Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Novembre 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
     1  2  3  4
  5  6  7  8  91011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Conflitti
IRAQ: CARDINI,PER OSTAGGI SONO OTTIMISTA E SPERO NON SBAGLIARE PDF Stampa E-mail
Scritto da AGI   
Sabato 01 Maggio 2004 01:00

Prigionieri a Guantanamo e prigionieri in Iraq

(AGI) - Firenze, 30 apr. - "Se i rapitori - che non
appartengono alla stessa banda che ha catturato gli italiani -
continuano sulla loro strada e liberano gli ostaggi hanno
obiettivamente segnato un punto a loro favore. Se fanno il
delitto e l'errore politico di ammazzarli farebbero un gran
male alla loro causa". Il prof. Franco Cardini - noto
medievista, studioso dell'Islam e candidato a sindaco di
Firenze - risponde cosi' ad una domanda dei giornalisti sulla
vicenda degli ostaggi italiani in Iraq. E - aggiunge - "siccome
finora quelli che li tengono attualmente sequestrati si sono
mostrati abbastanza intelligenti, io credo che non facciano
questo errore. Dunque sono ottimista e spero di non essere un
profeta che sbaglia". A giudizio di Cardini, proprio gli
attuali sequestratori "per il momento di sono comportati
abbastanza bene ed hanno segnato molti punti, non ultimo quello
di far vedere gli ostaggi non costretti, senza umiliazioni e
mentre mangiano. Molta gente a me ha detto che certo a
Guantanamo gli americani trattano peggio i loro prigionieri. Il
che - ha concluso - e' una buona osservazione".
 
Ostaggi italiani, nuove condizioni "Liberi gli iracheni in Kurdistan" PDF Stampa E-mail
Scritto da Repubblica.it   
Sabato 01 Maggio 2004 01:00

Ad Al Jazeera un messaggio delle Brigate verdi di Maometto.

ROMA - Si complica la situazione degli ostaggi italiani in Iraq. Dopo lo spiraglio aperto dall'incontro tra il commissario della Croce Rossa Italiana, Maurizio Scelli, e Abdel Salam Al Kubaisi, autorevole membro del consiglio degli Ulema sunniti, gli sviluppi della vicenda hanno subito una battuta d'arresto. E un comunicato dei sequestratori diffuso dalla tv Al Jazeera ha ricacciato indietro le speranze di riportare in Italia, almeno in tempi stretti, Salvatore Stefio, Maurizio Agliana e Umberto Cupertino.

Nel nuovo messaggio, le "Brigate verdi di Maometto" hanno posto nuove condizioni al governo italiano: intervenire per la liberazione di prigionieri iracheni detenuti in Kurdistan. Dai sequestratori arriva però anche un segnale rassicurante: gli ostaggi stanno bene, dicono i guerriglieri, e sarà loro cura mantenerli in buona salute.

Le Brigate affermano anche di aver valutato positivamente quanto fatto dagli italiani. Con riferimento, evidentemente, alla manifestazione di giovedì a San Pietro. Diversamente dal solito, Al Jazeera non ha mostrato il foglio con il comunicato, né sul video è stata fatta scorrere, alla base dello schermo, una scritta con la notizia del nuovo comunicato.

Il susseguirsi di notizie che davano per probabile una rapida liberazione degli ostaggi è cominciato quando a Bagdad erano già le dieci di sera e mancavano poche ore allo scadere dell'ultimatum. Al Kubaisi aveva convocato il commissario Scelli dicendosi "ottimista" sulla possibilità che il rilascio degli ostaggi potesse avvenire di lì a breve. Kubaisi, inoltre, aveva anche aggiunto che in caso di liberazione, Agliana, Cupertino e Stefio, sarebbero stati consegnati nelle mani della Croce Rossa.


