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Voleva emulare Fidel ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Sabato 23 Ottobre 2004 01:00

Ciampi nel farsi applicare un pace maker ha scelto l'anestesia locale. Per non farsi oscurare sulle prime pagine dal premier cubano ?

"Il presidente sta benissimo, ha gia' parlato con i suoi collaboratori, ha letto i giornali ed ha fatto colazione": dal Quirinale lo staff di Ciampi rassicura sulle condizioni di salute del Capo dello Stato al quale stamane, in un ospedale romano (di cui non viene fornito il nome) e in anestesia locale, e' stato impiantato un pacemaker. La notizia e' stata data da una breve nota del Quirinale alle agenzie e ai TG, poco dopo le 11. "Un piccolo intervento programmato da tempo" dicono i collaboratori di Ciampi "per correggere quello che i medici definiscono 'un lieve disturbo nella conduzione elettrica cardiaca'". Ciampi tornera' al Quirinale "al piu' presto", forse gia' stasera. Lunedi' sara' in ufficio e martedi' riprendera' le udienze gia' programmate. Stamane, dopo l'intervento, Ciampi ha parlato direttamente con i suoi collaboratori alla presidenza della Repubblica: voce normale, allegra. La moglie Franca e' con lui. "Ha letto i giornali e ha fatto colazione (con biscotti e marmellata)" aggiungono i suoi collaboratori. Il 12 maggio scorso il presidente della Repubblica si fratturo' la clavicola destra cadendo sui gradini del suo appartamento al Quirinale. Al 'Celio' venne sottoposto a radiografie e gli venne prescritto un breve periodo di riposo.

 
A ridatece Gianburrasca ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Venerdì 22 Ottobre 2004 01:00

Non vogliono affrontare la prova del compito in classe e allagano la scuola. Un gesto forse un po’ troppo esuberante, comunque migliore dell’indignazione “politicamente corretta” stile associazione consumatori di tanti studentelli già vecchi e pedanti alla loro età.

MILANO - E’ sconvolto, il preside. «Incredibile, inaspettato, gravissimo», dice. Alza gli occhi al soffitto fino a ieri gocciolante e infradiciato, mitragliato di buchi come un casa di Falluja. «Siamo stati noi», gli hanno appena detto quattro studenti accompagnati dai genitori. Al primo piano del Parini ci sono i carabinieri. Più in alto gli operai con le scarpe nella segatura puntellano i muri ancora inzuppati d’acqua. Dallo scalone si sentono i singhiozzi di una ragazza. E’ una mattina di gelo nel liceo della buona borghesia milanese. Gelo, sconcerto, disagio sulle facce di tutti. Il preside, Carlo Arrigo Pedretti, legge la lettera che un papà gli ha appoggiato sulla scrivania. E’ una confessione scritta. L’ammissione che ad aprire i rubinetti e allagare il Parini non sono stati vandali, esterni o altro. Sono stati gli studenti. Cinque o sei studenti della prima liceo.
Tre ragazze e un ragazzo sono lì, con gli occhi bassi. «Siamo così dispiaciuti e increduli che siamo stati incapaci di autodenunciarci», hanno scritto. Poi, con sintesi perfetta, la notizia: «Niente silicone, ma colla comprata in cartoleria e domopak, volevamo creare soltanto un piccolo guasto per ritardare l’entrata a scuola ed evitare il compito di greco. Invece è stato un disastro».
Hanno sputato il rospo quando ormai non potevano farne a meno. I compagni, lo sapevano tutti. Alle otto e un minuto di lunedì, quand’è stata annunciata la chiusura della scuola per allagamento, in via Goito c’è stato un boato. Qualcuno non ha resistito alla tentazione di farlo sapere. Nella felicità collettiva per una vacanza non annunciata si è perfino fatto ringraziare. Forse si è sentito un eroe, un povero eroe del nulla protagonista di un gesto da ricordare: la verifica di greco sgamata, cinque ore di lezione saltate, una mattina da «tana e liberi tutti». Nessuno sapeva dei danni, racconta Massimo, terza liceo, io ne ho approfittato per cercare i biglietti di Milan-Barcellona. Ho detto anch’io grazie, all’istante senza immaginare le conseguenze», dice Stefano, seconda liceo. «Che figata, ho pensato. Hanno bloccato la scuola per un compito in classe», è stato il primo pensiero di Monica, quinta ginnasio. Adesso sono loro a sentirsi traditi. Qui non li vogliamo più, dicono. Hanno fatto una stupidata da meritarsi i lavori sociali. Dovranno pagare i danni. Non si può lasciare impunita una cosa del genere. E’ su questo che si discute dentro e fuori il Parini. Sul finale della lettera che scuote anche il più intransigente degli accusatori. «E’ stato un gesto ignobile, anche noi ci consideriamo ignobili. E questo, insieme al nostro dispiacere, è l’unico modo per sentirci dentro una scuola che è ancora così gran parte della nostra vita. Perdonateci, se potete». Un finale da pièce che prende in prestito il titolo di un film di Luigi Magni sulla Roma papale del XVI secolo, «State buoni, se potete», storia di san Filippo Neri, di infanzia abbandonata e istituti di rieducazione, un legame che qualcuno considera voluto. Perdona Aldo Scarpis, l’insegnante di greco, quello dell’«uno meno meno» a uno degli autori del sabotaggio. «E’ stata una bravata fatta in modo irresponsabile, di cui siamo tutti complici. Troppi reality show in tv, dove se fai porcherie non paghi mai». Condanna un genitore del consiglio di istituto: «Non può pass

