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Lo si può capire PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Mercoledì 30 Giugno 2004 01:00

Un giovane padre, privato dalla ex convivente del diritto d’incontrare la figlioletta, perde la pazienza e colpisce la donna egoista. Arrestato. Per certe norme “politicamente corette” non c’è esitazione o intralcio burocratico che tenga.

Un operaio di 27 anni è stato arrestato l’altra sera dai carabinieri. L'uomo, I.G., ha aggredito con calci e pugni la sua ex convivente che gli aveva vietato di portar via la figlia di due anni, affidata alla madre dopo la loro separazione. Il fatto è accaduto in un appartamento alla Garbatella. Per l'operaio romano, che ora è accusato di violenza privata e violazione di domicilio, sono scattate immediatamente le manette.
 
La Francia abdica alla sovranità PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Mercoledì 30 Giugno 2004 01:00

Preoccupante, da un punto di vista di sovranità giuridica, la decisione della Corte d’Appello di Parigi di concedere l’estradizione, a suo tempo negata dai tribunali, del “rosso” Cesare Battisti. Sbarre in vista per tutti I cittadini che violeranno qulasiasi tabu di uno stato membro della UE ?

La Chambre d'instruction della Corte d'Appello di Parigi ha concesso l'estradizione in Italia per Cesare Battisti, l'ex leader dei Proletari armati per il comunismo che deve scontare due ergastoli per quattro omicidi compiuti negli anni '70. I legali di Battisti, Irene Terrel e Jean Jacques De Felice, hanno annunciato ricorso in Corte di Cassazione e questo potrebbe imporre un rinvio di qualche mese per l'eventuale attuazione della sentenza. Nel frattempo il terrorista restera' a piede libero. Nell'aula del tribunale si sono levate proteste e urla di "vergogna" e "questa non e' giustizia" da parte di sostenitori del cinquantenne imputato, da inizio anni '90 in Francia dove si e' affermato come scrittore di gialli. I familiari sono scoppiati in lacrime e lo stesso Battisti e' apparso visibilmente scosso.

 
La Francia rivendica la sovranità PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Messaggero   
Mercoledì 30 Giugno 2004 01:00

Chirac a Bush: non siamo vostri servi ! Un linguaggio da noi oramai sconosciuto. Fermo no francese all'europeizzazione della Turchia pretesa da Bush che, da buon americano, poco conosce la storia e la geografia.

