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Boogie Woogie e sodomia PDF Stampa E-mail
Scritto da www.gabrieleadinolfi.it   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

Nel ballo dei “liberatori” nostalgia per la prostituzione a due soldi di un’Italia pietosa. Non si poteva celebrare meglio il sessantennale della conquista di Roma. In Francia, il 60° dello sbarco in Normandia ha scelto un altro emblema: il primo matrimonio gay.

Il boogie woogie. Questo ballo strampalato che tradisce il desiderio di abbandonarsi, di sfuggire, di dimenticare, è divenuto il simbolo storico e culturale di un’Europa prostituita. Nel vero senso della parola, visto che le fanciulle e le donzelle italiane e francesi si vendettero copiosamente per poche tavolette di cioccolata e qualche calza di nylon, a quelle truppe portatrici di civiltà che tra l’altro, dopo i combattimenti, si sfogavano in violenze carnali di massa, come ben ci rammenta “La ciociara”.

Niente a che vedere, ovviamente, con i barbari del nord i quali, forse troppo distratti a inseguire un’idea totalitaria, non si dedicarono a questo genere di corruttele e prepotenze. Né potevano farlo visto che nel 1940, in Francia, due SS furono condannate a morte e fucilate né più né meno che per aver sedotto una contadina provocando le furie del marito.

Ma, si sa, i tedeschi parlavano di nuovo ordine e non di “liberazione” e, lingua a parte, poco avevano in comune con Sigmund Freud.

Molto più in comune con Freud ha invece la classe dirigente nostrana che ha pensato bene, a due giorni dal sessantesimo anniversario della conquista di Roma da parte dell’invasore angloamericano, di inscenare un amarcord alla boogie woogie. E che diamine: non è opportuno rammentare le proprie radici ? Il gioioso e interessato concedersi al nuovo padrone, al quale ministri del re, casa reale e uomini d’onore siculo-americani avevano già insegnato a baciare la mano. Sicché le giovinette non fecero che seguirne l’esempio, forse utilizzando un po’ meglio le labbra.

In questo boogie woogie c’è il simbolo dell’Italia che cambia casacca e abbassa le braghe.

“Ieri, oggi, domani per la libertà”, recita un cartello dell’Ulivo. Perfetto, se per libertà s’intende il venir meno al decoro e alla responsabilità e perdersi in desiri orgiastici dandosi senza remore, incondizionatamente. Se per libertà s’intende un’altra cosa, se s’intende essere padroni di sé, allora speriamo per “domani” perché lo ieri e l’oggi – cari ulivastri nostri – non passano l’esame di ammissione come chiunque è in grado di constatare, senza bisogno di chissà quali conoscenze stroriche.

Intanto, mentre da noi si ballava all’americana, nel nord della Francia si celebrava il sessantesimo anniversario del D-Day, di quel “giorno più lungo” che in effetti sta durando un po’ troppo. Giorno, quello dello sbarco alleato, in cui furono rase al suolo intere cittadine francesi dall’aviazione alleata che in pochi mesi causò quarantamila morti tra i civili della nazione alleata. Un giorno in cui i tedeschi dovettero faticare, e non poco, per impedire alla popolazione francese di linciare i prigionieri inglesi e americani.

Proprio in concomitanza con questo sessantennale si celebrava in Francia il primo matrimonio gay. Come simbolo non c’è male: rende proprio l’idea della “liberazione”, ancor più del boogie woogie di Veltroni.

Buon sessantennale concittadini ! Ieri, oggi e domani sodomia.

 

Satana è tra noi PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

Un marchandising di tutto rispetto (tre milioni di consumatori), centinaia di migliaia di militanti del maligno (i tre quarti giovanissimi): queste le cifre delle chiese nere. Ma il vero problema le trascende, esse non sono che la manifestazione inquietante e un po’ folklorica della civiltà contemporanea.

