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La storia si ripete PDF Stampa E-mail
Scritto da ilsole24ore.com   
Lunedì 26 Marzo 2018 00:30


Se gli Usa devastano la Germania distruggeranno anche noi

Glielo spiegate voi ai cialtroni a tre narici che si credono economisti e che ci vedono schiacciati dal tedesco cattivo. Poveracci!

Venti di guerra commerciale: la Ue minaccia ritorsioni contro i dazi di Trump
Per questo Berlino è, da tempi non sospetti, preoccupata dagli umori dell’inquilino della Casa Bianca. La Repubblica federale è in ansia fin da quando in campagna elettorale “The Donald” prendeva platealmente di mira Messico e Cina ma in realtà, nel suo ambizioso sogno di bloccare la globalizzazione, lanciava impliciti e sinistri avvertimenti anche alla Germania e più in generale all’Eurozona.
Poche settimane dopo l’elezione a sorpresa di Trump, lo Spiegel scriveva apertamente di “attacco al modello tedesco” e si domandava preoccupato se davvero il nuovo inquilino della Casa Bianca volesse cercare di distruggere la globalizzazione a colpi di tweet, e assieme a quella il Paese che probabilmente più di tutti gli altri ha prosperato grazie al liberoscambio e all’eliminazione delle barriere commerciali.

Che errore questa «guerra» commerciale
Attenzione poi a non pensare che quel che fa male alla Germania non faccia male anche all’Italia. I rapporti commerciali tra i due Paesi sono più forti che mai, con un interscambio che nel 2017 ha toccato il record storico di 121,2 miliardi di euro (+7,6% rispetto all’anno precedente, dati di pochi giorni fa) e che hai suoi punti di forza nei macchinari, nell’automotive, nel chimico-farmaceutico e nell’elettrotecnica-elettronica.

La Germania è il primo partner commerciale dell’Italia sia in termini di importazioni che di esportazioni, con in testa le regioni più dinamiche dei due Paesi: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna da una parte; Baviera, Baden-Württemberg e Nordreno-Vestfalia dall’altra. L’automobile tedesca, che potrebbe finire nel mirino di Trump, è costruita su una catena internazionale del valore che vede i fornitori italiani in prima linea. Siamo così sicuri che i destini delle prime due economie industriali della Ue siano così slegati?

 

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