Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Luglio 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Isis for everybody PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Lunedì 23 Novembre 2015 00:01


Nel finanziamento del Califfato le azioni le detengono tutti ma proprio tutti


Adesso Isis viene sacrificata per ottenere un diffuso stato d’animo mondialista e per consentire alle potenze che si scambiano accuse pubbliche di cooperare nella logica della Nuova Yalta.
La Francia che bombarda insieme alla Russia non significa che sia diventata anti-occidentalista, anzi…
Significa che farà da mediatrice ufficiale tra Washington e Mosca – che da quando esistono non si sono ancora MAI scambiate un colpo di schioppo – nell’organizzazione die prossimi equilibri mondiali. Significa anche che un Paese molto più asservito e con un governo che è tra i peggiori nella storia dell’umanità ha preso il posto di Berlino. Scandalo Volkswage, esplosione demografica e attentati a Parigi hanno permesso questa svolta sinistra.
Ora quindi si scambiano tutti accuse su chi ha finanziato e finanzia l’Isis. Nesuno ovviamente parla di Al Nusra che non è l’Isis e che è l’organizzazione coinvolta nelle stragi parigine…
Le accuse che riportiamo qui sotto non sono assolutamente esaustive ma rendono un’idea dell’IMBROGLIO che non si comprende se non si posseggono una conoscenza e un metodo analitico delle relazioni di potenza e se non si parte comunque dalla consapevolezza di un livello più alto, anche delle singole potenze.


Erdogan accusa Assad, Putin chiama in causa Turchia, Qatar e Arabia Saudita, l’Iran punta l’indice su Israele e viceversa, nelle sedi diplomatiche di Istanbul e nei ristoranti di Amman non si parla di altro: chi sono i fiancheggiatori segreti dello Stato Islamico (Isis)? È una discussione disseminata di indiscrezioni e sospetti che dà il polso dell’atmosfera in Medio Oriente.
Il greggio di Assad 
Il presidente turco Erdogan, intervenendo al summit sull’Energia a Istanbul, ha accusato Bashar al Assad di «acquistare sottobanco petrolio venduto da Isis, pagandolo a peso d’oro». Ciò significa che «Assad sfrutta il terrorismo per rimanere in piedi» sotto due aspetti: ottenere il greggio che manca al regime e rafforzare un nemico contro il quale sta costruendo una sua nuova legittimità politica. «Isis è sostenuto da Assad», assicura Erdogan.
I finanziatori privati 
L’affondo di Erdogan è arrivato pochi giorni dopo la chiusura del G20, che ha visto il presidente russo Vladimir Putin autore di un colpo di teatro, consegnando ai leader presenti una lista di finanziatori privati di Isis: si tratta di cittadini di 40 Paesi, ma spiccano in particolare i turchi, sauditi e qatarini. Sono individui che il Dipartimento del Tesoro Usa segue sin dal 2013, quando al-Baghdadi iniziò a ricevere donazioni - attraverso il Kuwait - in precedenza destinate ad altri gruppi sunniti in Siria e Iraq.
Sospetti a Istanbul 
Fra i diplomatici europei accreditati a Istanbul e Ankara circolano con insistenza sospetti su presunte complicità fra il governo turco e Isis. La tesi prevalente è che Ankara ha consentito a Isis di rafforzarsi al fine di rovesciare il regime di Assad. La prova, indicata da più voci, sarebbe l’«autostrada della Jihad» fra il Sud della Turchia e il Nord della Siria che vede passare non solo i foreign fighters, ma anche i commerci illeciti che alimentano le finanze di Isis.
Ospedali nella Galilea 
La tv libanese Al Manar, espressione di Hezbollah, accusa Israele di curare nei propri ospedali in Galilea un «grande numero di takfiri», ovvero jihadisti sunniti. Si tratterebbe di miliziani islamici, feriti in combattimenti, che attraversano la frontiera del Golan, vengono raccolti da Israele, curati e rimandati indietro. Israele nega tali accuse, affermando che sono civili feriti gravi - circa 1200 finora - curati «per ragioni umanitarie». Hossein Shariatmadari, direttore di «Kayhan», vicino ai conservatori di Teheran, definisce Isis «uno strumento di Usa e Israele nel complotto occidentale contro Assad».
Raid iraniani 
Negli ambienti militari israeliani è diffuso il sospetto che dietro le «false accuse» di Hezbollah ci sia in realtà una complicità di fatto fra Teheran e Isis. La dimostrazione verrebbe dai movimenti iraniani in Iraq: l’offensiva massiccia contro Isis nella provincia di Dyala ha avuto successo grazie al sostegno dei raid aerei di Teheran, ma dopo essere riusciti ad allontanare i jihadisti dalla propria frontiera sono stati sospesi, allentando la pressione militare. Lasciando supporre di voler usare Isis con più obiettivi: spaccare il fronte sunnita, guidato dalla rivale Arabia Saudita, e spingere Washington ad allearsi proprio con Teheran per combattere i jihadisti in Siria.
L’origine delle armi 
Il Centro di ricerche sugli armamenti nei conflitti, di base a Londra, afferma in un rapporto che le armi in possesso di Isis sono prodotte in Cina, Russia, Stati Uniti, Sudan e Iran. Includono almeno 656,4 milioni di equipaggiamento militare che gli Stati Uniti avevano lasciato all’Iraq e Isis ha catturato nelle basi militari così come ingenti forniture russe trovate nelle installazioni del regime di Assad.
 

 

 

 

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.