Le “Bestie di Satana” avrebbero assassinato due ragazzi in provincia di Varese, Fabio Tollis e Chiara Marino. Come notano quasi tutti i quotidiani, gli omicidi rituali in questi anni sono stati più d’uno. Il marchandising satanista in Italia raggiungerebbe 3 milioni di consumatori, un decimo dei quali, perlomeno, sarebbe militante del “maligno”. Inteso come alter ego di Dio in alcuni casi, come forza acida propulsiva e distruttiva, molto sovente. Tre quarti dei militanti del male sarebbero giovani se non giovanissimi, tra i 17 e i 25 anni di età.

Il fenomeno, preoccupante, è in qualche modo lo specchio di una società che si sconnette pezzo a pezzo. Le pulsioni sataniste sono figlie di quella corrosione spirituale che va sotto il nome di “seconda religiosità” e che sono proprie a tutte le epoche di decadenza e di relativa abbondanza. Il gusto satanista è determinato, anche, dal desiderio di una ribellione alle forme e di un rifiuto della gerarchia cui sottoporre l’io. Per gli Elleni il male era, infatti, “assenza di relazione”, ovvero incapacità di entrare in armonia e di darsi – ed accettare – la legge. Quest’assenza di relazione, sommandosi al desiderio sfrenato di far male e di farsi male, si cristallizza spesso nella teofania luciferina e nella sua esaltazione satanica.

 
Sete di sangue PDF Stampa E-mail
Scritto da Adn kronos   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

La vergognosa offensiva elettorale prosegue. Dinamitata la sede del capogruppo di AN in Sardegna, Bruno Murgia, all’indomani dall’attentato a Livorno della sede elettorale del ministro Matteoli. Dopo l’attacco a Casa Pound e le aggressioni a Forza Nuova, un’altra tappa della rinata “strategia della tensione” messa in atto dai piccoli ras dell’ultrasinistra, a corto di proposte e in esaurimento di credibilità. Protetti da altri ras che fecero carriera sul sangue. degli avversari e dei seguaci.

Una bomba di medio potenziale e' stata fatta esplodere intorno alla mezzanotte a Nuoro, in via San Nicolo', all'ingresso dell'ufficio elettorale di Bruno Murgia, capogruppo di Alleanza Nazionale nel Consiglio regionale della Sardegna e candidato alle consultazioni regionali del 12 e 13 giugno.

L'attentato ha distrutto il portone d'ingresso danneggiando parte degli arredi interni e alcune auto parcheggiate nelle vicinanze. E' avvenuto poche ore dopo il comizio tenuto in citta' dal ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno. Murgia, a caldo, si e' limitato a dichiarare: ''Non so cosa dire. Sicuramente ci hanno fatto un bel regalino. Non capisco perche' siamo finiti nel mirino, ma continueremo serenamente il nostro lavoro senza farci intimidire''.

In mattinata l'attentato e' stato rivendicato dai Nuclei proletari per il comunismo. Almeno questa e' la sigla apparsa su un volantino trovato dagli inquirenti a pochi metri di distanza e del quale si sta valutando l'attendibilita'. Gli Npc sono comparsi nell'isola la prima volta il 17 gennaio del 2000 con un messaggio minaccioso, attribuendosi poi la paternita' di 22 episodi, tra attentati e intimidazioni varie, l'ultimo il 13 aprile scorso con una bomba a basso potenziale fatta esplodere nel retro del locale notturno Smaila's in Costa Smeralda.

