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Chi piange sul latte versato? PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Sabato 19 Settembre 2009 11:32
 

Gli agricoltori perdono il 25% del costo di ogni litro che producono. E perciò...

                I campi del Bresciano annaffiati, anziché con l'acqua, con 200mila litri di latte spruzzati direttamente dalle autobotti. Questo spreco mostruoso fa parte di un'iniziativa di protesta degli agricoltori che aderiscono a Copagri (Confederazione Produttori Agricoli): lo avevano annunciato nei giorni scorsi, e l'hanno attuato venerdì 18 settembre. Con le autobotti solitamente utilizzate per spargere il concime hanno gettato nei campi antistanti il caseificio Ambrosi a Castenedolo (Brescia) circa 200 mila litri di latte. Da giovedì gli allevatori hanno ridotto il conferimento del latte all'industria del 50% e da lunedì non verrà più consegnato. Martedì i produttori bloccheranno le frontiere del Nord. LO REGALEREMO - La protesta, secondo quanto ha spiegato il referente nazionale di Copagri per il latte, Roberto Cavaliere, è stata attuata perché “in questo momento produrre il latte costa 40 centesimi al litro e ci viene pagato invece 28 centesimi al litro”. Cavaliere ha anche spiegato che nei prossimi giorni verranno attuate iniziative di distribuzione gratuita del latte. La Copagri si appella nuovamente alle istituzioni a tutti i livelli e ed alla politica tutta, affinché ci si attivi con la massima celerità per porre in essere adeguate contromisure rispetto alla gravissima crisi economica e finanziaria che vede il comparto lattiero caseario italiano stretto in un saldo negativo senza precedenti, con un crollo dei prezzi del 40% in soli sei mesi che impedisce di fatto perfino la copertura dei costi minimi aziendali.

UN GRAVE RISCHIO - “Il rischio è pesantissimo per migliaia di aziende - spiega Franco Verrascina, presidente Copagri - famiglie, posti di lavoro, per molte aree del Paese dove la produzione di latte e formaggi costituisce parte fondamentale dell'economia territoriale e in alcuni casi l'unica attività economica possibile”. “La situazione è ineludibile così come urgenti adeguate determinazioni - ha proseguito Verrascina - noi stiamo operando per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni su un problema che non è solo degli allevatori, e degli agricoltori in genere, ma riguarda l'intera collettività e la gente ci sta seguendo manifestandoci ampiamente la propria solidarietà. Riscontriamo grande maturità nella consapevolezza e nelle opinioni delle persone. chiaro a molti che l'agricoltura italiana è un patrimonio di garanzie che non può essere abbandonato”.

 

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