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Europa: essere o non essere? PDF Stampa E-mail
Scritto da www.paris-berlin-moscou.org   
Martedì 07 Settembre 2004 01:00

“Prevenire l’emergere di un’alleanza permanente franco-russo-tedesca”: questo l’esplicito programma dell’ American Heritage Foundation, pensatoio della politica estera statunitense. La formazione di una comunità eurasiatica, dall’Atlantico al Pacifico, è da sempre il LORO incubo. Sarà per questo che è anche il NOSTRO sogno. Un sogno che, pian piano, può divenire realtà.

Di Henri de Grossouvre

Attualmente l’Europa sta attraversando un periodo cruciale durante il quale essa potra’ o riappropriarsi di se’ stessa ovvero avviarsi verso il declino. L’alternativa e’ dritta davanti a noi; o gli Europei riprendono il controllo della loro sicurezza, della loro politica estera e della propria evoluzione demografica - cosi’ diventando attori indipendenti sulla scena della politica internazionale - o escono dalla storia, mescolandosi in una grande zona di libero scambio sotto la protezione strategica USA. Dovremmo ringraziare gli Stati Uniti per la loro brutale politica unilaterale, visto che hanno costretto gli Europei a sollevare numerose questioni riguardanti la configurazione finale della UE , la sue relazioni con l’America e la Russia, i suoi confini, la sua autonomia energetica e la drammatica e presto irreversibile condizione demografica dei paesi europei. Percio’ un rapporto sul “ commercio mondiale nel XXI secolo ” preparato sotto la direzione di Philippe Colombani all’IFRI su richiesta del Commissario Europeo Pascal Lamy solleva alcuni di questi punti essenziali, finora tabu’, come il declino dei tassi di natalita’ nel vecchio continente. Colombani arriva alla conclusione che l’Europa ha la necessita’ di delineare una partnership strategica con la Russia, a partire dal tema della produzione di energia. Questo tema rappresentava anche la principale raccomandazione del mio libro “ Parigi, Berlino, Mosca ” pubblicato nell’aprile del 2002 durante le settimane finali della presidenza italiana della UE che aveva assegnato alta priorita'’ alla cooperazione euro-russa. Quasi un anno dopo la sua prima apparizione, l'asse Parigi- Berlino- Mosca prese forma nel contesto della crisi irakena e venne annunciato dai media in tutto il mondo. Il mio libro spiega pure come , sin dalla presidenza di Charles de Gaulle fino ad oggi, Francia e Germania, ogni qual volta concordino e cooperino su obiettivi comuni, siano sempre in grado di assicurarsi il sostegno dei propri “soci” europei. E spiega anche che forgiare una partnership strategica tra Unione Europea e Russia metterebbe in grado l’Europa di affrontare con successo le sfide del nuovo secolo nelle aree delle risorse energetiche, della sicurezza, dell’utilizzo dello spazio e del governo delle alte tecnologie. Il caso della politica comune adottata sull’Iraq da Francia, Germania e Russia rivela il potenziale di tale asse. La ‘troika” come motore di pace per una piu’ grande Europa non intende minacciare alcuna altra potenza. Comunque, dai tempi di H. Mackinder, gli strateghi anglo-sassoni ben sanno che un guadagno di potere in qualsiasi regione del mondo implica un declino altrove. Ecco il motivo per cui gli Stati Uniti, insieme ai propri confederati europei, non risparmieranno alcuno sforzo per prevenire una cooperazione permanente tra Francia, Germania e Russia, come evidenziato in un documento datato 28 agosto 2003 dal titolo “Cogliere i frutti: prevenire l’emergenza di un’alleanza permanente franco-russo-tedesca” edito dalla American Heritage Foundation. La collaborazione franco-tedesca -che era in bassa marea - e’ stata resuscitata. Il presidente francese Jacques Chirac ha opposto resistenza ai diktat americani, per i qual

 

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