 
Burattinai PDF Stampa E-mail
Scritto da disinformazione.it   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

Bilderberg: lista dei partecipanti della riunione tenutasi di recente a Stresa (Italia)

Honorary Chairman - Davignon, Etienne
Vice-Chairman, Suez-Tractebel
Honorary Secretary General - Taylor, Martin
International Adviser, Goldman Sachs International

N - Auser, Svein - CEO, DnB NOR ASA
D - Ackermann, Josef - Chairman, Group Executive Committee, Deutsche Bank AG
I - Ambrosetti, Alfredo - Chairman, Abbrosetti Group
TR - Babacan, Ali - Minister of Economic Affairs
P - Balsemao, Francisco Pinto - Chairman and CEO, IMPRESA, SGPS, Former Prime Minister
ISR - Barnavie, Elie - Department of General History, Tel-Aviv University
I - Benedetti, Rodolfo De -CEO, CIR
I - Bernabe, Franco - Vice Chairman, Rothschild Europe
F - Beytout, Nicolas - Editor In Chief, Les Echos
INT - Bolkestein, Frits - Commissioner for the Internal Market, European Commission, former leader of Dutch right wing Liberal Party VVD.
USA - Boot, Max - Neoconservative, Council on foreign Relations, Features Editor, Wall Street Journal
CH - Borel, Daniel - Chairman, Logitech International S.A.
I - Bortoli, Ferrucio de - CEO, RCS Libri
S - Brock, Gunnar - CEO, Atlas Copco AB
GB - Browne, John - Group Chief Executive, BP plc
NL - Burgmans, Antony - Chairman, Unilever NV
F - Camus, Phillipe - CEO, European Aeronautic Defence and Space NV
I - Caracciolo, Lucio - Director, Limes Geopolitical Review
F - Castries, Henri de - Chairman, AXA Insurance
E - Cebrian, Juan Luis - CEO, PRISA (Spanish language media company), former Chairman, International Press Institute
TR - Cemal, Hasan - Senior Columnist, Milliyet Newspaper
GB - Clarke, Kenneth - Member of Parliament (Con.), Deputy Chairman, British American Tobacco
USA - Collins, Timothy C - MD and CEO, Ripplewood Holdings LLC, Yale School of Management, Trilateral Commission
USA - Corzine, Jon S. - Senator (D, New Jersey), Chairman and CEO, Goldman Sachs
CH - Couchepin, Pascal - Former Swiss President, Head of Home affairs Dept.
GR - David, George A. - Chairman, Coca-Cola Hellenic Bottling Company SA
B - Dehaene, Jean-Luc - Former Prime Minister, Mayor of Vilvoorde
TR - Dervis, Kemal - Member of Parliament, former senior World bank official
GR - Diamantopoulou, Anna - Member of Parliament, former European Commissioner for Social Affairs
USA - Donilon, Thomas L - Vice-President, Fannie Mae, Council on Foreign Relations
I - Draghi, Mario - Vice Chairman and Managing Director, Goldman Sachs
USA - Edwards, John - Senator (D. North Carolina), Democratic Presidential Candidate
DK - Eldrup, Anders - Chairman, DONG gas company (becoming privatised) A/S
DK - Federspiel, Ulrik - Ambassador to the USA
USA - Feith, Douglas J. - Undersecretary for Policy, Department of Defense
I - Galateri, Gabriele - Chairman, Mediobanca
USA - Gates, Melinda F. - Co-Founder, Gates Foundation, wife of Bill Gates

USA - Geithner, Timothy F. - President, Federal Reserve Bank of New York
I - Giavazzi, Francesco - Professor of Economics, Bocconi University; adviser, world bank and European Central bank
IRL - Gleeson, Dermot - Chairman Allied Irish Bank Group (currently being investigated for personal and corporate tax evasion)
USA - Graham, Donald E. - Chairman and CEO, Washington Post Company

 
L'abbraccio tra supercapitalismo e comunismo PDF Stampa E-mail
Scritto da ROBERTO DE MATTEI   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

Note sul "BILDERBERG CLUB", il gruppo semi-occulto di oligarchi educati nelle business schools più esclusive che però strizzano l'occhio a comunisti e progressisti vari.