 
L’ha presa a ridere PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Giovedì 21 Ottobre 2004 01:00

Fidel, vittima di un incidente mentre onora il Che, dà una lezione di stile a tanti.

Santa Clara (Cuba), 21 ott. - Brutta avventura per il presidente cubano Fidel Castro, che ha concluso in modo ben poco glorioso un comizio tenuto davanti a un'oceanica platea di studenti nel Mausoleo intitolato a Ernesto 'Che' Guevara di Santa Clara, 276 chilometri a est dell'Avana. Poi l'ha presa in ridere, ma intanto un ruzzolone gli e' costato una duplice frattura. Concluso il proprio intervento, il 'Lider Maximo' ha infilato con il consueto piglio marziale la scaletta in legno che dava accesso alla tribuna degli oratori; su di un lato la ringhiera pero' ha ceduto, e il 78enne Castro e' scivolato in basso tra lo sgomento di autorita' e spettatori, per lo piu' studenti neo-laureati. E' stato immediatamente soccorso, ma si e' procurato di certo la frattura di un ginocchio e, con ogni probabilita', anche di un braccio. Ha rifiutato di stendersi su una barella e allora lo hanno fatto accomodare su una sedia, dopodiche' ha preteso un microfono per rassicurare la platea. "Vi chiedo scusa per essere caduto", ha esordito. "Perche' nessuno possa fare speculazioni, vi comunico che ho un ginocchio fratturato e, forse, anche un braccio. Ma forse, questo non e' sicuro", ha scherzato, "sono rimasto intero, sono ancora tutto di un pezzo". Tuttavia ha voluto allontanarsi in gran fretta sulla propria 'Mercedes' di rappresentanza, non senza aver prima raccomandato ai notabili locali di andare avanti con il resto del programma prestabilito. Esattamente otto ore dopo, il leader cubano e' riapparso alla televisione e si e' messo a ridacchiare, minimizzando le conseguenze del capitombolo, e ha tenuto a sottolineare che le sue condizioni erano state descritte in maniera esagerata. "Certa gente ha sostenuto che io abbia voluto simulare la mia stessa morte per vedere che tipo di funerale mi sarebbe stato preparato", ha ironizzato. Pero' adesso dovra' sottoporsi a una lunga serie di accertamenti clinici: 'Lider Maximo', si', ma quasi ottuagenario.

 
Da Hollywood alla Tate gallery PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Giovedì 21 Ottobre 2004 01:00

Bin Laden, il socio della Casa Bianca che fa furore nelle videocassette prodotte dalla Cia e dirette dal regista di guerre stellari diventa a Londra un prodotto artistico.

Londra, 21 ott. - Due artisti londinesi hanno ricreato virtualmente la dimora afghana di Osama bin Laden. Ben Lenglands e Nikki Bell stanno raccogliendo i frutti del loro lavoro: quest' opera potrebbe ottenere uno dei più controversi riconoscimenti artistici del mondo, il Premio Turner, che attrae circa 100 mila visitatori l' anno nella galleria Tate Britain. Guidati dai movimenti di un joystick da videogioco, i visitatori della galleria possono esplorare la modesta abitazione dello sceicco del terrore. Per realizzare l' opera, Langlands e Bell - incaricati dall' Imperial War Museum - hanno visitato personalmente la casa che ospitò Bin Laden fino al 1996, anno in cui si trasferì in Sudan. La cultura compie sempre più spesso incursioni nel mondo della politica, ma questo ultimo lavoro sta facendo discutere in Gran Bretagna, dove ci si domanda cosa sia giusto o meno definire arte.