«Vi ringrazio per la possibilità che offrirete ai cittadini dell’Afghanistan di votare liberamente, senza timori e costrizioni. Vi ringrazio per le truppe che invierete in Afghanistan, ma fatelo oggi, non domani». E’ stato accorato l’appello rivolto ieri ai leader dei 26 Paesi della Nato dal presidente Hamid Karzai. Ma anche chiaro nella sua drammaticità: buona parte del territorio afgano è ancora fuori dal pieno controllo delle forze alleate (Usa e Nato) e, a maggior ragione, del debole governo di Kabul.
Le elezioni dunque saranno un banco di prova oltre che per Karzai (il quale, tra l’altro, ha assicurato che il presunto colpevole della morte di quattro giornalisti avvenuta nel 2001, fra cui Maria Grazia Cutuli del Corriere della Sera, e arrestato pochi giorni fa, sarà processato tra breve in Afghanistan) anche per l’impegno americano di garantire un processo democratico nell’area mediorientale e asiatica, tema ripreso con forza ieri dal presidente Bush. Su questa posizione si era pronunciato anche il vertice della Nato lunedì, decidendo all’unanimità di allargare la missione dell’Isaf a 5 nuove regioni dell’Afghanistan mediante l’invio di altri 3500 soldati.
Ieri anche il ministro degli Esteri Frattini ha messo sul piatto la disponibilità del governo a rinforzare il contingente italiano inviando «forze aggiuntive» una volta che «saranno state finalizzate le consultazioni Nato». Consultazioni che, dietro l’accordo di facciata, si preannunciano non facili, perché anche sulla questione afgana, come in quella irachena, Francia, Germania e Spagna non sono disposte ad allinearsi sulle posizioni anglo-americane. Il cancelliere Schroeder ha ribadito ieri che la Germania non invierà truppe né in Iraq, né in Afghanistan e che Bonn rispetterà gli accordi firmati lunedì contribuendo alla formazione di polizia ed esercito afgano solo in territorio tedesco.
E’ una posizione che ricalca quella presa da Chirac e ribadita anche ieri. «La Francia ha affermato il presidente francese si è opposta all’invio in Afghanistan della Forza di pronto intervento della Nato, la quale verrà messa in allerta ma fuori dell’Afghanistan». Francia e Stati Uniti sono alleati, ha detto, «con Bush vi è un dialogo cordiale, ma noi siamo amici, non servi degli Stati Uniti».
Il vertice della Nato dunque si è concluso ieri certo con un passo avanti rispetto alla crisi aperta verificatasi l’anno scorso per causa della guerra in Iraq. Ma restano sul piatto le «divergenze tra alleati» che riguardano anche la Turchia - ieri Bush ha ribadito che «l’America ritiene che la Turchia abbia il suo posto nell’Ue» e Chirac che sostanzialmente gli ha ripetuto che la questione compete ai Paesi dell’Unione.
Il presidente americano tira però dritto per la sua strada. Ieri in una dichiarazione simbolicamente pronunciata con alle spalle i ponti del Bosforo che uniscono Europa e Asia ha affermato che l’Iraq deve essere un esempio per il resto del Medio oriente. Con il passaggio di sovranità «l’Iraq si avvia diventare una nuova democrazia, e questa situazione deve essere estesa e replicata» nell’area mediorientale, ha affermato il leader americano con implicito riferimento a Siria e Iran. Bush ha portato ad esempio la Turchia, il Qatar, la Giordania e il Marocco come Paesi islamici che hanno scelto la democrazia.
La Turchia ringrazia e si rallegra sia per la liberazione dei tre ostaggi annunciata ieri mattina, sia per aver dato buona prova di sé organizzando «un buon vertice». Le paure di attentati - ieri un’esplosione su un aereo delle turco a Istanbul ha causato tre feriti leggeri nel personale di pulizia del jet - e le manifestazioni anti-Nato avvenute anche ieri mattina, per il premier turco Erdogan sono ormai fatti superati.

 
Giustizia: il governo ottiene la fiducia PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Mercoledì 30 Giugno 2004 01:00

A colpi di "fiducia". Questa è l'orribile tecnica politica che il Governo usa ogni volta che una legge trova difficoltà a passare in Parlamento. Ogni deputato supera le incertezze sulla legge proposta (spesso importanti riforme della società) quando avverte il rischio di nuove elezioni.

Il Governo ottiene la fiducia posta alla Camera sulla riforma dell'ordinamento giudiziario. I voti favorevoli sono stati 331, quelli contrari 229. Due gli astenuti.

Il Governo ha ottenuto la fiducia con una maggioranza 'bulgara'. I gruppi della Casa delle Libertà erano presenti in massa: Udc al completo, per An solo 3 assenti, 2 per Forza Italia, uno per la Lega.

Presenti anche anche i 'big' del Governo: premier, vicepremier, i
ministri Alemanno, Buttiglione, Maroni, Tremonti, Marzano, Martino, Prestigiacomo, Scajola. Pieni anche i banchi dell'opposizione con tutti i leader: tra gli altri Piero Fassino, Francesco Rutelli, Massimo D'Alema.

Si sono astenuti dal voto Filippo Mancuso del gruppo Misto e Vittorio Sgarbi di Fi.

 
I pinguini informatici invadono l’Europa PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerio Mariani   
Martedì 29 Giugno 2004 01:00

IL RISIKO HIGH TECH DELL’ESTATE: LA MAPPA DEI PAESI CHE HANNO ADOTTATO LINUX. Linux avanza e tenta di contrastare il monopolio imposto della Microsoft.