La stampa italiana, già due anni orsono, informava che l'amministratore delegato della Fiat Umberto Agnelli, appoggiato da un gruppo di giovani manager educati alle business schools americane, aveva concordato con il fratello Giovanni "la apertura di un dialogo sempre più ristretto con il PCI, la sola forza politica che può disciplinare il sindacato" (1). Questi propositi hanno trovato recente conferma nelle dichiarazioni con cui lo stesso Umberto Agnelli ha ripetutamente manifestato la propria disponibilità all'incontro con il Partito Comunista. "Se il PCI è pronto a dare il suo contributo ad un programma realistico, perché rifiutarlo? Da che posizione poi il PCI dia questo contributo, se dall'opposizione o dalla maggioranza, poco importa" (2). Umberto Agnelli è giovane - ha commentato Vittorino Chiusano, consigliere politico della famiglia e direttore della Fiat per le relazioni estere - "e come tutti i giovani, vuole, come dire, vivere la vita, credere al suo tempo e alle sue occasioni" (3). "Certo per luì i comunisti non sono la stessa cosa che per noi, non sono la storia, sono delle persone con cui oggi si può lavorare" (4).

Se è vero che "negli ultimi due anni i fratelli Agnelli si sono oculatamente divisi i compiti [...]" così che Umberto "ha portato avanti la difficile strategia aziendale", mentre Giovanni, dedicandosi ai mercati internazionali, "ha condotto la strategia multinazionale" (5), appare chiaro come il peso di queste dichiarazioni sia ben maggiore di quello che si può attribuire alle imprudenti affermazioni di un industriale preoccupato della produttività della sua azienda. Gli Agnelli vanno infatti legittimamente considerati come una dinastia, in quell'orizzonte supercapitalista legato, nei vari stadi del suo sviluppo, alla crescita e al consolidamento di "nuclei di famiglie" e di veri e propri "clan" finanziari. Questi gruppi formano l'establishment, l'esclusivo "sistema" del supercapitalismo, "una sorta di confraternita, una catena in grado di attraversare tranquillamente nazioni diverse, talvolta in guerra fra loro, partiti e ideologie avverse, situazioni storiche in apparente contraddizione una con l'altra, sulla falsariga di quanto riuscivano a fare i Rotschild nel secolo scorso, quando la famiglia cominciava a trafficare in valuta anche nei periodi in cui l'intera Europa era sconvolta dalla guerra" (6).

Gli insiders, gli "iniziati" dell'olimpo supercapitalista studiano negli stessi colleges, frequentano le stesse università - preferibilmente Harvard od Oxford - intrecciano alleanze economiche e dinastiche, e hanno naturalmente i loro "club", dove discretamente si incontrano, discutono, decidono. Tra questi, luogo di incontro privilegiato dagli Agnelli è il Bilderberg Club, "una organizzazione internazionale di uomini politici, economisti, alti ufficiali, finanzieri, diplomatici" alla quale la rivista l'Europeo ha recentemente dedicato uno sconcertante servizio (7).

Il "club" prende il nome dall'Hotel Bilderberg, presso Oosterbeek, in Olanda, dove si riunirono per la prima volta nel 1954, sotto la presidenza del principe Bernardo d'Olanda, un centinaio tra i maggiori esponenti del supercapitalismo mondiale. Da allora, su convocazione di un ristretto comitato privato internazionale, presieduto dallo stesso principe Bernardo, "ogni dodici mesi, sessanta-ottanta personalità europee e americane si riuniscono per discutere "i problemi del momento". E se diamo un'occhiata ai nomi di coloro che hanno fatto o fanno parte del club vediamo come ques

 
Burattinai II PDF Stampa E-mail
Scritto da Trilateral.org   
Lunedì 07 Giugno 2004 01:00

La lista degli appartenenti al Comitato Esecutivo della Commissione Trilaterale.

