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Gli Usa rompono con Ankara PDF Stampa E-mail
Scritto da ilsole24ore   
Lunedì 22 Luglio 2019 00:36


La Turchia espulsa dal programma F-35

Gli Stati Uniti hanno espulso la Turchia dal programma dei caccia militari F-35 stealth Nato. Donald Trump ha confermato che la Casa Bianca ha annullato l’ordine d’acquisto di 100 aerei militari americani. In risposta alla decisione di Ankara di comprare i sistemi anti missili S-400 della Russia.
L’S-400 è considerato un sistema contraereo tra i più avanzati al mondo, capace di intercettare missili in volo fino a 400 chilometri di distanza e a 25mila metri di altitudine. Il sistema russo è incompatibile tecnicamente con il sistema di armamenti della Nato, e rende vulnerabile il programma dei caccia F-35 della Lockeed Martin: aerei stealth che diventano visibili e intercettabili agli occhi del sistema di difesa russo.

La Turchia venerdì ha iniziato a ricevere la prima parte del sistema russo nella base aerea di Murted, per un investimento complessivo da 2,5 miliardi di dollari. Da un anno la Casa Bianca minacciava la sospensione della Turchia dal programma F-35 che alla fine è arrivata. «Gli F-35 – scrive il Pentagono in una nota - non possono coesistere con la piattaforma russa che otterrebbe informazioni importanti sulle caratteristiche di invisibilità degli F-35, i caccia più avanzati al mondo».
Di fatto Ankara si sposta verso l’asse Russia-Cina. E si allontana dall’Occidente.
La Turchia ha investito 200 milioni di dollari per partecipare al programma F-35 e dovrà in qualche modo essere risarcita. Ha già acquistato due caccia che sono nella base militare americana di Luke, in Arizona, dove da aprile il Pentagono aveva sospeso i programmi di addestramento dei piloti turchi. Un altro
problema aperto dalla crisi è che gli Stati Uniti hanno i loro missili nucleari nella base aerea turca di Incirlik.
Trump spera ancora che Erdogan possa decidere di acquistare il sistema missilistico americano Patriot, di Raytheon, che però è più costoso e meno efficace di quello russo, fanno notare alcuni osservatori.

Le consegne di aerei americani ordinati da Ankara verranno cancellate. La Turchia perderà le commesse industriali e non parteciperà più al redditizio consorzio internazionale per la produzione dei caccia. Almeno 900 parti meccaniche dell’aereo militare americano sarebbero dovute essere prodotte in Turchia.
Ora dovranno essere realizzate negli Stati Uniti o nelle altre nazioni alleate che partecipano al consorzio internazionale per gli F-35. Il sottosegretario all’industria della difesa turco Ismail Demir sostiene che la decisione americana di lasciare fuori Ankara dal programma farà aumentare i costi produttivi del caccia Usa
del 10%, con una spesa addizionale di 7-8 milioni di dollari per ogni aereo, oltre a ritardi nelle consegne. «Il nostro programma nazionale per i
caccia va avanti senza problemi», dice aggiungendo che la Turchia è pronta a valutare alternative agli F35. «Tutte le opzioni sono sul tavolo». Lockheed Martin da parte sua scrive che «bisognerà trovare nuovi acquirenti».
La Russia intanto è alla porta. Serghej Chemezov, il ceo di Rostech, colosso della difesa e dell’hi-tech a controllo statale, si è già fatto avanti ed è pronto a vendere i caccia Su-35 alla Turchia, non appena Ankara «manifesterà interesse».

 

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