Forse è prematuro ma potrebbe essere il gioco dell'estate. Prendiamo una cartina del mondo e distendiamola su un tavolo, esattamente come si fa in una partita di Risiko. Ma al posto dei carri armati, che non ci piacciono per niente, prendiamo dei piccoli pinguini bianchi, neri e gialli. Disponiamoli sopra le città e le nazioni corrispondenti alle amministrazioni pubbliche che hanno deciso di prendere in considerazione un'alternativa open source ai sistemi operativi o ai programmi desktop di Microsoft.

L'ultima regione che potrebbe - e qui il condizionale è ancora d'obbligo - essere invasa dai simpatici pinguini è la Francia. In una nota alla Reuters, l'omologo del nostro Ministro degli Interni Renaud Dutreil ha dichiarato: «Non stiamo iniziando una lotta contro Microsoft o contro le aziende produttrici di software americane, ma Microsoft deve tornare a essere uno dei possibili fornitori».

La dichiarazione è il commento alla decisione del ministero francese di considerare le offerte di fornitori It che usano software open source per rimpiazzare una parte delle attuali installazioni presenti in circa un milione di pc statali. La motivazione è, ancora una volta, il costo. Nel caso francese si parla di un giro d'affari, e di un eventuale risparmio, di 362,5 milioni di dollari di suite software da introdurre in tre anni. La riduzione di questa voce di costo aiuterebbe la Francia a rientrare nei parametri richiesti dall'Unione Europea.

Il responsabile della filiale francese di Microsoft, Christophe Aulnette, si è affrettato a dichiarare che «il software open source non è gratis, anzi è molto costoso in termini di mantenimento, integrazione, formazione e di servizi correlati». D'altra parte il presidente della francese MandrakeSoft, una delle più note distribuzioni di Linux, Jacques Le Marois, si sta leccando i baffi prevedendo «una crescita della nostra presenza in Francia».

Così, i pinguini sopra la cartina della Francia si potrebbero aggiungere a quelli sopra Monaco di Baviera, che ha votato con 50 voti a favore e 29 contrari l'adozione di Linux nonostante il Ceo di Microsoft, Steve Ballmer fosse volato apposta in Germania per cercare di chiudere la trattativa a proprio favore proponendo un prezzo inferiore agli anni scorsi. E, sempre parlando di Europa, potremmo ricordare anche Bergen, la seconda città della Norvegia, dove circa 50 mila utenti avranno presto a che fare con la distribuzione Linux di SuSe, recentemente acquisita da Novell.

I recenti successi sono i più eclatanti, ma dobbiamo ricordare che Linux all'interno delle istituzioni europee è già conosciuto e apprezzato sebbene in dipartimenti e enti sparsi. In Olanda, per esempio, in Spagna e in Gran Bretagna. E, in Italia, nientemeno che dal Ministero per l’Innovazione di Lucio Stanca.

 
Scontro al vertice tra dispotismo e pedofilia PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Martedì 29 Giugno 2004 01:00

La Suprema Corte Puritana non riesce a sciogliere il nodo: regolamentare internet, con la scusa della pedofilia o lasciar libera la pedofilia con la scusa della libertà di espressione ? Vince di misura quest’ultima 5 a 4

Washington, 29 giu. - LaCorte suprema degli Stati Uniti ha vietato l'entrata in vigore di una legge, il Child Online Protection Act, che tutela i minori dalla pornografia su Internet perche' potrebbe violare il diritto costituzionale alla liberta' di parola. Con una risicata maggioranza di 5 voti a favore e 4 contrari, i giudici supremi hanno rinviato la questione a un tribunale di livello inferiore, la corte federale di Filadelfia, per una completa revisione del caso. La legge in questione fu approvata dal Congresso nel 1998, quando alla Casa Bianca c'era Bill Clinton, ma che ha l'appoggio dal presidente in carica George W. Bush. La normativa impone agli operatori di siti web di utilizzare carte di credito o codici di accesso speciali e numeri di identificazione personali per evitare che i minori possano visionare materiale pornografico. Per i trasgressori sono previste multe e la reclusione fino a sei mesi. Il ricorso era stato presentato dall'American Civil Liberties Union (Aclu) e da alcuni editori e rivenditori di libri on line. Secondo l'Aclu, la legge potrebbe impedire scambi di opinioni in rete e chat rooms tra adulti. Il tribunale di Filadelfia dovra' esaminare anche l'ipotesi di adottare un software in grado di filtrare e bloccare alcuni contenuti a seconda dell'utente, come alternativa meno repressiva alla legge bocciata dalla Corte suprema.