Chairmen, Deputy Chairmen and Directors

North American Chairman: THOMAS S. FOLEY
Partner, Akin Gump Strauss Hauer & Feld, Washington DC; former U.S. Ambassador to Japan; former Speaker of the U.S. House of Representatives

European Chairman: PETER SUTHERLAND
Chairman, BP, London; Chairman, Goldman Sachs International; former Director General, GATT/WTO, Geneva; former Member of the European Commission; former Attorney General of Ireland

Pacific Asian Chairman: YOTARO KOBAYASHI
Chairman of the Board, Fuji Xerox Co., Ltd.

North American Deputy Chairman: ALLAN E. GOTLIEB
Senior Adviser, Stikeman Elliot, Toronto; Chairman, Sotheby's, Canada; former Canadian Ambassador to the United States

North American Deputy Chairman: LORENZO ZAMBRANO
Chairman of the Board and Chief Executive Officer, CEMEX, Monterrey, NL, Mexico

European Deputy Chairman: ANTONIO GARRIGUES WALKER
Chairman, J & A Garrigues Aboga

 
CasaPound: "Il nostro cammino continuerà" PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Domenica 06 Giugno 2004 01:00

Comunicato del 6 Giugno 2004 -Ore 20.45

CASAPOUND querelerà nei prossimi giorni varie testate giornalistiche che hanno riportato notizie false e pericolose.
Negli ultimi tempi l'ONC di via napoloeone III ha subito varie provocazioni : dall'occupazione fantasma di via emanule filiberto, al passaggio di 200 burattini in bicicletta del CriticalMass( chehanno rivolto cori tipo bella ciao e altre idiozie similari con ben nascosti fotografi e telecamere che aspettavano una nostra risposta) dai manifesti dei DS a quest'ultima buffonata"pacifista"...
Molti accusano CASAPOUND di aver provocato il tutto sventolando bandiere con la celtica(!) e bandiere tricolori...ma dov'è effettivamente la provocazione?
Stare in finestra a casa "propria"o organizzare/autorizzare unappuntamento a 500metri dell'ala contestatrice disobbediente per farla passare sotto quelle finestre?
Macchinazioni dunque, calcoli dell'ombra, provocazioni che potrebbero diventare molto pericolose...come pericolose sono già le dichiarazioni comparse oggi su LIBERAZIONE cheafferma in tutta leggerezza che all'ultimo piano si è vista CHIARAMENTE una PISTOLA!!!!
Parole buttate lì senza certezza perchè figlie di un calcolo mediatico...
Siamo certi che altre provocazioni arriveranno perchè l'ESSERE non può che dare fastidio in un mondo d'apparenza e materia.
Tuttavia sembra rientrato, almeno per ora,l'allarme dello sgombero coatto che ieri sembrava "l'unica soluzione possibile"...
CASAPOUND ringrazia tutte le Comunità, leAssociazioni, gli Uomini Liberi le altre 2 ONC e Noreporterche hanno manifestato la loro militante solidarietà e la loro disponibilità.
Ovviamenteil nostrocammino continuerà .
Impossibile sarebbe pensare diversamente.
Costruiremo il mondo che vogliamo nonostante tutto perchè così c'è stato insegnato e così insegneremo ai nostri figli.
IN ALTO I CUORI
...e ci si vede alla prossima...
Casapound
 
Perché Casa Pound dà così fastidio? PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

Questa è la domanda che i fatti del 4 giugno fanno venire in mente. Perché il senso di questo squallido tentativo di provocazione a ben vedere in realtà di politico ha molto poco: pare generato piuttosto dal quel solito eterno livore rancoroso, unica vera costante di una sinistra sempre più confusa quanto rumorosa e incocludente.

Ma non è che per caso che sia l'esperienza di CasaPound in sé stessa a colpire nel segno, e mettere a nudo tutta una serie di vuoti e contraddizioni, risolvendole in una maniera per così dire scomoda? Non è che una "destra" capace di ridisegnarsi, di mettere in pratica le proprie idee, di accettare la sfida dei tempi, ponendo sul piatto problemi come la casa e la necessità di riempire i vuoti culturali di queste città sempre più disumanizzanti, non è che una "destra" che non rompe, che non sfascia, che non si limita a lamentarsi, ma che propone, che costruisce, sia proprio quella che da fastidio?

