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Iran update PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Mercoledì 03 Gennaio 2018 00:37


Intelligence occidentale ed estremismo fondamentalista soffiano sul fuoco

Obiettivo comune: far fuori Rohani.
L'Iran non era mai stato così potente prima.

Nove persone sono rimaste uccise nelle proteste antigovernative della scorsa notte in Iran, tra cui un bambino di 11 anni e un membro dei Guardiani della rivoluzione. Sale così a 20 il bilancio delle vittime di sei giorni di scontri che proseguono malgrado l'appello alla calma del presidente Hassan Rouhani, mentre gli arresti, quasi tutti a Teheran, sono  complessivamente oltre 450: il 90 per cento delle persone catturate - precisa il ministero dell'Interno iraniano - è composto da teenager e da giovani con un'età media di 25 anni. In poco meno di una settimana, la protesta è dilagata in 50 città in tutto il Paese. A causa delle violente proteste in corso in Iran, il prezzo del petrolio è in rialzo sui mercati asiatici.
KHAMENEI: "NOSTRI NEMICI FOMENTANO PROTESTE"
Nel suo primo discorso dall'inizio delle manifestazioni, la guida suprema della Repubblica Islamica, l'ayatollah Ali Khamenei, ha accusato oggi i "nemici" dell'Iran di aver "rafforzato l'alleanza per colpire le istituzioni islamiche". "I nostri nemici - ha twittato Khamenei - hanno fomentato le proteste usando soldi, uomini e agenti dell'intelligence". La Guida suprema non ha menzionato alcun Paese straniero in particolare. "Parlerò al popolo dei recenti incidenti a tempo debito", ha però precisato. La Repubblica Islamica dell'Iran - eterna rivale della monarchia del Golfo nella regione - sostiene che ci sia lo zampino di Riyad nelle contestazioni.
La repressione del regime continua all'insegna del pugno di ferro: il capo della Corte Rivoluzionaria della provincia di Teheran, Moussa Ghazanfarabad, ha annunciato che alcune delle persone arrestate potrebbero essere accusate di Muharebeh (guerra contro Dio), un reato che prevede la pena di morte.
L'ESCALATION DELLE VIOLENZE ALIMENTA LA TENSIONE INTERNAZIONALE
L'escalation delle violenze sta alimentando una tensione internazionale. L'evolversi della tensione è seguita da vicino da Washington in particolare da Donald Trump che, difendendo il diritto di critica dei manifestanti, è accusato dagli ayatollah di cavalcare la protesta per fini politici anti Iran. Le nuove sanzioni minacciate nei mesi scorsi dall'amministrazione Trump  - che ha messo in discussione l'accordo sul nucleare di Obama  - potrebbero colpire i Guardiani della rivoluzione, una forza che risponde solo al leader supremo, l'ayatollah Ali Khamenei. In tal modo si eviterebbe di danneggiare gli iraniani che stanno manifestando.
TRUMP: "REGIME CORROTTO E BRUTALE". TEHERAN: "PENSI A PROBLEMI USA"
Tensione al calor bianco tra Iran e Usa. Donald Trump attacca: "il popolo dell'Iran - ha twittato - sta finalmente agendo contro il regime iraniano brutale e corrotto. Tutto il denaro che il presidente Obama follemente gli ha dato è finito in terrorismo e nelle loro tasche. La gente ha poco cibo, c'è grande inflazione e non ci sono diritti umani. Gli Stati Uniti guardano!". Ma Teheran replica duramente. "Invece della perdita di tempo in tweet inutili e offensivi rivolti agli altri popoli e alle altre nazioni - ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano - Trump farebbe meglio ad occuparsi delle questioni interne del suo Paese come le vittime delle quotidiane sparatorie o dell'esistenza di milioni di poveri e senzatetto".
IRANIANI AGGIRANO LA CENSURA INTERNET CON GRAFFITI E SOFTWARE
Nei giorni scorsi il regime aveva oscurato i social network usati dai manifestanti per darsi appuntamento nelle piazze delle città con con l'hastag (in farsi) "proteste in tutto il Paese". Ma c'è chi aggira la censura sul web o ricorrendo a sofisticati software, o con graffiti. Adam Fisk, fondatore di Lantern, con un programma peer to peer si sta dando da fare per aiutare gli iraniani a bypassare la censura su Internet.

 

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