 
E in principio ci fu lo squadrismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Martedì 29 Giugno 2004 01:00

Uno studio molto poco convincente di due linguisti spagnoli ci afferma, di fatto che le avanguardie praticano da sempre il nichilismo creativo

Ci fu un momento in cui l'uomo inizio' a parlare ed il linguaggio, assurto poi a caratteristica peculiare dell'essere umano, lo distinse dalle altre specie viventi: fu il 'no' la prima parola pronunciata da alcuni ominidi. E' quanto sostengono in uno studio pubblicato sulla rivista americana 'Proceedings of the National Academy of Science' due genetisti spagnoli dell'Istituto Nazionale per le ricerche e le tecnologie agrarie ed alimentari, Miguel Angel Toro e Laureano Castro, per i quali "il fattore chiave della trasformazione del sistema di semplice imitazione all'apprendimento fu disapprovare o approvare i comportamenti dei loro cuccioli". Il 'no' piu' che parola pronunciata, secondo lo studio, fu inizialmente linguaggio preverbale: fu un sistema educativo di natura prelinguistica con il quale si comincio' ad esprimere la capacita' di consigliare e di dare un indirizzo". Insomma, "i cuccioli degli esseri umani - spiegano i due genetisti - non apprendono solo copiando cio' che vedono fare (imitazione) dai loro genitori: se apprendono e' in quanto i genitori dicono, manifestano loro cio' che possono o non possono fare". E questo sistema di comunicazione segno', secondo i due scienziati, l'avvio di quel "patrimomio culturale con cui gli uomini a differenza degli animali trasmisero nel corso degli anni informazioni, conoscenze e sapere".

 
Infine Zardoz PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Martedì 29 Giugno 2004 01:00

Come nel mitico film di Boorman, l’umanità privilegiata combatte la vecchiaia ed il dolore senza rendersi conto del suo significato vivificatore. Sta per giungere un Sean Connery restauratore nietzscheano ?

Obbligo in tutti i ''punti nascita'' della terapia contro il dolore, del tutto gratuita, e possibilita' di partorire in qualunque struttura pubblica o privata e addirittura a casa, con il rimborso di tutte le spese. Sono questi i punti salienti della nuova legge sul parto annunciati dall'on. Giuseppe Palumbo, relatore della legge sulla nascita e ginecologo, partecipante all'80/o Congresso della Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia in corso a Genova.

''E' una legge rivoluzionaria - ha spiegato Palumbo -, tutta dedicata alla tutela dei diritti della partoriente e alla salvaguardia del nascituro. Norme trasversali che partono da una mozione che ha ottenuto in Parlamento l'unanimita'''. Palumbo, che e' Presidente della Commissione Sanita' della Camera, ha anticipato i passi salienti della legge sulla nascita davanti ai colleghi riuniti a Congresso suscitando unanimi consensi. ''E' una legge che attendevamo da sempre, una legge importante'' ha commentato il professore Nicola Ragni che con il professor Emilio Imparato presiede il Congresso SIGO. La norma forse piu' attesa dalla donna e dalla Societa' era quella sullo stop al dolore. La legge introduce l'obbligo, in tutti i ''punti nascita'', pubblici o privati, di applicare l'analgesia durante il travaglio, compresa l'epidurale.

