Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Novembre 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
     1  2  3  4
  5  6  7  8  91011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Umpa Lumpa PDF Stampa E-mail
Scritto da ilgiornale.it   
Venerdì 02 Marzo 2018 00:56


La Lega e il Kekistan

Ma come? Fiano del Pd, ma anche Radio Popolare, Repubblica e altri giornali preoccupati dal dilagare delle fake news, li hanno visti in piazza Duomo a Milano, con la bandiera neonazista verde, per sostenere Salvini, il loro nuovo Führer. E invece? Invece era una trollata, come si dice in gergo, ovvero una presa per il sedere, come si dice in osteria. Una bufala creata apposta per far cadere nel ridicolo la sinistra ossessionata dal ritorno del fascismo, tanto da vederlo ovunque, anche in una bandiera inventata di una nazione immaginaria, il Kekistan appunto. Il Kekistan, e la sua bandiera verde con quattro K uncinate che rievocano la bandiera del Terzo Reich, è l'invenzione di un sito di burloni, 4chan, specializzato appunto nella creazione di burle on line per creare scompiglio nell'informazione. Come spiega il blogger Luca Donadel, le bandiere del Kekistan «hanno avuto un ruolo cruciale nel supportare la campagna di Donald Trump», con lo scopo di trollare (prendere in giro) i democratici americani «che accusavano chiunque non fosse allineato con loro e votasse Trump di essere un razzista, xenofobo, populista». Secondo David Neiwert autore di Alt-America ed esperto dell'estrema destra americana, il finto credo dei «kekistani» è stato creata «per divertimento, per trollare sia i liberal che i conservatori», spiega un articolo di Vice. In ogni caso una beffa, che serve a mettere allo scoperto i pregiudizi con cui i media ragionano e i meccanismi per cui si prendono le bufale per notizie.
L'idea che ci fossero i neonazisti in piazza per Salvini era troppo ghiotta, a pochi giorni dal voto, per perdere tempo in verifiche, e infatti ci si sono buttati in molti a capofitto. Tipo Radio Popolare, testata di estrema sinistra milanese, che si beve la panzana tutta in un sorso. Gli amici neri di Matteo Salvini, titola preoccupatissima Radio Popolare, che segnala la presenza di «un gruppo di ragazzi che sventolano una bandiera in tutto e per tutto simile a quella nazista. Il verde invece che il rosso, un simbolo con quattro K al posto della svastica». E poi analizza profondamente: «La Lega di Salvini ha compiuto la propria mutazione antropologica. Da movimento nordista che sognava la secessione a contenitore del nazionalismo di destra italiano». Ma anche Repubblica ci casca in pieno: «E al comizio di Salvini in bella mostra la bandiera dei neonazi Usa. Quattro K a disegnare una specie di svastica. Ha sfilato e poi era in bella mostra in piazza Duomo in mezzo alle bandiere leghiste. Con gli organizzatori consenzienti». Anche il dem Emanuele Fiano, ideatore del reato di «propaganda fascista», ha subito denunciato «la bandiera dell'estrema destra americana che ricalca simboli nazisti». Tutta una farsa, ma non importa. Se la ride la Lega di Salvini: «Con le campagne contro le bandiere del Kekistan la sinistra ha raggiunto il culmine del ridicolo. Al confronto era più lucido Don Chisciotte a combattere i mulini a vento. Ora ci aspettiamo che Fiano e il popolo antifascista sfoderino le prossime campagne: contro Neverland o contro i pericolosi Umpa Lumpa».

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.