebbe infatti più informato chi è orientato a votare - o prende almeno in considerazione - il centrodestra. Il che suggerisce che in questo settore dell'elettorato la liberazione degli ostaggi ha «emozionato» - e anche «mobilitato» in misura maggiore. Naturalmente, l'orientamento politico condiziona anche l'attribuzione del merito per la liberazione. Che i votanti per la Cdl suddividono equamente tra il governo e i soldati americani. Mentre la grande maggioranza dell'elettorato del centrosinistra la attribuisce ad altro. Dunque, la liberazione degli ostaggi ha "mobilitato" l'elettorato del centrodestra. Che era quanto Berlusconi auspicava. Il problema del Cavaliere, infatti, non è tanto sottrarre voti al centrosinistra, quanto spingere i suoi elettori potenziali a recarsi alle urne. Poiché, sin qui, l'astensionismo sembrerebbe colpire assai più il centrodestra e Forza Italia in particolare.

Molti indizi suggeriscono che in qualche misura Berlusconi vi sia riuscito. Almeno per ora. Alcune stime indicano che circa un quinto del potenziale complessivo di Forza Italia si senta più voglioso di appoggiare il leader dopo la liberazione degli ostaggi. Con una forte accentuazione (poco utile sul piano del risultato elettorale) tra chi è già deciso e una minore intensità (ma una assai maggiore efficacia) tra chi per ora si limita a «prendere in considerazione» Forza Italia. Ciò che sul piano dei voti nell'urna può significare un guadagno dall'1 al 2%. Che andrebbe a scapito specialmente della Lista dell'Ulivo (anche se, non ovviamente, con passaggi diretti).
Tuttavia non è dato sapere se le intenzioni manifestate oggi «terranno» fino a sabato. I «mobilitati» sono infatti elettori fino a ieri indecisi (e lo sono un po', sebbene in misura minore, ancora oggi) se recarsi o meno alle urne. La loro scelta si basa spesso sull'impulso del momento. Oggi, in misura maggiore di ieri, sono intenzionati a votare e a sostenere il Cavaliere. Ma non è dato sapere cosa faranno davvero sabato e domenica prossima.

 
Dove credi di andare con quella voce da vecchio? PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Giovedì 10 Giugno 2004 01:00

In Usa impazza il lifting alle corde vocali. Così finalmente potremmo mascherare del tutto quell’inconveniente così demodé che è l’invecchiamento biologico. Con la pelle tirata e la voce di un ventenne, anche i settantenni avranno la possibilità di sentirsi come tanti giovani imbecilli, pronti per la nuova edizione del Grande Fratello.

NEW YORK - L'età avanza, le corde vocali si consumano, la voce perde vigore e può far sembrare più vecchi di quello che dimostra l'aspetto fisico. Una realtà per tutti con cui fare i conti. Ma per un numero sempre maggiore di americani la soluzione all' «inestetismo vocale» sta nel bisturi. L'intervento si chiama 'voice lift' ed è l'ultima frontiera della chirurgia plastica.

L'INTERVENTO - L'operazione comporta iniezioni di collagene o un impianto che, riavvicinando le corde vocali danneggiate, ringiovanisce il timbro vocale. Il tempo di convalescenza è di due settimane. Nati originariamente come metodi per curare le voci danneggiate da incidenti, ictus o altre malattie, solo recentemente questi interventi si sono trasformati in una cura estetica.

I MEDICI - «C'è gente che paga 15 mila dollari per rifarsi la faccia e poi si accorge che, quando apre bocca, l'età la tradisce», ha osservato Robert Sataloff, decano otorinolaringoiatra al Graduate Hospital di Filadelfia. Tra i potenziali pazienti che hanno avvicinato il dottor Sataloff ci sono attori, politici, annunciatori radiofonici e executives. «L'obiettivo è di restaturare la tridimensionalità della voce che uno aveva a vent'anni», ha spiegato Clark Rosen, direttore del Voice Center dell'Università di Pittshurgh, dove da anni si cerca di promuovere più interesse nella salute delle corde vocali.

 
Emuli sinistri e ottusi della strategia della tensione PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 09 Giugno 2004 01:00

Un altro attentato, stavolta con feriti. Dall’inizio della primavera è in atto un’escalation confusa quanto idiota. Mescolando tutto e tutti ed attribuendo l’appellativo “fascista” anche agli antifascisti, si è dato il via ad una campagna di aggressioni , accompagnata da attentati, che tanto rammenta le strategie del ministero degli interni nell’autunno del 69.

