Non ci sono più le droghe di una volta Stampa
Scritto da corriere.it   
Venerdì 09 Marzo 2018 00:44


Quelle di oggi annoiano. Come tutto oggi: politica, calcio, cinema, televisione e gente

Keith Richards e la droga (ma volendo anche il whisky e le donne) si danno del tu da sempre. Lui, la ruga umana, la sindone di se stesso, è un miracolo vivente, l’esempio in carne e ossa — e ancora respirante — che nonostante i vizi si può serenamente arrivare fino a 74 anni. In un’intervista al Telegraph il chitarrista dei Rolling Stones ha parlato della sua nuova dieta stupefacente, finalmente misurata: «Attualmente non tocco nulla da un paio di mesi», che per lui deve essere una sorta di record. Anche se mette subito le cose in chiaro: «Non dico di esserne definitivamente uscito, fra sei mesi potrei ricaderci». Par di capire che il problema non è affatto salutista, ma piuttosto una questione chimica: «Le droghe di oggi non sono più interessanti, sono molto istituzionalizzate e noiose. E comunque, le ho fatte tutte». Perché lui è un empirista, per lui l’esperienza è l’unico fondamento del conoscere dal punto di vista oggettivo. Insomma la sua filosofia è provarle tutte. Del resto si è definito «un abile farmacista» e probabilmente sa cucinare cristalli di metanfetamina come il Walter White di Breaking Bad.
L’abc delle cattive abitudini
In verità qualche vizio se lo è tenuto, ma è roba da boyscout, l’abc delle cattive abitudini. Ovvero «caffè e sigarette», per lui l’equivalente della camomilla. Sul tema della droga negli anni Keith Richards ha regalato una serie di riflessioni che sono diventate un’antologia. Egoista: «Non invito nessuno a fare quel che faccio io. E perché dovrei? Ne resta di più per me». Spaccone: «La cosa più strana che ho sniffato? Mio padre. Era stato cremato e non ho potuto resistere alla tentazione di farmi un tiretto con le sue ceneri miste a cocaina». Di buone maniere: «Il massimo della maleducazione? Andare in overdose mentre sei ospite a casa d’altri». Matrimoniale: «L’eroina è stata come una moglie per me e il divorzio non mi certo è costato poco». Assolutorio: «Io non ho mai avuto problemi con la droga. Ho avuto problemi con la polizia»