Si è questo che in fondo dà fastidio. E non solo a certa sinistra… Da fastidio che finisca l'era dei fascisti-mostri-da-prima-pagina, che non si possa più usufruire di quei bei spauracchi del pericolo nero, che tanto comodo facevano a tutti, che piuttosto qualcuno per portare avanti le proprie idee si metta a sorridere e a lavorare, proponendo alternative, facendo sua la "forza tranquilla" di chi sa che il suo percorso si scrive in un percorso ben più grande, di cui sa di essere solo un passaggio. E se è vero come è vero che Casa Pound, le Occupazioni Non Conformi, vanno sicuramente verso una direzione nuova, chi le avversa cerchi almeno di essere all'altezza di questa novità. E si ricordi che le idee che in questi canali oggi si muovono e che gli uomini da queste idee animate, sapranno andare oltre le forme del momento.

E che altre forme verranno.

E che se "L'Idea è la nostra patria" dovunque saremo sapremo dare una patria alle nostre idee.

E che CasaPound non è un luogo fisico.

E' un Idea.

 
Burattini violenti della sinistra elettorale PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

L'assalto farsesco a Casa Pound, avente come scopo di generare una repressione contro il centro d'accoglienza dei senza tetto, è stato guidato da quattro o cinque onorevoli della sinistra radical-chic

L'assalto farsesco a Casa Pound, avente come scopo di generare una repressione contro il centro d'accoglienza dei senza tetto, è stato guidato da quattro o cinque odorevoli della sinistra radical-chic. Questa farsa violenta è la seconda, in ordine di tempo, e fa seguito a tre assalti a sezioni di Forza Nuova. Candidati verdi e di RC sono stati notati e denunciati durante queste pietose manovre che servono a fare campagna politica a basso costo, su temi di assoluta retroguardia, e permettono di nascondere la totale mancanza di proposte credibili nei confronti delle basi completamente allo sbargalio di fronte all'incalzare dell'imperialismo globale della finanza. Questo genere d'operazioni è infame e pericoloso perché, oltre a mettere a rischio gli ingenui militanti gettati allo sbaraglio contro obiettivi che non li riguardano, servono a scaldare le polveri. Un'escalation è quanto questi signori si augurano come già ha potuto comprendere la Magistratura. Ci auguriamo che questi emuli di Caradonna e di Lama ricevano al più presto il medesimo trattamento che conobbero allora quei burattinai che furono presi a pedate dalle rispettive basi.

 
Proteggi la tua password? PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

Allarme sicurezza: i navigatori non proteggono le proprie password. Nell’era del controllo totale, anche i semplici utenti devono mettersi al riparo dall’occhio indiscreto del Grande Fratello. Che fare?

ROMA - Kevin Mitnick, il più famoso hacker del mondo, lo ripete da tempo: "Ognuno di noi è la più grave minaccia alla sicurezza dei suoi dati". Posta elettronica, conti bancari, documenti riservati sono continuamente a rischio per la leggerezza con la quale vengono protetti dai loro legittimi proprietari.

Il mese scorso, durante la conferenza "Infosecurity Europe" di Liverpool, è stato reso noto un sondaggio sconcertante. A un campione di impiegati è stato chiesto quale fosse la propria password: il 37 per cento l'ha rivelata immediatamente. Un altro 34 per cento ha ceduto dopo breve insistenza. "Spesso, il modo migliore per ottenere un'informazione è chiederla direttamente", conferma Mitnick.

Cresce, tra gli esperti di sicurezza, la preoccupazione per come gli utenti scelgono e gestiscono le proprie password. I pirati informatici usano mezzi sempre più sofisticati per indovinare le parole chiave delle loro vittime. Di contro, la maggior parte delle persone non perde pessime abitudini, come quella di scegliere per password il nome del proprio animale domestico o quella di scrivere la password su un post-it per paura di dimenticarla.