A piazza Maggiore, a Bologna, durante un comizio elettorale di Fini, l’esplosione di una bomba-carta ha causato una decina di feriti. La pista su cui imboccano le indagini è quella anarco-istituzionalista (termine che ci pare oggettivamente più corretto di quello comunemente adottato di anarco-insurrezionalista)

Dall’inizio della primavera è in atto un’escalation confusa quanto idiota. Mescolando tutto e tutti ed attribuendo l’appellativo “fascista” anche agli antifascisti, alcuni gruppi di sinistra – e quel che è più significativo alcuni candidati e persino deputati della presunta “disubbidienza” – hanno dato il via ad una campagna di aggressioni , accompagnata da attentati, che tanto rammenta le strategie del ministero degli interni nell’autunno del 69.

La lista è lunga: dalle sedi di Forza Nuova plasticate, all’aggressione a mano armata dei militanti romani di FN, ai tre ultimi attentati dinamitardi contro AN passando per provocazioni, tentati assalti e assedi - con protezione della polizia ovviamente - a Casa Pound.

Lo scopo è forse elettorale ? Se così fosse questi delinquenti/imbecilli, apprendisti stregoni, si limiteranno a strumentalizzare e a gettare allo sbaraglio qualche decina di seguaci che, mobilitati su battaglie marginali e di retroguardia, andranno incontro a guai giudiziari e rischieranno la loro incolumità fisica solo per assicurare gli emolumenti strasburghesi a pochi parassiti della rivoluzione salottier-chic.

Se, come temiamo, il discorso è invece più articolato, centinaia se non migliaia di persone subiranno le conseguenze di questa rinata strategia della tensione. Infatti da utili idioti – o più probabilmente da squallidi servi – i mestatori nel torbido continueranno a nuocere perché l’insicurezza e il timore sono elementi indispensabili di stabilità per oligarchie prive di base popolare e di progetto. Che tale sia la situazione in Italia e in tutto l’Occidente non c’è ombra di dubbio. Del resto alcune campagne di repressione giuridica che si sono scatenate in contemporanea alle aggressioni e agli attentati lasciano supporre una regia unica del nuovo totalitarismo del terore/spettacolo.

Insomma, gli archetti dell’odio isterico che si lasciano trascinare su pendii pericolosi sono oggettivamente, e dovrebbero rendersene conto, piccoli commandos al servizio dell’ordine globale americano. Una triste fine per il movimento della contestazione ! Auguriamoci che esso sappia prendersi in mano da solo e mettere in riga i suoi dementi.

 
Subito prima delle elezioni. Ad essere maliziosi si fa peccato PDF Stampa E-mail
Scritto da Dagospia   
Mercoledì 09 Giugno 2004 01:00

Da Dagospia del 7 giugno, vigilia della liberazione degli ostaggi, un’allusione curiosa e profetica. Ovviamente si tratta solo di una coincidenza...

È solo un'ipotesi, ovviamente. Ma se gli ostaggi italiani in Iraq, anziché essere uccisi, fossero liberati poco prima delle elezioni? E se il presidente del Consiglio accogliesse loro, trionfante, all'aeroporto di Ciampino (visti anche tutti i soldi che ha pagato personalmente per il riscatto)? Un sondaggio riservatissimo darebbe un incremento di consensi per Forza Italia pari al 2,8 per cento, e una sensibile crescita dei voti di preferenza per il presidente del Consiglio.

 
A Londra qualcuno ha capito tutto della democrazia PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Mercoledì 09 Giugno 2004 01:00

Se mafia dev’essere, allora togliamo ogni ipocrisia. Questo deve essersi detto un cittadino londinese che ha pubblicato un annuncio su un sito d'aste per mettere all’asta il proprio voto.

LONDRA - Per tentare di intascare un po' di sterline, oppure per polemica nei confronti della politica, un cittadino londinese non ha esitato a mettere in vendita il suo voto. Sul sito eBay, una famosa casa d'aste online, è apparso un annuncio in cui un anonimo cittadino londinese chiedeva ai politici chi di loro fosse disposto a pagare il prezzo più alto per aggiudicarsi il suo voto nelle elezioni europee e amministrative che si terranno a Londra domani.
Il prezzo di partenza per l'asta era di 99 pence (1,48 euro). Secondo la commissione elettorale inglese, che oggi ha deciso di rimuovere l'annuncio, non è stata presentata nessuna offerta. Il dipartimento di affari costituzionali inglese ha detto che la messa in vendita del proprio voto va «contro lo spirito della democrazia e va condannato».

 
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