''E' una norma molto importante - ha commentato Palumbo - perche' attualmente almeno l'80 per cento dei 'punti nascita' non consentono di soddisfare il desiderio della donna di non soffrire. E' una norma di grande civilta' che non dovra' richiedere alcuna spesa alla partoriente''. La legge prevede inoltre che in qualunque struttura, pubblica o privata, la donna possa essere accompagnata dall'ostetrica o dal medico di fiducia che l'ha seguita durante i nove mesi. Viene poi permesso di scegliere, con il consenso del medico, qualunque modalita' di parto, da quello tradizionale a quello innovativo, come il parto in acqua.

Dopo il parto la donna, qualunque sia stato il ''punto nascita'', potra' essere seguita dall'ostetrica che l'ha assistita e da un pediatra. A pagare ci pensera' il Servizio Sanitario Nazionale. Secondo l'on. Palumbo ''con questa legge si tende a ridurre il numero dei parti cesarei che in Italia hanno raggiunto il tetto del 35,2 per cento, mentre l'Oms invita a non superare il tetto del 15 per cento''. ''L'iter della legge e' completato con le ultime audizioni - ha concluso il parlamentare -. Il passo successivo e' l'approvazione della legge in Commissione, in sede legislativa o in aula. Dopo l'estate, comunque entro l'anno, anche l'Italia avra' una legge civile che tutela mamma e figlio''

 
Cercano il morto. In tutta Europa. PDF Stampa E-mail
Scritto da JEUNESSES IDENTITAIRES   
Martedì 29 Giugno 2004 01:00

In Francia – come già in Italia – l’ultrasinistra reazionaria sopperisce alla propria mancanza di idee ed alla propria, irreversibile, crisi esistenziale dandosi a battaglie di retroguardia che sarebbero infantili, se non fossero criminali. Lo sa bene un militante nazionalista sedicenne accoltellato a Draguignan. Dandosi alla caccia al “fascista”, si credono “rivoluzionari” mentre fanno il gioco del Sistema. Poveracci.

Sabato pomeriggio, a Draguignan nel Var, un giovane militante identitario di 16 anni è stato vittima di un’aggressione selvaggia da parte di un punk, ricevendo diversi colpi di coltello al corpo ed alle gambe.
Quello che potrebbe sembrare a primo avviso un semplice fatto di cronaca, è in realtà molto lontano dall’esserlo, poiché è in quanto militante identitario che Jhon è stato attaccato.
In effetti, da due mesi, Jeunesses Identitaires conosce un rapido sviluppo a Draguignan, cosa che non ha mancato di suscitare l’odio delle canaglie antifasciste locali. John è stato identificato da costoro come uno dei responsabili di questo insediamento ed ha subito per due settimane insulti ed intimidazioni via telefono.
Sabato, in compagnia di due giovani camerati, egli ha incontrato i punk autori di queste pressioni. Le cose sono presto precipitate, diversi antifascisti hanno cominciato ad attaccare gli scooter dei militanti e John si è ritrovato solo di fronte al suo aggressore che gli ha assestato vari colpi di coltello senza alcuna esitazione. Tanto la violenza dell’aggressione che il numero di colpi assestati testimoniano che lo scopo era di uccidere.
Questo tentativo di omicidio non è un atto isolato ma si inscrive in una logica di violenze contro gli identitari, di cui costituisce il tragico punto culminante. Che si tratti di aggressioni alle case di militanti a Bordeaux p dell’incursione di 30 redskins muniti di passamontagna ad un volantinaggio del Bloc Identitaire ad un mercato parigino, è comunque evidente che gli sbirri del pensiero dell’estrema sinistra agiscono con un sentimento d’impunità totale, confortati in questo dai numerosi loro soccorritori e sostenitori mediatici e politici.
John è uscito ieri da un coma profondo, e se oggi la sua vita non è più in pericolo, tuttavia egli dovrà far i conti per molto tempo con pesanti problemi alla gamba.
Il suo aggressore è rapidamente stato interrogato e Jeunesses Identitaires sta considerando l’eventualità di costituirsi parte civile.
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JEUNESSES IDENTITAIRES
 

Con troppa TV maggiorate a nove anni PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Lunedì 28 Giugno 2004 01:00

Incredibile ma vero: la televisione cambia gli ormoni. Una ricerca recente ha stabilito che la prolungata esposizione al video televisivo diminuisce la percentuale di melatonina presente nel corpo. Ciò comporta uno stravolgimento dei tempi dello sviluppo sessuale. Il totale snaturamento dell’essere umano è sempre più reale.

