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Scritto da corriere.it   
Lunedì 25 Giugno 2018 00:01


Il sogno di tutti gli adolescenti, almeno quando si era normali, ma in questo tempo assurdo l’arrestano

Quattordici anni appena compiuti, la testa sui libri degli esami di terza media, ma lo sguardo che si perde sul telefonino. Si può immaginare così questo ragazzo, lì ad aspettare o a scrivere sms: «amore» e «mi manchi». Quarant’anni, la testa sui compiti in classe ma, anche lei, con gli occhi sul cellulare. Dall’altro capo di questa storia di sentimenti e di sesso c’è una donna con un matrimonio finito e due figli. È l’insegnante di lettere delle scuole medie dell’adolescente innamorato, ora agli arresti domiciliari per atti sessuali con minorenne. Dice di essersi innamorata, è emerso dalle indagini della Procura di Bergamo. «Sono la tua fidanzata», scriveva all’alunno. Ma il codice penale non guarda in faccia alle motivazioni quando da un lato c’è un adulto e dall’altro lato c’è un minorenne che dalla vita deve ancora imparare molto. Secondo le indagini, gli incontri tra l’insegnante e il suo studente erano iniziati quando lui aveva ancora tredici anni. Gli atti sessuali con minori di 14 anni sono puniti con la condanna da cinque a dieci anni. Se la persona grande è un genitore o un educatore, come in questo caso, il limite di età del minorenne sale a 16 anni.

La loro era una «relazione affettiva con atti sessuali», ha scritto il pubblico ministero Davide Palmieri nella richiesta degli arresti domiciliari al giudice delle indagini preliminari Marina Cavalleri. Il gip li ha disposti e li ha motivati con il pericolo che gli incontri potessero proseguire anche a scuola terminata, a breve, dopo la sessione degli esami, per via dell’«assenza di freni inibitori» dell’insegnante.

Avvenivano nella sua automobile, durante il giorno, quando il ragazzo trovava delle scuse per uscire di casa. Scuse da adolescente dietro alle quali nella maggior parte dei casi si nasconde l’appuntamento con la comitiva, nella piazza del paese, oppure con la fidanzatina. Invece, ad attenderlo c’era la sua professoressa. Quando in Procura è arrivata la segnalazione, il pm ha subito attivato le indagini. Alunno e insegnante sono stati seguiti. Gli appostamenti hanno confermato che i due si appartassero. Per scelta investigativa, però, il pm ha voluto avere riscontri sulla natura degli appuntamenti. Nel giro di una settimana, gli appostamenti, gli sms e le intercettazioni glieli hanno dati. La richiesta di misura cautelare è stata lampo, così come la decisione del gip. Un paio di giorni, a tutela del ragazzo. La misura cautelare è stata eseguita martedì mattina a casa dell’insegnante, in un comune della provincia di Bergamo. Gli esami di terza media erano già in corso. La prof ha potuto essere presente agli scritti, nei giorni scorsi, ma non agli orali. Per l’arresto, ma anche perché dalla Procura è stata inviata subito la segnalazione all’ufficio scolastico provinciale.

La sospensione è stata automatica, immediata. Al suo posto c’è una supplente. Lunedì, la prof, se vorrà, potrà dare la sua versione dei fatti nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip. «No comment» da parte del difensore di fiducia, Roberto Giannì. Il ragazzo non è stato ancora ascoltato. Serve cautela, non sarà facile per lui capire. Ma solo loro due potranno spiegare come e da chi è nata la «relazione affettiva» che pare durasse da qualche mese.

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«In questo momento ogni considerazione sarebbe inadeguata, anche per la serenità dei ragazzi. È un periodo delicato, stanno affrontando le prove d’esame. La vicenda si commenta da sola — non va oltre la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Bergamo, Patrizia Graziani —. Il mondo scolastico degli adulti ha gli strumenti per dare il giusto giudizio».

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