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La guerra è imminente? PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Giovedì 07 Settembre 2017 00:34


Considerati i precedenti e visti i paralleli sembra proprio che Tel Aviv ne sia convinta

Qualcosa di simile anche sedici anni fa, subito prima delle Twin Towers e dell'offensiva in Afghanistan e in Iraq

Le forze armate israeliane stanno per lanciare le più massicce esercitazioni militari al confine con il Libano da vent’anni a questa parte. Le manovre coinvolgeranno tutte le armi: aviazione, esercito, marina e Intelligence, e dureranno dieci giorni, sotto la direzione del Comando Settentrionale.
Attacco a sorpresa da più fronti 
Lo scenario prevede un attacco a sorpresa, su più fronti, con infiltrazioni dei terroristi in tutto il Nord. Un’ipotesi prevede l’attacco dal mare alla località di Shavei Tzion, quindici chilometri a Sud del confine libanese, mentre le forze di Hezbollah attaccano sulle alture del Golan. Le forze armate dovranno rispondere agli attacchi e lanciare una controffensiva in Libano e al tempo stesso assicurare l’evacuazione delle città israeliane sotto un pesante bombardamento di razzi e missili.
Decine di migliaia di soldati 
Le capacità delle forze armate saranno testate “al limite”, ha rivelato un ufficiale al quotidiano Haaretz. Decine di divisioni saranno coinvolte, e anche i riservisti saranno richiamati. Le forze armate israeliane, nonostante il Paese abbia solo otto milioni di abitanti, schierano 150 mila uomini, che possono salire a 750 mila con i riservisti. Il servizio militare è obbligatorio per uomini e donne, e dura tre anni.
Piegare Hezbollah 
L’ultima volta che lo Stato ebraico ha condotto manovre di questa portata sul fronte Nord è stato nel 1998. Allora le esercitazioni erano dirette dal generale Meir Dagan, poi a capo del Mossad, morto nel marzo 2016. Le manovre odierne sono dedicate a lui ma servono soprattutto a recapitare un messaggio a Hezbollah, la potente milizia sciita libanese che nel 2006 ha tenuto testa all’esercito israeliano.
Lo scenario, secondo un altro ufficiale, prevede la “disfatta” di Hezbollah, cioè mettere la milizia in condizioni tali di “non essere più in grado di condurre attacchi”, con la distruzione delle infrastrutture e degli arsenali missilistici.

 

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