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La bile di Fi_ano PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Venerdì 06 Ottobre 2017 00:15


Non sopporta il ricordo del Duce ma prende pernacchie nel suo stesso partito

"Non mi piace per niente che ci siano ancora delle cittadinanze onorarie a Mussolini, che considero un assassino. Trovo singolare che si mantenga una cittadinanza onoraria per un assassino".  "La cittadinanza laciamola come monito, proporne la cancellazione è un errore che denuncia una mancanza della necessaria distanza dai fatti della storia". Da una parte Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd e "padre" del disegno di legge che punisce la propaganda fascista (già approvato alla Camera con 261 voti, ora passerà al Senato). Dall'altra Giorgio Gori, sindaco di Bergamo e candidato dem alla presidenza della regione Lombardia.
Compagni di partito. Entrambi renziani. Ma profondamente divisi su un tema: la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Quella che il Comune di Bergamo - così come numerose altre città, qualcuna lo fece nel 1923 - conferì al duce nel '24 per celebrare il primo anno della "rivoluzione fascista" e l'anniversario dell'inizio della Grande Guerra. La cittadinanza fu un omaggio imposto ai sindaci dal Partito nazionale fascista. Da allora molti amministratori, per sensibilità personale e per accogliere la richiesta di associazioni partigiane e di ex deportati, l'hanno revocata. Altri no. Tra questi c'è Gori che, nonostante appelli, proteste e una raccolta firme dei cittadini, resta fermo sulla posizione assunta due anni fa quando l'Isrec (Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea) chiese all'amministrazione di cancellare l'onorificienza.
A favore della revoca, tra gli altri, il vicesindaco, Sergio Gandi, e il presidente della provincia di Bergamo, Matteo Rossi. L'argomento ha continuato a dividere. Adesso una sonora bocciatura alla linea Gori arriva da un autorevole esponente nazionale del Pd: Lele Fiano, il responsabile sicurezza del partito che negli ultimi mesi, da quando la sua legge è approdata alla Camera, ha subìto violenti attacchi da più parti, in primis dall'ultradestra. L'altra sera il deputato di origine ebraica (il padre Nedo Fiano è sopravvissuto alla deportazione nazista nel campo di concentramento di Auschwitz) era ospite a Bergamo a un incontro promosso dall'Anpi ("Crimine o ideologia? L'apologia del fascismo nella legge Fiano"). Nell'occasione ha espresso la sua opionione.
Su quali possano essere "le scelte e le opportunità per decidere di mantenere delle cose iscritte nella nostra storia", il deputato dem ha aggiunto che "non le capisce". Ma - ha spiegato  - "considero questa cittadinanza qualcosa di non confacente con la storia". Al netto
di appelli, proteste e contestazioni, dal 2015 il sindaco Gori, in corsa alle elezioni regionali lombarde, ha sempre tirato dritto. "Cancellare un fatto politico ormai consolidato e storicizzato sarebbe un errore. Una sorta di rivincita a posteriori che però non cambierebbe nulla".


 

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