FIRENZE - Troppa televisione e la melatonina cala. Due o tre ore di cartoni animati, fiction e videogiochi al giorno rischiano di accelerare la crescita di bambini e adolescenti. È il primo risultato raggiunto da un esperimento effettuato a Cavriglia, in provincia di Arezzo, dall'università di Firenze. Per una settimana, dal 10 al 17 maggio, settantaquattro studenti di elementari e medie tra i 6 e i 12 anni hanno dovuto dimenticarsi dell'esistenza della televisione. E in soli sette giorni il loro organismo ha prodotto il 30 per cento in più di melatonina.

Secondo gli studiosi era stata la precedente, prolungata, esposizione alla luce e alle onde elettromagnetiche del video a far calare la produzione di questo ormone, che, oltre a regolare i ritmi del sonno, sarebbe in grado di determinare i tempi dello sviluppo sessuale: anticipati quando la sua presenza nell'organismo è bassa, giusti quando è abbondante.

L'esperimento, oltre alle tv spente, prevedeva due prelievi delle urine: uno prima di iniziare l'astinenza (gli studenti vedevano in media 3 ore a sera di cartoni animati, fiction e videogiochi), l'altro l'ultimo giorno. Ebbene, i risultati delle analisi oggi dicono che nell'organismo di quei giovani alla fine c'era circa un terzo di melatonina in più rispetto all'inizio, un aumento maggiormente marcato negli alunni delle elementari. Come dire: la luce e le onde elettromagnetiche emessi dalla tv provocano conseguenze fisiologiche, riducono la produzione dell'ormone, un processo che di solito inizia proprio quando viene buio.

Roberto Tarquini del policlinico di Careggi, Roberto Salti e Stefano Stagi del pediatrico Meyer speravano in questo risultato, e ora dovranno fare, con la collaborazione di due professori cronobiologi dell'università statunitense di Minneapolis, un ulteriore passo avanti: provare definitivamente che alla produzione ridotta di melatonina corrisponde un inizio precoce della pubertà. Si tratta di una teoria già fonte di dibattito nella comunità scientifica internazionale. Ci sono ricerche che credono nella capacità dell'ormone, se presente nella quantità giusta, di frenare la pubertà precoce e dettare quindi i tempi giusti dello sviluppo sessuale, e ricerche che invece rifiutano questo suo ruolo.

Il gruppo fiorentino vuole chiarire una volta per tutte il punto. "Potremmo così spiegare un fenomeno degli ultimi anni - dice Salti - l'anticipo della pubertà dei ragazzini. Tra gli anni Cinquanta e Novanta iniziava mediamente intorno ai 10 anni per le femmine e gli 11 e mezzo per i maschi, adesso è tutto anticipato anche di dodici mesi. Una variazione media a cui vanno affiancati i sempre più diffusi casi di pubertà precoce, e che non si può giustificare, come avveniva una volta, con problemi di scarsa nutrizione".

Dietro a questo cambiamento potrebbero dunque esserci tv, videogiochi e in generale una eccessiva esposizione alla luce artificiale. "Nella nostra ricerca - precisa Tarquini - la televisione non entra in gioco, come succede in altri studi scientifici, come fonte di emozioni forti, capaci di scatenare reazioni emotive in grado di accelerare la crescita. Per noi è solo fonte di luce e radiazioni. Lo studio non vuole arrivare a dire che la tv fa bene o fa male Ora però sappiamo che influenza la produzione di melatonina. Nel futuro studieremo bene il rapporto di quell'ormone con lo sviluppo, anche seguendo la crescita dei bambini coinvolti in questa prima parte di sperimentazione".