 
Eh no, dell’arbitro proprio no ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Agi   
Domenica 17 Ottobre 2004 01:00

Le scaramucce inter/etniche in Olanda oltrepassano ogni limite pur restando nella goliardia da stadio. Ma converrete che assimilare il popolo eletto a quello del fischietto è davvero sintomo di cattivo gusto.

L'Aja, 17 ott. - E' stata sospesa ieri a dieci minuti dalla fine la partita tra l'Ado l'Aja e il Psv Eindhoven, valida per il campionato olandese di prima divisione, dopo che il pubblico di casa aveva ripetutamente indirizzato canti e grida a carattere anti-semita contro l'arbitro, l'internazionale Rene' Temmink. In quel momento la squadra locale era in svantaggio per 0-2. Temmink ha deciso di applicare le nuove norme del regolamento relative agli insulti nei confronti della direzione di gara; la sua decisione e' stata avallata dal sindaco dell'Aja, Dick Deetman, che era stato del resto messo sull'avviso dalla polizia. E' la prima volta in cui nei Paesi Bassi un incontro di campionato e' interrotto per tale ragione. Il mese scorso i tifosi dell'Ado si erano gia' resi protagonisti di analoghe intemperanze durante una partita della loro squadra contro l'Ayax, di uno dei cui giocatori avevano ingiuriato la fidanzata.

 
Qualcuno avrà difficoltà a scegliere PDF Stampa E-mail
Scritto da Corriere della sera   
Domenica 17 Ottobre 2004 01:00

Sarah Ferguson, la piccante duchessa che faceva scandali negli anni Ottanta, prova a rilanciare la sua sbiadita immagine posando nuda contro l’Aids. Si teme che l’effetto non sarà eccezionale

LONDRA - Ha posato nuda per beneficenza. Vista la moda crescente dei calendari non sarebbe strano. E anche la motivazione della «giusta causa» (raccolta di fondi a favore della ricerca sull'Aids) ha vari precedenti in Inghilterra (basti ricordare le non più giovani signore la cui storia è stata raccontata in «Calendar Girls»). Ma nel caso di Sarah Ferguson, irrequieta duchessa di York, ex moglie di Andrea, terzo figlio della regina Elisabetta d'Inghilterra, la scelta di posare nuda ha fatto scandalo. Con addosso solo dei gioielli e sandali rossi con tacco a spillo, Sarah Ferguson appare in un volume che contiene altri ritratti di nudo e intitolato «Four inches». I proventi andranno alla Fondazione creata da Elton John per combattere l'Aids.
L'IMMAGINE SUL «SUN» - «Subito dopo gli scatti, "Fergiè la rossa" è corsa a festeggiare il suo 45esimo compleanno insieme a tanti amici» si legge sul Sun, che pubblica la foto della duchessa senza veli. Ma l'immagine è tuttavia molto «castigata» e con lei nel libro ci sono altri nomi famosi immortalati dalla fotografa di moda Pamela Hanson. Tra le altre celebri top model come Kate Moss e Rachel Hunter e attrici come Rebecca Romijn-Stamos e Lara Flynn-Boyle. Tutte indossano soltanto i gioielli di Cartier e le calzature di Jimmy Choo, dai tacchi alti oltre dieci centimetri, ovvero quei «quattro pollici» del titolo del volume.

 
Finalmente veloce ! PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Venerdì 15 Ottobre 2004 01:00

Un locomotore parte da solo sulla ferrovia calabrese e raggiunge i cento chilometri orari. Quasi un record per una linea negletta e trascurata dopo il 1943.