La convocazione di Scelli non era stata casuale: l'apertura del corridoio umanitario con i tre viaggi effettuati dalla Croce Rossa a Falluja, con un carico di medicine e generi di prima necessità per la città assediata dalle truppe americane, probabilmente ha lasciato il segno. Tant'è che Al Kubaisi ha chiesto alla Croce Rossa "un ulteriore sforzo per i numerosi orfani e feriti a Falluja". Il religioso, inoltre, ha ringraziato il commissario straordinario per quanto fatto finora: "Il popolo iracheno vi è riconoscente".

Lo stesso Al Kubaisi, secondo alcune fonti a Bagdad, sarebbe stato, nelle ultime 24 ore, nella zona attorno a Falluja e nella città stessa. Non si può dunque escludere che abbia incontrato o comunque preso contatti con persone in grado a loro volta di avere un canale con i sequestratori dei tre italiani.

Il messaggio arrivato da Bagdad è stato preso in considerazione, seppure con cautela, negli ambienti dei servizi di sicurezza. Un segno su cui riporre qualche speranza, anche se la richiesta dei sequestratori potrebbe aprire nuovi scenari. Dopo esser stato a colloquio con Al Kubaisi, Scelli si è allontanato all'improvviso facendo perdere per qualche tempo le sue tracce e soltanto quando a Bagdad era già notte fonda è rientrato nell'ospedale della Croce Rossa. Per ora, dunque, la Cri, "attende un segnale" anche se nulla, fanno notare dalla capitale irachena, fa pensare a sviluppi immedia
 
Torturatori: è stato tempo perso PDF Stampa E-mail
Scritto da Antiwar   
Sabato 01 Maggio 2004 01:00

Justin Raimondo ci spiega come la storia degli orrori sia venuta fuori solo dopo che le foto circolavano da tempo in maniera incontrollabile; e sia stata poi presentata al publico dai media sotto forma di "sdegnata reazione" delle autorità.

Mentre uno dei torturatori fotografati si difende dicendo che era una normale prassi per estrarre informazioni e che il carcere era pieno di uomini della CIA che "controllavano" la situazione. Il fototorturatore erarispettato per la sua bravura nell'ottenere informazioni.

Tra l'altro, i torturatori sono civili e non militari, per cui potrebbero cavarsela senza alcuna punizione.

Miguel Martinez

******************


http://www.antiwar.com/justin/

April 30, 2004
Depravity as 'Liberation'
The torture of Iraqi prisoners by American soldiers at Abu Ghraib prison is
emblematic of our crazed foreign policy by Justin Raimondo

The Abu Ghraib prison was a symbol of Saddam's horrific tyranny: electrodes
hanging out of the walls, floors stained with the blood of god-knows-how-many victims, bodies dangling from meat-hooks, like in some cheap Grade-B horror flick. So when the Americans came and "liberated" the place, the long-suffering Iraqi people were supposed to be grateful. After
all, the sadistic torturers of the Ba'athist regime were gone, and it was a new day - or was it?

Well, not all that new, according to a shocking report broadcast by CBS the other night. 60 Minutes II showed photos taken of American soldiers guarding the prison torturing their charges. The images show the American "liberators" liberating their own perverted libidos, posed next to naked
prisoners who were being forced into simulating sex with each other. In one macabre shot, a hooded prisoner stands precariously perched on a pedestal, with electrodes attached to his arms: he is reportedly told that if he falls, he'll be electrocuted. There are several photos in which naked
prisoners are stacked in a pyramid, and one with a slur written on his skin in English. Photos in the possession of the military authorities show a prisoner whose genitals are attached to wires. In one, a dog is shown attacking an Iraqi prisoner. The authorities are investigating the account of an Iraqi who alleges that a translator, hired by the Americans to work at Abu Ghraib, raped a male juvenile prisoner:
"They covered all the doors with sheets. I heard the screaming. ...and the female soldier was taking pictures."

Included in this photo-montage of Operation Iraqi Freedom is a picture of a badly beaten corpse.

"In most of the pictures," Dan Rather reports, "the Americans are laughing, posing, pointing, or giving the camera a thumbs-up."

