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Perché vogliono contrapporre Germania e Russia PDF Stampa E-mail
Scritto da insideover.com   
Lunedì 07 Settembre 2020 00:32


I verdi e i sovranisti due pinze della medesima tenaglia americana

Sono portatori (deformanti) d'istanze fondate ma sono a libro paga o sotto bacchetta per difendere l'imperialismo americano

Il caso Navalny rischia di avere serie ripercussioni sui rapporti energetici tra Germania e Russia. I Verdi, al secondo posto nei sondaggi dietro l’Unione Cristianodemocratica (CDU) della Cancelliera Angela Merkel, hanno messo Vladimir Putin sotto accusa ed hanno affermato che “il gasdotto Nord Stream 2 è un’infrastruttura che non può più essere condivisa con la Federazione Russa”. Mosca ha respinto gli addebiti al mittente ed ha affermato come ogni conclusione, al momento, risulti prematura. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha infatti affermato che “non ci sono elementi per accusare la Russia” e che l’esecutivo si augura che la Germania e gli altri partner europei non saltino a conclusioni affrettate. Berlino, in ogni caso, ha margini di manovra limitati: la dipendenza energetica da Mosca è infatti molto forte.

Una questione di necessità
La Germania è tra i più grandi importatori al mondo di gas naturale ed il 94 per cento del suo fabbisogno energetico viene soddisfatto in questo modo. Nel 2018 il Paese aveva prodotto sette miliardi di metri cubi di gas ma, secondo i geologi, i giacimenti sono prossimi all’esaurimento e la produzione domestica dovrebbe interrompersi a breve. La risorsa naturale raggiunge la Germania tramite gasdotti e tra questi c’è Nord Stream 2, che è prossimo al completamento, attraversa il Mar Baltico e costituisce il raddoppio di Nord Stream, terminato nel 2012. Dietro il gasdotto c’è la Gazprom, che ha fornito il 50 per cento dei fondi necessari alla costruzione. La Germania, nel 2015, importava il 35 per cento del gas dalla Russia ed il 34 per cento dalla Norvegia. La percentuale russa è destinata a crescere grazie a Nord Stream 2.

Uno scenario già tracciato
Angela Merkel ha recentemente dichiarato come ci siano prove “oltre ogni dubbio” che l’oppositore Alexei Navalny “sia stato vittima di un crimine”. Secondo Edward Lucas, vicepresidente del Cepa (Center for European policy analysis), intervistato da Formiche.net,“qualsiasi cosa dirà la Merkel sulla Russia non è credibile finché esisterà Nord Stream 2. Il gasdotto russo rende futile ogni confronto con Mosca. Lei sostiene sia un progetto commerciale ma nessuno le crede.” Il gasdotto ha già suscitato la profonda irritazione di Washington, degli Stati Baltici e dei Paesi di Visegrad (tra cui la Polonia) che verrebbero aggirati restando ai margini. L’ex segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha invitato la Germania a “sospendere la costruzione di Nord Stream 2 prima che sia tardi”. Sembra improbabile che il caso Navalny possa essere utilizzato per ostacolare il progetto Nord Stream-2 e comminare ulteriori sanzioni a Mosca.

Relazioni ben avviate
La Germania è tra i maggiori acquirenti di gas naturale russo e nel 2017 riceveva il 27.5 per cento delle esportazioni di Gazprom. Nel 2018 le esportazioni di Gazprom verso questa nazione erano inoltre cresciute del 12.2 per cento, dopo un 2016 e 2017 da record. Donald Trump aveva sfruttato questa debolezza per accusare i politici tedeschi di “essere controllati” da Mosca a causa della loro dipendenza dal gas. Il Capo di Stato aveva affermato, nel corso di un acceso confronto con il Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg, che la Germania otterrebbe il 70 per cento del suo gas dalla Russia. Una percentuale non verificabile dato che, sin dal 2016, non sono più stati pubblicati dati in materia per motivi di privacy. Un cambio di passo da parte di Berlino potrebbe verificarsi dopo le elezioni legislative del 2021. I sondaggi stimano i Cristiano-democratici al 36 per cento dei consensi, i Socialdemocratici tra il 15 ed il 18 per cento, i Verdi tra il 16 ed il 20 per cento dei voti, la destra radicale di Alternativa per la Germania tra l’8 e l’11 per cento ed a seguire la Linke e poi i Liberali. La crisi economica scatenata dalla pandemia ed eventuali nuovi peggioramenti (non auspicabili) della crisi sanitaria potrebbero modificare il quadro fornito dai sondaggi e gli equilibri tra i partiti.

 

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