PAOLA (COSENZA) - Per circa tre ore un locomotore appartenente ad una ditta privata e' schizzato a quasi 100 chilometri l' ora sulla linea ferroviaria tirrenica, tra Calabria, Basilicata e Campania, fermando la sua folle corsa senza fare danni solo grazie all' intervento dei tecnici e del personale ferroviario. Il fatto e' accaduto stamani nella stazione di Longobardi, sul Tirreno cosentino. Il conducente del locomotore, che stava effettuando lavori sui binari, e' caduto ed il mezzo e' partito da solo sulla linea.
Da Paola e' scattato immediatamente l' allarme, verso Lamezia a sud e Sapri a nord. Tutte le stazioni ferroviarie sono state allertate, deviati i treni su binari alternativi, finche' dopo quasi tre ore il locomotore e' stato bloccato su un binario morto a Rutino, nel Salernitano. Non sono stati provocati danni, non si registrano feriti tranne il conducente caduto dal locomotore a Longobardi ma le Ferrovie hanno aperto un' inchiesta per cercare di capire come tutto cio' sia potuto accadere.
Il locomotore ha arrestato la sua corsa alle ore 9.30 su un binario morto, nei pressi della stazione di Rutino, non molto distante da Agropoli (nel Salernitano) lungo un tratto che della rete ferroviaria che e' in salita. Sulla vicenda, oltre alle Ferrovie dello Stato, stanno indagando anche gli agenti della sezione di polizia giudiziaria del Compartimento della Polfer di Napoli, coordinati dal dirigente Raffaele Salerno, che giunti a Rutino stanno ascoltando testimoni.

 
Stop a film israeliano PDF Stampa E-mail
Scritto da Cinematografo.it/Adnkronos   
Giovedì 14 Ottobre 2004 01:00

Il regista Eytan Fox blocca l'uscita di Camminando sull'acqua. "L'Italia di Tremaglia è razzista"

"Nel paese che esprime una classe dirigente così volgare, omofoba e discriminatoria, non vogliamo mostrare né tanto meno promuovere il nostro film su temi delicati come l'omosessualità e il conflitto di coscienza tra ebrei e tedeschi sulla memoria dell'Olocausto". Lo dicono Eytan Fox e Gal Uchovsky, rispettivamente regista e sceneggiatore di Camminando sull'acqua, in risposta alle dichiarazioni del ministro per gli italiani all'estero Mirko Tremaglia. I due hanno deciso di non far uscire il film in Italia dopo aver letto le dichiarazioni di Tremaglia in seguito al caso Buttiglione. L'uscita del film (distribuito da Teodora) era prevista per il 12 novembre e lo stesso regista era atteso in Italia nei giorni 28 e 29 ottobre. Il film, presentato al recente Festival di Berlino nella sezione "Panorama", racconta la storia di Eyal, uno zelante agente del Mossad, i cui genitori sono sopravvissuti all'Olocausto, incaricato di ritrovare un ex ufficiale nazista, Alfred Himmelman. Nella sua ricerca l'uomo scopre diverse verità inaspettate tra cui l'omosessualità del nipote del vecchio ufficiale.

Fonte: LIBERO NEWS 14/10/04

 
L'ingordigia che ti premia PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Martedì 12 Ottobre 2004 01:00

Nessun record di atletica, nessun prodigio matematico, al 19 enne Ezra Nicholas è bastato mettersi in bocca un hamburger gigante per intascarsi 6000 dollari.

Un hamburger gigante, del peso di 369 grammi per la precisione, infilato nella bocca. E’ il curioso primato raggiunto da un ragazzo di 19 anni di Singapore, Ezra Nicholas, che ha battuto in una competizione che si è svolta nel weekend il record del mondo che apparteneva all’americano Johnny Reitz, che si era limitato a infilare ‘solo’ 340 grammi di hamburger in bocca. “Sono il re degli hamburger” ha commentato Nicholas dopo la gara che, ha aggiunto, “non è stata per niente semplice: a un certo punto non riuscivo più a sentire niente, non respiravo e quasi stavo soffocando”. Senza masticare, il ragazzo è riuscito a mettere in bocca l’enorme panino aggiudicandosi, oltre al titolo, anche un bel premio: quasi 6mila dollari.
 
Che portento q u e l l e birrerie PDF Stampa E-mail
Scritto da RDAK   
Martedì 12 Ottobre 2004 01:00

Monaco. All’Oktoberfest ci si può dimenticare di tutto. In un dionisiaco oblio comunitario che potrebbe anche far riaffiorare il sapore di un bel passato…

L’ufficio oggetti smarriti dell’Oktoberfest di Monaco ha quindi informato che i visitatori hanno dimenticato quattromila oggetti tra cui una sedia a rotelle, una dentiera con denti d’oro, delle mutande e dei documenti segreti su alcune nuove leggi della Baviera.