This is how we're "liberating" Iraq.
Last month, 17 American soldiers, including the brigadier general in charge of all detention facilities in occupied Iraq, Brig. Gen. Janis Karpinski, were relieved of their duties: 6 face charges. The sickening details were kept secret, by journalists as well as the U.S. military, until the photos
began to circulate independently of both. When CBS finally stopped sitting on this story, they spun it so that it was framed in terms of an apologia, as articulated by Brig. Gen. Mark Kimmitt, deputy director of coalition operations in Iraq, who avers:

"So what would I tell the people of Iraq? This is wrong.  

In onda le torture inflitte agli iracheni PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Venerdì 30 Aprile 2004 01:00

La rete americana CBS ha diffuso le immagini dell'abominio causando una forte reazione nell'opinione pubblica.

Soldati iracheni regolari, catturati in divisa durante le battaglie del 2003, vengono continuamente torturati dagli americani. I prigionieri di guerra sono denudati, torturati, appesi per i polsi alle pareti. Su di loro si simulano atti osceni di natura pornografica. La rete americana che ha filmato alcune di queste scene raccapriccianti le ha rese pubbliche causando una reazione di rabbia e di disgusto nell'opinione pubblica che si sta chiedendo cosa voglia dire esattamente la formula usata dal pentagono di "scontro di civiltà".

 
Gli americani impantanati a Fallujah PDF Stampa E-mail
Scritto da fonti di agenzia   
Giovedì 29 Aprile 2004 01:00

Benchè annuncino l'avvio di trattative di pace, le truppe statunitensi sono impegnate contro una resistenza accanita.

Sono ripresi i bombardamenti americani a Fallujah.. I caccia F/A-18 hanno sganciato tre bombe sulla città a sostegno delle operazioni sul terreno svolte dai marines.

I jet sono partiti dalla portaerei Geroge Washington ed hanno continuato a sorvolare la zona anche dopo il bombardamento.
Fonti del Pentagono, intanto, smentiscono che si sia raggiunto un accordo per la fine dell'assedio a Fallujah.

 
Powell conferma: Usa seguono il piano di Sharon PDF Stampa E-mail
Scritto da agenzia EFE   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Il segretario di stato Usa, Colin Powell, in una conferenza stampa tenuta insieme al ministro degli esteri del Qatar, Hamad bin Jasem al Thani, ha ribadito che Washington appoggia il piano israeliano di ritiro parziale dei territori occupati.

Il segretario di stato Usa, Colin Powell, in una conferenza stampa tenuta insieme al ministro degli esteri del Qatar, Hamad bin Jasem al Thani, ha ribadito che Washington appoggia il piano israeliano di ritiro parziale dei

territori occupati. Powell ha aggiunto che "il presidente Bush non si è allontanato di un palmo dalla sua concezione di due stati, Israele e Palestina, che dovranno vivere in pace all'interno di frontiere sicure nell'anno 2005".

Il segretario di stato ha soggiunto che "la Casa Bianca non ha rilasciato un

assegno in bianco a Israele". Tuttavia il giorno 14 il presidente Bush aveva appoggiato il piano stilato dal primo ministro israeliano Sharon per l'evacuazione di Gaza e di parte della Cisgiordania. Questo piano prevede l'annessione di alcuni territori palestinesi che hanno al loro interno degli insediamenti ebraici. Bush si è detto anche favorevole ad impedire il ritorno in Israele dei cittadini di origine palestinese che ne siano fuoriusciti ed ha approvato la costruzione del muro di separazione. Con queste prospettive i toni ottimistici di Powell sembrano come minimo impropri.

 
Iraq: la pesante mano del padrone PDF Stampa E-mail
Scritto da ASCA   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Durissimi scontri tra le truppe Usa e i miliziani iracheni che si battono contro le truppe straniere in Iraq.

