Quella marcia che fa parlare di sé Stampa
Scritto da iltempo.it   
Domenica 06 Settembre 2015 00:11

Una marcia spedita, silenziosa, senza bandiere né striscioni. Una marcia inquietante. Camminata spedita, in stile militare, che a più di qualcuno ha evocato brutti ricordi. Obiettivo di chi si è messo in movimento come fosse una parata? Protestare contro un mercatino illegale di immigrati attivo da anni di fronte alla stazione centrale di Pescara, in Abruzzo. L’ha organizzata e messa in atto platealmente Forza Nuova domenica scorsa. La notizia ha provocato il solito polverone di polemiche ed è stata ripresa perfino dai media britannici. E subito sono scattate le accuse di razzismo e xnefobia, perché il mercato è gestito da cittadini africani. «Nessun razzismo - replicano i neri di Forza Nuova - la nostra protesta riguardava la vendita di merce contraffatta. Un mercato totalmente abusivo tollerato, però, dalle istituzioni».

La marcia ha portato molti a ipotizzare un modo di fare simile ai colleghi greci di Alba Dorata (con i quali Forza Nuova è in contatto da tempo) che in alcuni mercati di Atene hanno usato le maniere forti rivoltando banchetti e malmenando i commercianti stranieri.

La versione di Forza Nuova abruzzese, ovviamente, è un’altra: «Da ventuno anni esiste questo mercatino abusivo in pianta stabile. Non paga l’occupazione del suolo pubblico e usufruisce illecitamente della corrente - spiega Marco Forconi, coordinatore regionale del movimento fondato da Roberto Fiore - e il 95 per cento dei banchisti sono senegalesi. Il sindaco, finalmente, aveva deciso di farlo sgomberare e ha firmato la relativa ordinanza. Il provvedimento era esecutivo il 9 agosto scorso ma, a poche ore di distanza, quando già era arrivata la forza pubblica da Roma, l’amministrazione ha fatto dietrofront».

Il Comune, a quanto pare, starebbe cercando un’area alternativa dove trasferire il mercato. E, di conseguenza, avrebbe deciso di differire lo sgombero di due–tre mesi. Però la frittata è fatta, la marcia è girata nella rete. «Insistiamo, nesusn atto razzista. Il problema è solo che da tempo, a parole, vorrebbero spostarli su un’area delle Ferrovie gestita anche da Regione e amministrazione comunale - continua Forconi - e dicono che da trecento operatori si passerà a 120 e dovranno avere regolare licenza di ambulanti. Ma il problema è che questa gente vende merce contraffatta con i marchi sportivi più famosi, come Nike e Adidas, resta lì». Per questo Forza Nuova ha protestato più volte contro la situazione inaccettabile, ha organizzato presidi e, domenica, una marcia. «Abbiamo chiesto l’autorizzazione per un sit-in su piazza della Repubblica è ci è stata negata, mentre ci hanno concesso di manifestare a due-tre chilometri di distanza, a Ponte del Mare - racconta il coordinatore Forconi - Noi, dopo un’oretta e mezza, abbiamo cominciato a muoverci. Lo abbiamo fatto senza bandiere, senza striscioni, in modo composto e militaresco. E in silenzio. Probabilmente ci denunceranno lo stesso per questo. Non è un problema di razze o nazionalità. Se fossero stati napoletani, tedeschi o australiani per noi il discorso sarebbe stato uguale».

Come dicevamo, l’iniziativa non ha mancato di scatenare le polemiche. «Teste rasate, T-Shirt nere, qualcuno con gli anfibi (con quel caldo) inquadrati come soldati, una trentina di ragazzi hanno bloccato il traffico e marciato verso la stazione, senza tuttavia entrare nel mercato senegalese», ha commentato il sito «FascinAzione». Ma Forza Nuova non demorde. «Continueremo con altri presidi e proteste pacifiche e ordinate - promette Forconi - La storia non finisce così...».