 
Boicottaggio? No, concorrenza! PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Domenica 10 Ottobre 2004 01:00

Scarpe di ottima qualità ma prodotte senza lo sfruttamento dei lavoratori, o peggio di bambini, senza impiantare industrie nei Paesi dove si muore di fame e la manodopera costa quattro soldi. é questa la sfida lanciata alla Nike da parte di un'industria che si definisce no profit. L'obiettivo è fermare lo strapotere delle multinazionali.

Sembrano delle Converse, le scarpe da pallacanestro dei giocatori americani di una volta. Con tanto di logo sulla parte destra. Solo che nel cerchietto che ancora oggi fa la differenza tra i ragazzini italiani che fanno la fila davanti ai negozi, non c'è il nome della storica marca, passata nel frattempo nella mani della Nike. Né tantomeno quelle sigle mozzate che fanno la fortuna degli imitatori, cinesi o napoletani che siano. C'è invece un cerchietto bianco, con un disegno fatto a mano e marcato bene, con la chiara intenzione di distinguersi.

Si chiamano Balcksport sneaker. Sono scarpe no logo, prodotte in Portogallo, vendute in tutto il mondo tramite un sito Internet che ha una sola missione: fare la guerra alla Nike e al suo patron Phil Knight. Obiettivo dei più ambizioni, irraggiungibile solo a pensarci un po' su. Sogno e scommessa di Kalle Lasn, fondatore della Adbusters Media Foundation, un magazine e un sito Internet. "Uno dei più significativi movimenti sociali dei prossimi vent'anni", come si definisce l'organizzazione che da quattordici anni si batte contro lo strapotere della tv, della pubblicità e delle grandi company, che tutto appiattiscono e tutto rendono uguale.

Kalle Lasn ha deciso di fare la guerra alla Nike scendendo sullo stesso piano delle grandi multinazionali. Invece del boicottaggio, delle denunce contro lo sfruttamento degli operai nelle fabbriche asiatiche, Lasn deciso di produrre lui stesso, ma in modo corretto. Niente sfruttamento degli operai, niente delocalizzazioni selvagge. Una guerra ad armi più o meno pari, perché Lasn rinuncia al profitto.
Per un intero anno Lasn ha cercato una località dove poter impiantare l'industria. Ha esluso tutti i posti dove non vengono rispettati i diritti sindacali e infine ha scelto una zona rurale del Portogallo dove da 400 anni c'è una grande tradizione nella priduzione di scarpe. Lì ha trovato la fabbrica che cercava, gestita dalla stessa famiglia da tre generazioni. E ha avviato il progetto, "senza fini di lucro", è scritto a grandi lettere nel sito che pubblicizza e vende le Balcksport sneaker.

La scarpa che produce è stata disegnata da John Fluevog, conosciuto nel settore per le sue idee innovative. E' prodotta totalmente in materiale naturale, è biodegradabile al 70 per cento, la suola è rinforzata perché duri nel tempo e la produzione non richiede l'uso di agenti chimici.

Gli operai, tutti del posto, lavorano in una fabbrica modello. La qualità dell'aria è buona, il suono delle macchine è attutito, i livelli di sicurezza ottimi, secondo quanto dichiarato dai sindacati. A cui i lavoratori non sentono il bisogno di iscriversi: solo l'1% vi aderisce. La pausa pranzo è di un'ora e mezzo. Né c'è un gran ricorso agli straordinari, pagati comunque bene. D'altra parte se in Portogallo il salario medio è di 365 euro al mese, quello dei lavoratori della fabbrica di scarpe è tra i 420 e i 700.

La guerra alla Nike è appena agli inizi. A giugno c'erano stati ordini per 8000 pezzi, per lo più da parte della grande comunity che ruota attorno all'organizzazione creata da Kalle Lasn. Ora ci sarebbero già 200 punti vendita pronti a mettere sui loro scaffali le Balcksport sneaker. L'obiettivo dichiarato è anche solo quello di rosicchiare un 1 per cento di quota di mercato alla Nike. "Sarebbe già un successo - sostengono sul sito delle Balcksport sneaker - perché questo significherebbe che il meccanismo è buono e potrebbe produrre i suoi effetti su altri mercati, dal cibo alla moda, alla comunizazione". In base a un solo principio che è quello che ispira Kalle Lasn da sempre: "Vivere in un mondo dove a creare il futuro sono le persone e non le multinazionali".
 
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