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L'Europa contro Trump e Nethanyau PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Giovedì 03 Maggio 2018 00:29


"Regolare il programma nucleare italiano"


Finora l’accordo sul nucleare iraniano ha dimostrato di funzionare, stando alle rilevazioni dell’Aiea, l’agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite. Dopo lo tsunami provocato dall’annuncio del premier israeliano Benjamin Netanyahu su Teheran che sarebbe pronta ad attivare in qualsiasi momento un programma che la porterebbe ad avere «5 atomiche più potenti di quelle di Hiroshima», beffandosi dell’accordo sul nucleare, gli ispettori dell’Onu incaricati di vigilare sul rispetto dell’intesa ribadiscono di non avere «alcuna indicazione credibile di attività in Iran attinenti allo sviluppo di un ordigno nucleare dopo il 2009».
Netanyahu ha detto che condividerà le informazioni, probabilmente rubate dall’intelligence israeliana in un luogo segreto nella zona sud di Teheran, sia con l’Aiea sia con gli altri Paesi. I documenti si concentrano sulle attività iraniane prima del 2003 e non forniscono prove esplicite che l’Iran abbia violato l’accordo firmato nel 2015 con la comunità internazionale.
Mogherini: già dieci relazioni sul rispetto degli impegni
Del resto, come precisato nella serata di lunedì dall’alta rappresentante per la Politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, l’accordo sul nucleare «non è basato su presupposti di buona fede o fiducia, è basato su impegni concreti, meccanismi di verifica e un monitoraggio molto rigido dei fatti, realizzato dall’Aiea. Questa ha pubblicato 10 relazioni, certificando che l’Iran ha pienamente rispettato i suoi impegni».
La diplomazia europea: intesa fondamentale
Per Londra e Parigi la «presentazione» di Netanyahu non è che la conferma dell’importanza di tenere in piedi l’intesa del 2015. «Il fatto che l’Iran abbia condotto ricerche sensibili in segreto fino al 2003 dimostra perché oggi abbiamo bisogno delle ispezioni intrusive consentite dell’accordo sul nucleare iraniano — ha spiegato in un comunicato il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson — I meccanismi di verifica previsti dall’intesa renderebbero più difficile per l’Iran ricominciare quel tipo di ricerca. Un’altra buona ragione per mantenere l’accordo costruendoci sopra in modo da tenere in considerazione le legittime preoccupazioni degli Stati Uniti e degli altri nostri alleati». Parole simili dalla portavoce del ministero degli Esteri francese Agnes von der Muhll secondo la quale le informazioni presentate da Israele provano la necessità di assicurare che l’accordo e le ispezioni Onu restino in piedi, dato che sono tra «le più complete e robuste nella storia della non proliferazione nucleare» e confermano anche il «bisogno di assicurazioni di lungo termine sul programma iraniano, come il presidente (Macron, ndr) ha proposto».
Nei prossimi giorni giungeranno in Israele esperti da Francia, Germania e Gran Bretagna per esaminare l’ «Archivio nucleare iraniano» di cui Tel Aviv è entrata in possesso.
Il 12 maggio Trump decide: dentro o fuori
L’allarme di Netanyahu è arrivato a pochi giorni dall’atteso verdetto di Trump sull’accordo: il 12 maggio il presidente Usa annuncerà se tirarsi fuori (come sembra più probabile) o restare. Il nuovo capo della diplomazia americana Mike Pompeo, che dirigeva la Cia fino alla settimana scorsa, ha definito «autentiche» le informazioni illustrate dal premier israeliano, bollate invece come «pseudo-rivelazioni» da Teheran. E Trump ha subito sottolineato che il discorso di Netanyahu rende giustizia delle sue critiche all’accordo.
Netanyahu: non voglio la guerra con l’Iran
Intervistato alla Cnn, alla domanda se Israele si prepara a entrare in guerra con l’Iran, il premier israeliano ha risposto: «Nessuno cerca o vuole quel tipo di sviluppo. È l’Iran quello che sta cambiando le regole nella regione». La reazione di Teheran alle accuse di Netanyahu è stata durissima. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Bahram Ghasemi ha bollato il premier come un «bugiardo infame che non ha nulla da offrire oltre a menzogne e sconfitte» e ha definito le dichiarazioni secondo cui Teheran avrebbe mentito sulle sue ambizioni nucleari come «logore, inutili e vergognose».

 

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