Una tragedia della società multietnica Stampa
Scritto da noreporter   
Sabato 25 Settembre 2004 01:00

Un lavoratore marocchino, in Italia da quasi quindici anni, ha ucciso di botte l’unica figlia femmina che non riusciva a vivere secondo i costumi dell’altra sponda del Mediterraneo.

Un marocchino di cinquantasei anni, residente in Italia da una quindicina, ha ucciso a botte l’unica figlia femmina. Lo sradicamento della famiglia aveva creato una lacerazione ed un’impossibilità di capirsi. Per l’uomo l’Italia è probabilmente una jungla di perdizione e la figlia avrebbe dovuto invece crescere secondo i costumi lasciati in Marocco. Per la giovane, praticamente nata in Italia, l’adolescenza è stata presumibilmente un dramma, un’oscillazione difficile tra due dimensioni mai assunte pienamente, una schizofrenia.

È il caso di intere generazioni di figli d’immigrati, condannati allo sradicamento e all’infelicità.

Sono altre centinaia di migliaiaoggi le anaologhe vittime del sistema dominante, quello del Crimine Organizzato, fondato sull’antifascismo, che ha come pilastri il narcotraffico, l’ipnosi mediatica, lo spettacolo del terrore, lo sfruttamento di popoli e materie prime, il traffico di esseri umani. E come complici tutti i soloni di ogni colore. Primi tra tutti quelli politicamente corretto