"Molta gente pensa: che mi importa se mi rubano la password? Io non ho niente da nascondere", spiega Scott Granneman, esperto di servizi Internet. "Il problema è che, una volta che qualcuno ne ha preso il controllo, il tuo computer può essere utilizzato per fare cose molto brutte: attaccare siti governativi, diffondere immagini pedopornografiche, inviare spam".

Secondo Granneman, quando si sceglie una password bisogna seguire tre regole: lunghezza non inferiore ad otto caratteri, mischiare lettere e numeri, maiuscole e minuscole, non utilizzare sequenze di senso compiuto o altrimenti facili da indovinare. Per chi teme di non riuscire mai a memorizzare una parola chiave di questo genere, Granneman ha un suggerimento: "Prendete la vostra canzone o la vostra poesia preferita", scrive su SecurityFocus, "e usate come password le lettere iniziali delle parole che compongono i primi versi".

Un appassionato di Dante, ad esempio, potrebbe utilizzare come password "nmdcdnvmrpuso". Per renderla più complicata, si potrebbe sostituire qualche lettera con un numero di aspetto simile e utilizzare la maiuscola per i monosillabi: "NmDcDnvMrPU50".

Nella gestione di account particolarmente importanti, ad esempio quelli che permettono di accedere ai conti in banca, si va diffondendo la cosiddetta autenticazione a due fattori: per ottenere l'accesso è necessario conoscere una coppia di password una delle quali scade dopo il primo utilizzo e viene rigenerata in continuazione, oppure utilizzare una password e un dispositivo fisico, ad esempio una smart card.

Si tratta di misure di sicurezza ancora poco diffuse. Uno degli impiegati intervistati dai ricercatori di Infosecurity ha raccontato che nella sua azienda (un call center finanziario) le password vengono rigenerate ogni giorno, ma nessuno ha problemi a ricordarle perché vengono scritte su una lavagna, in modo che tutti le conoscano. "Ma", ha precisato, "credo che vengano cancellate la sera, prima che arrivino le donne delle pulizie".

Un'abitudine, quella di utilizzare password facili o note a tutti, che ha radici lontane. Bruce Blair, che a metà degli anni Settanta era impiegato nella struttura di lancio dei missili nucleari Minuteman, ha raccontato recentemente che la parola chiave da digitare per impedire il lancio accidentale era una sequenza di otto zeri.

 

La voce del padrone PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Sabato 05 Giugno 2004 01:00

L'idiozia e l'infamità hanno anche un altro volto oltre a quello degli utili idioti che hanno assaltato Casa Pound per protestare contro Bush (?): quello di chi ha deciso in questi giorni di ricordare "gli eroici ragazzi americani che ci hanno liberato". Parole in libertà dal "partito americano".

EMMA BONINO
Eurodeputato della Lista Bonino

"La ricorrenza del 60° anniversario della liberazione di Roma, da parte
delle truppe alleate, dovrebbe rappresentare un'ottima occasione, per un
paese dotato di una classe politica composta e consapevole, di riconoscere
di dover le proprie libertà al sacrificio di centinaia di migliaia di
americani. Da questa consapevolezza occorre trarre forza, tutti insieme,
per realizzare finalmente l'organizzazione mondiale delle democrazie e gli
Stati Uniti d'Europa e d'America, e per impegnarsi fino in fondo a
sostenere il difficile e necessario processo di democratizzazione in Iraq e
in Mediooriente. Un segnale incoraggiante in tal senso, buono per questi
giorni, sarebbe quello d'imparare a sottrarsi agli ordini
politico-mediatici di Al Qaeda"

* * * * * *

DANIELE CAPEZZONE
Segretario dei radicali italiani

"Aderisco alla manifestazione de L'opinione di ringraziamento agli
americani per il 4 giugno perché se Casarini può oggi bruciare le bandiere 

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