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M.O., tank spara su corteo funebre a Rafah PDF Stampa E-mail
Scritto da Adnkronos   
Giovedì 20 Maggio 2004 01:00

Un tank israeliano ha sparato contro il corteo funebre che usciva dal cimitero di Rafah, dopo i funerali delle vittime del raid di ieri, uccidendo due persone. E' quanto riportano testimoni oculari, spiegando che il carro armato che ha aperto il fuoco era stato piazzato all'ingresso del quartiere al-Brazil. Un portavoce dell'esercito israeliano ha detto che si sta verificando la notizia.

Gaza, 20 mag. - (Adnkronos)
Sale cosi'il numero dei palestinesi uccisi a Rafah dall'esercito israeliano, che ha esteso le proprie operazioni - entrando in altri due quartieri della citta' nella parte meridionale della Striscia di Gaza - malgrado la condanna internazionale.
Tre palestinesi sono morti, altri quattro sono rimasti feriti nell'esplosione di sei missili lanciati dagli elicotteri Apache a Rafah in un attacco sferrato poco dopo la mezzanotte. Da parte israeliana, fonti dell'esercito hanno reso noto che gli elicotteri hanno sparato solo ''colpi di avvertimento'' e non contro abitazioni o altri bersagli, ma in campo aperto, e lo hanno fatto dopo che i militanti avevano esploso un razzo antitank contro le truppe.
Altri due palestinesi, militanti che si sono scontrati con i soldati, sono stati uccisi nella parte orientale di Rafah. Due civili sono infine stati colpiti dai cecchini israeliani nel quartiere di Tel Sultan, uno dei due perche' erroneamente considerato armato, l'altro mentre si spostava da un'abitazione all'altra.
Sempre a Rafah i bulldozer dell'esercito israeliano hanno demolito questa mattina l'abitazione del leader della Jihad islamica a Rafah, Nafez Azzam. Testimoni oculari hanno raccontato che i carri armati israeliani, seguiti da bulldozer militari D-9, hanno fatto irruzione nel campo profughi di Al-Barazil, distruggendo l'abitazione di Azzam, che non si trovava li' al momento del blitz.
E un altro palestinese e' rimasto ucciso nel corso di un attacco dell'esercito israeliano a Qalqilya, nel nord della Cisgiordania. Lo riferiscono fonti palestinesi, precisando che Mazen Yassin, 40 anni, e' stato raggiunto da colpi d'arma da fuoco durante un'incursione delle truppe israeliane.
Nel frattempo il leader palestinese Marwan Barghouti e' stato giudicato colpevole dell'assassinio di 5 civili e militari israeliani, uccisi in tre diversi attacchi terroristi durante la seconda Intifada, di tentato omicidio, di associazione a gruppo terrorista. Barghouti, 43 anni, eletto nel parlamento palestinese, uno degli esponenti di spicco di al Fatah, leader delle brigate dei Martiri di al Aqsa e Tanzim, e' stato condannato dal tribunale di Tel Aviv per aver finanziato e pianificato gli attentati.
Barghouti aveva rifiutato l'assistenza di un avvocato e si era difeso da solo nel processo iniziato nell'agosto dello scorso anno. Entrando in tribunale stamane, scortato da tre agenti, aveva urlato: ''questa corte e' del tutto illegale''. L'emittente britannica Sky News aveva in un primo momento reso noto che la condanna di Barghouti era per l'assassinio di 26 israeliani, tutti quelli per cui era stato incriminato. ''Nella maggior parte dei casi, l'imputato non ha avuto contatti diretti con gli operativi sul campo che hanno portato a termine gli attacchi'' -si legge nel testo della sentenza per cui ''i contatti avvenivano invece attraverso terzi, persone vicine a Barghouti che viene giudicato ''responsabile per aver assicurato alle unita' sul campo finanziamenti e armi attraverso questi associati''.
Barghouti, che era stato arrestato nell'aprile del 2002, e' stato quindi condannato come ''diretto responsabile'' dell'attentato contro un benzinaio di Givat Zeev in cui e' stato ucciso l'israeliano Yoela Chen, per aver ''impartito un ordine diretto'' come rappresaglia per l'assassinio del palestinese Raed Carmi. L'esponente di al Fatah aveva ammesso la sua responsabilita' nell'attentato. Ricondotti a Barghouti anche l'attentato di Maleh Adumim in cui e' rimasto ucciso un monaco greco ortodosso, e l'attentato a un ristorante di Tel Aviv, e a un'altro, fallito, contro un centro commerciale di Gerusalemme.
 

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