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Vittoriano - Il Milite Ignoto PDF Stampa E-mail
Scritto da Il Reazionario   
Venerdì 23 Aprile 2004 01:00

Cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della Patria.

Nel 1921 al Parlamento trovò approvazione un disegno di Legge che proponeva di onorare simbolicamente e solennemente tutti gli italiani caduti in guerra, scegliendo a caso una spoglia mortale di un militare, non identificato, che sarebbe stato deposto nella cripta del Vittoriano, a perpetuo segno di riconoscenza nazionale. Questa decisione ebbe origine da una suggestiva idea del generale italiano Guido Douhet, palesata nel 1920. Per l’attuazione il Ministro della Guerra nominò una Commissione per scegliere con cura nelle zone, che erano state teatro di operazioni belliche, le salme di impossibile identificazione, tra le quali la prescelta. Come è noto nei cimiteri militari, ai caduti non identificati, vengono riservati campi speciali per raccogliere i corpi in singole fosse, contraddistinte da un numero. La Commissione nel realizzare l’idea del generale Douhet, indicò undici zone di teatro di operazioni: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele e l’area da Castagnevizza sino al mare, affinché potessero avere rappresentanza ideale anche i morti in combattimento dei reparti di Marina. Dai cimiteri speciali di queste zone furono tratti i numeri che contraddistinguevano i caduti non identificati. Quei numeri furono trascritti su foglietti e quindi introdotti in un’urna, per la successiva estrazione che fece sortire gli undici prescelti per la solenne cerimonia, preludente a quella della scelta definitiva per la cripta del Vittoriano. Un grande stuolo di madri e vedove seguì il 28 ottobre 1921 gli undici affusti dei cannoni, sui quali le salme erano state sistemate, rinnovando la testimonianza d’amore per tutti i cari scomparsi, in un solenne corteo funebre, che attraversò molte città. Dovunque il corteo procedesse riscontrò commozione, che dilagò e straripò, sino a divenire sentimento unanime, mentre i caduti ricevevano gli Onori dai Reparti Militari e di tutta la cittadinanza. La scelta finale del “Milite Ignoto” avvenne nella Cattedrale di Aquileia, tutta adorna di fiori. Al momento della benedizione del Vescovo delle undici bare, infatti toccò ad una madre, Maria Bergamas, che aveva perduto il figlio in guerra, senza ritrovare più il corpo, indicare una sola bara, segnandola con una croce. Il 4 novembre 1921 alle ore 10, mentre le campane della chiese di tutta Italia suonavano a stormo, quella salma fu deposta nel loculo dell’Altare della Patria, poi nel silenzio generale, fu fissata sul feretro la medaglia d’Oro con la seguente motivazione:

“Degno di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz’altro premio sperare che la vittoria della Patria”.L’idea del generale Guido Douhet aveva trovato compimento e ben presto Francia, Inghilterra, Belgio ed altri stati seguirono l’esempio italiano, dedicando grandi sepolcri monumentali in onore degli Eroi che, senza possibilità di riconoscimento, erano periti in guerra.


Il Vittoriano

Il Vittoriano, grandiosa e colossale costruzione in marmo bianco, ispirata per gusto e canoni artistici al mondo classico, fu realizzato da Giuseppe Sacconi tra il 1885 ed il 1921.
Il piano di lavoro prevede essenzialmente, sullo sfondo di un imponente propileo, una scala, come un proscenio, ascendente verso il cuore dell’opera

 
Noi Vogliamo PDF Stampa E-mail
Scritto da Noreporter.org   
Domenica 18 Aprile 2004 01:00

Passo tratto dal Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti

1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

2. il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, iI salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo.., un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7. Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.

8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.

9. Noi vogliamo glorificare la guerra -- sola igiene del mondo -- il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertarî, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

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