''Quarantatre miliziani appartenenti alle forze anti-coalizione sono stati uccisi grazie anche all'uso di un Ac-130 che ci ha consentito di ditruggere le postazioni anti-aeree'', ha spiegato il portavoce dell'esercito Usa. Gli scontri sono avvenuti nella citta meridionale di Kufa a circa 10 km dalla citta' santa di Najaf roccaforte del leader sciita Motqada Sadr. ''Si tratta di una provocazione Usa, ma la linea rossa non e' stata ancora superata. Se le truppe Usa entrano a Najaf, un luogo santo dei musulmani sunniti e sciiti, noi siamo ben organizzati e coordinati per combatterli'', ha spiegato Qais al-Khazaali, rappresentante delle milizie sciite che difendono Motqada Sadr.

 
Romania, ucciso studente italiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Ansa   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Si trovava nell'est europa nell'ambito del progetto "Erasmus"

Uno studente universitario leccese di 23 anni, Daniele Caiaffa, e' stato ucciso a coltellate in Romania per aver reagito ai pesanti apprezzamenti rivolti da un gruppo di romeni a due ragazze italiane che erano con lui. Il giovane si trovava in una localita' in provincia di Timisoara per un viaggio nell'ambito del progetto 'Erasmus' organizzato dall' Universita' di Lecce, dove era iscritto alla facolta' di Giurisprudenza.

 
Siria, Damasco sotto attacco PDF Stampa E-mail
Scritto da tgcom.it   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

Damasco è stata teatro di un "attacco terroristico". Nella zona delle ambasciate si sono udite varie esplosioni nel giro di pochi minuti, provocate da un lanciarazzi.

Nel mirino la zona della ambasciate dove è stato distrutto un palazzo un tempo dell'Onu. Dopo l'attacco è seguita una sparatoria tra terroristi e agenti nella quale, secondo il governo siriano, sono morti due attentatori, un poliziotto e una passante.

Dapprima si era ipotizzato che le esplosioni fossero state provocate da autobombe. Invece, "Un gruppo di quattro persone ha piazzato una carica sotto una vettura in sosta, martedì a inizio di serata. La carica è esplosa, provocando danni a un edificio disabitato a Mazzeh (nella zona ovest della capitale)", ha detto un responsabile del ministero dell'Interno siriano, citato dall'agenzia ufficiale Sana. "E' seguito uno scontro tra le forze dell'ordine e il gruppo terroristico, cheè fuggito a bordo di una seconda vettura, lanciando bombe a mano contro le forze di sicurezza", ha aggiunto la fonte. Due dei quattro assalitori sono morti e due sono rimasti feriti in modo grave. Un poliziottoè stato ucciso nell'adempimento del dovere - ha proseguito il responsabile del ministero - edè morta anche una donna trovatasi sul posto.

L'attacco a ex-palazzo Onu
Gliuomini armatiavrebbero fatto esplodere un dispositivo nella sedeche tempo fa era delleNazioni unite a Damasco incendiando l'edificio.

Secondo quanto riferito dalle autorità siriane, le forze di sicurezza dopo essersi scontrate con il gruppo armato nella zona residenziale della città, hanno preso il controllo della situazione.La tv Al Arabiya aveva detto in precedenza che le esplosioni erano state sentite da un zona che ospita edifici appartenenti a Canada, Gran Bretagna e Iran.

La tv israeliana ha riferito di cinque scoppi e ha detto che anche l'ambasciata saudita era tra gli obiettivi.

 
15000 Mercenari in Iraq PDF Stampa E-mail
Scritto da Islamonline.net   
Mercoledì 28 Aprile 2004 01:00

I mercenari sono la seconda più grande forza in Iraq, superando anche il più grosso alleato degli Stati Uniti la Gran Bretagna.

