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Un'invasione ormai dilagante PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Mercoledì 30 Agosto 2017 00:20


Il caso emblematico di Linosa che non è di fatto più

Cento migranti sbarcano a Linosa e mettono in crisi la piccola isola delle Pelagie che conta 300 residenti appena. Tra ieri e oggi nell’isola a un paio d’ore di aliscafo da Lampedusa sono arrivati, a più riprese, moltissimi ragazzi adolescenti, quasi tutti tunisini. Ci sono anche tre donne e un bimbo di 7 anni.

L’isola non ha un centro di accoglienza e i migranti sono rimasti accampati per tutto il giorno nei viali del piccolo centro, famoso per le casette basse dalle facciate tutte colorate. A disposizione non c’è nemmeno un bagno: l’unico è quello della guardia medica. A fronteggiare l’emergenza solo i carabinieri di Linosa, tre militari ai quali nella notte si sono aggiunti altri dieci, le dottoresse della guardia medica e il vigile urbano dell’isola.

“Ci hanno lasciati da soli non sappiamo cosa fare: lo Stato ci ha abbandonato”, dice Carmelo Ardizzone, il delegato del sindaco di Lampedusa e Linosa Salvatore Martello che deve fronteggiare il malumore dei residenti.

I migranti hanno dormito all’aperto, nei gradoni dell’anfiteatro e adesso sono stati sistemati nell’asilo nido, l’unica struttura ad avere un albero sotto il quale ripararsi dal sole.

La prefettura ha precettato uno dei tre ristoranti dell’isola, la trattoria da Serena, che sta garantendo i pasti.

“La situazione è insostenibile e nessuno ci dice se e quando verranno a prenderli”, dice Ardizzone. Il sos arriva anche dalla guardia medica: la struttura è al collasso. C'è un solo bagno in tutta l'isola ed è quello della struttura medica.

Ad aiutare anche alcuni turisti che hanno aperto le loro case, a Linosa non ci sono alberghi: “Abitando di fronte all’anfiteatro – racconta Camilla Invernizzi, milanese – abbiamo dato la possibilità ai migranti di lavarsi e fare il bucato nella nostra doccia all’aperto e abbiamo prestato loro i telefoni per avvisare i familiari".

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