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Scritto da repubblica.it   
Giovedì 05 Agosto 2004 01:00

Una direttiva europea blocca l'utilizzo di Linux al posto del sistema operativo Microsoft Windows nell'amministrazione di Monaco di Baviera. Il monopolio Microsoft continua

Monaco di Baviera, la prima città europea ad adottare Linux in tutti gli uffici comunali, potrebbe essere costretta a rivedere completamente i suoi piani a causa di una direttiva europea che rende problematico lo sviluppo del software open source.

Secondo il progetto LiMux, approvato definitivamente a giugno, nei 14 mila computer dell'amministrazione comunale bavarese il sistema operativo Microsoft Windows sarebbe stato sostituito dal suo concorrente open source Linux. Un'operazione da 42 milioni di euro che avrebbe costituito un successo senza precedenti per il movimento del software libero.

Una direttiva sui brevetti software approvata a giugno dal Consiglio dei ministri dell'Ue ha improvvisamente rimesso in discussione il progetto LiMux. La direttiva, modellata su un'analoga normativa statunitense, prevede infatti la brevettabilità di qualunque codice informatico, anche se slegato da un'innovazione meccanica.

In termini pratici, significa che qualsiasi tipo di idea, soluzione o procedimento software può essere diventare proprietario: "Ad esempio, la Apple Computer detiene un brevetto sul cestino virtuale per i file", spiega la Free software foundation, un'organizzazione che promuove la diffusione dei programmi open source. "La Apple può proibire l'inserimento dell'idea 'cestino per la carta' in qualunque programma, indipendentemente dalle tecniche, dai metodi e dal linguaggio utilizzati".

In Europa sono stati già depositati 30 mila brevetti di questo tipo. La nuova direttiva li rende operativi, esponendo al rischio di multe per violazione del copyright centinaia di software. Particolarmente in pericolo sono le piccole aziende, che non possono permettersi di affrontare lunghe cause e compromessi economici.

Secondo una ricerca della Foundation for a Free Information Infrastructure, un'associazione nonprofit con sede a Monaco, il particolare client Linux scelto dalla capitale bavarese per i computer dei suoi impiegati viola oltre 50 brevetti depositati in Europa. Per questo, la giunta comunale di Monaco ha deciso di bloccare il progetto LiMux, finché non saranno chiariti tutti gli aspetti della vicenda. Il timore è che, una volta completato il passaggio a Linux, l'amministrazione municipale debba mettersi a fronteggiare azioni legali o, peggio, che l'intera attività del comune debba bloccarsi qualora qualcuno reclamasse l'illegittimità del software adottato.

In un comunicato il sindaco di Monaco, il socialdemocratico Christian Ude, ha lanciato un appello "a tutte le città e le compagnie europee interessate all'open source affinché esercitino la loro influenza sull'Ue e sui governi nazionali per evitare che la direttiva diventi legge".

A febbraio, anche il comune di Roma aveva annunciato una graduale apertura verso Linux. "Il nostro progetto va avanti", spiega a Repubblica.it Francesco Loriga, responsabile per l'Innovazione tecnologica dell'assessorato alla Comunicazione capitolino. "Rispetto a Monaco, noi abbiamo scelto un approccio più graduale, e abbiamo intenzione di tenere aperti il dibattito e la sperimentazione, senza preclusioni ideologiche, ma tentando di stimolare una sana concorrenza tra i sistemi open source e qu
 

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