Circa 15.000 uomini appartenenti ad imprese private militari sono all'opera in Iraq, secondo la stima di Peter Singer, autore di "I guerrieri della corporazione: La salita dell'industria privatizzata militare". La resistenza irachena si trova a combattere contro gruppi di ex-militari armati con fucili M4 appartenenti alla forza di "appalto" privata, molti dei quali sono affittati dall'autorità di occupazione americana. E' quanto affermato da Peter Singer, che aggiunge: tra le compagnie la Erinys è incaricata di sorvegliare i campi petroliferi, mentre la Northrop Grumman con le collegate Vinnell, MPRI e Nour USA si occupano dell'addestramento e dell'equipaggiamento del nuovo esercito iracheno. Claude Salhani, editore dell'United Press International (UPI), spiega che il termine appaltatore civile non è nient'altro che una parola che sta per

 
Fabrizio Quattrocchi: La questione non è più politica ma esistenziale PDF Stampa E-mail
Scritto da gabrieleadinolfi.it   
Lunedì 26 Aprile 2004 01:00

Quel che sostengo scontenterà molti, forse tutti, ma tant’è. Prendendo spunto dall’uccisione di Fabrizio Quattrocchi affermo che il modo di porsi nei confronti delle tragedie atlantiche e di quelle fondamentaliste da oltre una anno è in genere assai pue

Da una parte troviamo i soliti “difensori dell’Occidente” – gli stessi che trent’anni fa avrebbero fatto le guardie bianche alla Scala di Milano quando gli studenti l’attaccarono a colpi di uova marce - dall’altra quelli che, nel nome della libertà dei popoli, sono pronti a gioire delle tragedie umane se queste riguardano gli occidentali, dunque i colpevoli “oggettivamente”.
Quanto stupidi e pericolosi siano i primi non val neppure la pena di riaffermarlo. In quanto ai secondi, a quelli che sostengono incondizionatamente la guerra degli oppressi, ho vari appunti da muovere loro. Innanzitutto mi ricordano i marxisti di qualche decennio fa, quelli per i quali i proletari avevano sempre ragione e i borghesi sempre torto.
Il che può anche essere parzialmente vero e rispondere ad una realtà strutturale, ma non è “sistematicamente” vero. Se è lecito non mettere sullo stesso piano le atrocità dei forti (in questo caso gli atlantici) con quelle dei deboli (nella fattispecie gli iracheni) neppure è lecito non vedere ogni atto ANCHE nel suo contesto specifico.
.
Inoltre, preda di questo sentimento di tifo accecante, essi non riescono a discernere tra i ribelli quelli che sono funzionali proprio al terrore atlantico e li sostengono sempre, indiscriminatamente. Da cui scaturisce l’idealizzazione di ogni sorta di lotta armata e di gruppo terroristico che poi è esattamente quello che la dialettica del terrore/spettacolo vuole
In questa morsa speculare (occidentalisti da una parte e tifosi di ogni distruzione all’estremo opposto) la realtà, la verità nuda, il buon senso stesso finiscono con l’essere sacrificati recando seco l’equilibrio mentale, valoriale ed affettivo di chi accetta questo schema duale.
.
Prova ne è proprio la tragedia di Quattrocchi. Per alcuni essa è la prova della barbarie di banditi senza scrupoli, la comprova di un ineluttabile “scontro di civiltà”. Per altri invece l’esecuzione sarebbe giustificata perché gli uccisori hanno prima subito da noi ogni sorta di vessazione, e poi perché Quattrocchi era in missione (servizi segreti mormorano alcuni) e pertanto rappresentava l’Occidente invasore, affamatore ed assassino.
Siamo di fronte a distorsioni quando non a veri e propri deliri.
Che l’Iraq sia stato aggredito, mutilato, violentato, non ci piove. Che gli atlantici, dunque gli occidentali, abbiano torto, lo negano solo i diretti interessati o chi è in palese mala fede.
Va aggiunto che la situazione si è incancrenita ed è sprofondata in un clima di guerra civile, di guerra religiosa, d’inasprimento delle tensioni, ch
 
<< Inizio < Prec. 181 182 183 184 185 Succ. > Fine >>

JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.