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Scritto da lastampa.it   
Venerdì 08 Giugno 2018 00:44


Argentina, così si fa

L’amichevole fra Israele e Argentina, prevista per sabato a Gerusalemme, è stata annullata. Il premier Benjamin Netanyahu ha chiamato il presidente argentino Mauricio Macri per cercare di salvare il match ma non c’è stato nulla da fare. La partita - ha affermato la ministra dello Sport Miri Regev - è stata cancellata per via di minacce di gruppi terroristici ai calciatori latinoamericani». «Da quando hanno annunciato che avrebbero giocato in Israele - ha specificato la ministra - gruppi terroristici hanno inoltrato ai giocatori della nazionale argentina e ai loro congiunti messaggi e lettere, includendo chiare minacce che avrebbero colpito loro e le loro famiglie». Hanno anche associato «immagini video di bambini morti».
Il pressing dei palestinesi sui campioni biancocelesti, in particolare Lionel Messi e Gonzalo Huguain, ha avuto la meglio. Higuain ha confermato al canale sportivo Espn la decisione: «Alla fine abbiamo fatto la cosa giusta». Anche l’ambasciata israeliana a Buenos Aires ha confermato.
«Minacce a Messi» 
Secondo il quotidiano argentino Clarín, il caso è stato esaminato in persona da Macri assieme all’Associazione calcio argentina. Ufficiali governativi hanno rivelato che «i giocatori non volevano giocare in Israele a causa delle minacce a Messi». 
Macri si è scusato con Netanyahu e assicurato che le motivazioni dei calciatori «non erano politiche». Lo stesso presidente avrebbe dovuto assistere alla partita assieme a una delegazione di uomini di affari della comunità ebraica argentina.
La Federcalcio palestinese ringrazia 
In un comunicato, come riporta il portale di notizie israeliano Ynet, la Federcalcio palestinese «ringrazia i calciatori argentini per essersi rifiutati di prestarsi a un obiettivo che non aveva nulla a che fare con lo sport». «Mi congratulo con i palestinesi per la grande vittoria dello sport e per il duro colpo all’occupazione - ha scritto su Facebook Abdel-Salem Haniyeh dell’Alto consiglio palestinese per lo Sport - Ringraziamo tutti i liberali tra gli sportivi e tutti coloro che sono stati dalla nostra parte nel chiedere l’annullamento della partita a Gerusalemme tra l’Argentina e l’occupazione». 
«Cartellino rosso» 
L’incontro era diventato un caso politico. In Cisgiordania sono apparsi enormi poster che esortavano Messi a non partecipare per non essere «complice dell’occupazione» con la scritta «Gerusalemme è la capitale della Palestina». La Città Santa è tornata al centro dello scontro fra palestinesi e Israele dopo la decisione di Donald Trump di spostare l’ambascia americana da Tel Aviv. Gerusalemme è considerata dallo Stato ebraico la sua capitale «unica e indivisibile» ma è rivendicata, almeno nella parte orientale, anche dall’Autorità Palestinese. Il presidente dell’Associazione calcio palestinese Jibril Rajoub ha parlato di «vittoria dei valori, della morale e dello sport: con la cancellazione del match Israele ha ricevuto un cartellino rosso».


 

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