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Scritto da comedonchisciotte.org   
Venerdì 01 Giugno 2018 00:03


Insomma, dov'era il contenzioso?

In un discorso pronunciato martedì a Parigi, l’investitore miliardario George Soros ha avvertito che il mondo potrebbe essere sull’orlo di un’altra devastante crisi finanziaria. Sono infatti riemerse le crisi del debito in Europa, ed il rafforzamento del dollaro mette in difficoltà i mercati rivali di quello americano, sia quelli emergenti che quelli sviluppati.
L’Italia è in prima fila a trascinare le preoccupazioni sulla possibile dissoluzione dell’euro. Pressioni politiche, come la dissoluzione dell’alleanza Europa-Stati Uniti, finiranno per tradursi in danni economici. Il continente sta attualmente affrontando tre urgenti problemi: la crisi dei rifugiati, le politiche di austerità che hanno ostacolato lo sviluppo economico e la disintegrazione territoriale – non solo la Brexit, ma la minaccia che paesi come l’Italia possano fare la stesso…
“La Brexit è un processo immensamente dannoso per entrambe le parti”, ha esclamato il miliardario.
Guardando al breve termine, la decisione USA di abbandonare l’accordo con l’Iran sta mettendo a dura prova l’alleanza dell’Europa col suo partner occidentale più importante. Questo proprio mentre il rafforzamento del dollaro soffoca le economie del resto del mondo.
Fino a poco tempo fa, si sarebbe potuto sostenere che l’austerità funziona: l’economia europea sta lentamente migliorando, basta semplicemente perseverare. Ma, guardando avanti, l’Europa ora affronta il collasso dell’accordo nucleare iraniano e la distruzione dell’alleanza transatlantica, destinata ad avere un effetto negativo sulla sua economia e a causare altri scompigli.
La forza del dollaro sta già accelerando la fuga dalle valute dei mercati emergenti. Potremmo essere diretti verso un’altra grave crisi finanziaria. Lo stimolo economico di un piano Marshall per l’Africa ed altre parti del mondo in via di sviluppo dovrebbe prendere il via al momento giusto. Questo è ciò che mi ha portato a presentare una proposta pronta all’uso per il suo finanziamento.
L’avvertimento di Soros arriva quando i rendimenti delle obbligazioni italiane a 2 anni sono i più alti mai registrati:
Non è più una “figura retorica” affermare che l’UE è in “pericolo esistenziale”, ha detto Soros. È una realtà ovvia.
“L’UE è in una crisi esistenziale. Tutto quel che poteva andare storto è andato storto“, ha detto.
Per sfuggire alla crisi, “deve reinventarsi”.
“Gli Stati Uniti, dal canto proprio, hanno acuìto i problemi dell’UE: ritirandosi unilateralmente dall’accordo nucleare con l’Iran del 2015, Trump ha distrutto l’alleanza transatlantica, mettendo ancor più pressione ad un’Europa già assediata”.
L’unico modo per evitare un collasso totale sarebbe un piano Marshall per l’Africa da 30 miliardi di euro ($35,4 miliardi), che Soros ritiene possa contribuire a contenere il flusso di migranti verso l’Europa, uno dei maggiori problemi che l’Europa deve affrontare. L’Unione dovrebbe utilizzare la propria autorità di prestito “in gran parte inutilizzata” per finanziare il piano.
“Potremmo essere diretti verso un’altra grave crisi finanziaria”, ha dichiarato esplicitamente.
L’alternativa sarebbe un’ulteriore “disintegrazione territoriale” dell’UE, con quei paesi che hanno ampiamente sofferto a causa dell’unione monetaria a contemplare l’abbandono. Per evitare questo scenario, bisogna riconoscere ed affrontare i difetti del sistema euro. Forse il più clamoroso dei quali è che ha creato un radicato sistema a due livelli di debitori e creditori.
Personalmente ho considerato l’UE come l’incarnazione dell’idea della società aperta. Era un’associazione volontaria di stati eguali che si univano e sacrificavano parte della propria sovranità per il bene comune. L’idea d’Europa come società aperta continua ad ispirarmi.
Ma dalla crisi finanziaria del 2008, l’UE sembra aver perso la rotta. Ha adottato un programma di taglio alle spese che ha portato alla crisi dell’euro ed ha trasformato l’eurozona in una relazione tra creditori e debitori. I creditori hanno stabilito le condizioni che i debitori dovevano, ma non potevano, soddisfare. Si è dunque venuta a creare una relazione né volontaria né tra eguali – esattamente l’opposto del credo su cui si basava l’UE.
Come alcuni ricorderanno, il Soros Fund Management – il fondo di famiglia, perlopiù dedicato alla sua rete di ONG “Open Society” – ha chiuso la maggior parte delle sue posizioni sui mercati emergenti dopo che Trump ha sconfitto la Clinton. Certo, dove Soros vede un pericolo, altri vedono un’opportunità. Mark Mobius, ad esempio, il mese scorso “è tornato dalla pensione” per aprire un fondo che spera possa trarre vantaggio dalla carneficina dei mercati emergenti, poiché gli analisti continuano a considerare gli EM come l’area più vulnerabile ad un riprezzamento del dollaro.

 

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