Alla fine di luglio i ricercatori incontreranno d

 
GENTE POCO RACCOMANDABILE PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano Liberti   
Lunedì 28 Giugno 2004 01:00

Estremisti neocons e sionisti cristiani, esponenti del Likud e mafia “russa”: al King David di Gerusalemme si riunisce il Gotha del vero terrorismo globale per discutere del diritto divino di Israele ad assoggettare i Palestinesi e dell’Islam come nuovo Male Assoluto.

«Israele è il ground zero della cruciale battaglia per la sopravvivenza della nostra civiltà». È con questi toni solenni che si è aperto domenica scorsa il primo Jerusalem summit, evento di fondazione di un nuovo think tank internazionale che si propone di «creare nuovi paradigmi per la questione di Israele e dello stato palestinese».
Riunita per tre giorni a Gerusalemme, la manifestazione ha visto la partecipazione dei principali leader dell'estrema destra israeliana, di importanti esponenti della cupola neo-conservatrice e di noti ideologi del movimento sionista cristiano. «Una nuova alleanza di gente di molte fedi e nazioni devote a Israele», come annunciava il comunicato stampa approntato per l'occasione dagli organizzatori. Tra le persone riunite a questa kermesse spiccavano, da parte israeliana, vari esponenti del partito dell'Unione nazionale, come il ministro dei trasporti Avigdor Lieberman e quello del turismo Benny Elon, oltre ai likudnik più estremisti, come l'ex premier e attuale ministro delle finanze Benyamin Netanyahu e il ministro della sicurezza interna Uzi Landau. Da parte americana sono invece convenuti alcuni tra i più noti guru della galassia neo-cons: Richard Perle, membro e già presidente dell'influente Defence policy board del Pentagono; Daniel Pipes, esperto di islamofobia nominato da Bush nel consiglio di amministrazione dello Us Institute for peace; Elliot Abrams, del Consiglio di sicurezza nazionale, già noto per aver partecipato all'Irangate e aver organizzato gli squadroni della morte in Salvador e Guatemala durante l'amministrazione Reagan.

L'islam, il nuovo totalitarismo

A consultare il sito web messo in piedi per l'evento (www.jerusalemsummit.org), si scoprono i princìpi fondanti di questa nuova «alleanza di intellettuali, leader pubblici e religiosi»: la convinzione che tutta la terra tra il mar Mediterraneo e il Giordano appartenga al popolo ebraico; la ricerca di soluzioni «creative» per gli arabi palestinesi che vivono a Gaza e in Giudea e Samaria (Cisgiordania); l'identificazione dell'islam con il nuovo totalitarismo.
È partendo da questi significativi punti fermi che gli avventori hanno potuto ascoltare compiaciuti la «road map» alternativa del ministro Elon, che prevede la sconfitta totale dei palestinesi e la loro deportazione verso la Giordania. Hanno poi potuto applaudire Perle - insignito per l'occasione di un'onorificenza creata ad hoc - quando ha detto senza usare mezzi termini che «gli Stati uniti dovrebbero ora attaccare la Siria».

La mafia russa si getta nella mischia

Al di là dei nomi conosciuti dell'establishment dell'estremismo sionista predominante negli attuali governi israeliano e statunitense, vi erano anche altre figure meno note, la cui partecipazione è significativa perché segna l'allargarsi del fronte favorevole al ridisegno del Medioriente in funzione della Grande Israele. Prima di tutto, tra gli organizzatori del summit spicca la Michael Cherney foundation, creata dall'omonimo uomo d'affari di origine russa per assistere le vittime degli attentati suicidi e le loro famiglie. Arricchitosi dal nulla dopo il crollo dell'Unione Sovietica, Cherney è stato accusato di complotto contro lo stato in Bulgaria e si è rifugiato in Israele, dove è considerato da alcuni il «padrino dei padrini della mafia russa». Oltre al soccorso delle vittime, la fondazione da lui creata è impegnata attivamente nel convertire la chiesa ortodossa russa - tradizionalmente antisemita - al sionismo militante, in funzione di un presunto nemico comune: l'islam.
Sulla sua stessa lunghezza d'onda appaiono le varie organizzazioni sioniste cristia

 
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