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Scritto da ilsole24ore   
Lunedì 08 Gennaio 2018 00:24


Macron chiude le porte alla Turchia

Un accordo a tre - che coinvolge anche l’Italia - nel settore della difesa missilistica, qualche comune dichiarazione di intenti, molti inevitabili punti di attrito, che rendono impraticabile un’adesione di Ankara alla Ue: questa la sintesi dell’incontro parigino tra il presidente francese Emmanuel Macron e quello turco Recep Tayyp Erdogan.
Era il primo viaggio di Erdogan in una grande capitale europea, Bruxelles esclusa, dopo il fallito golpe del luglio 2016 e la successiva stretta in materia di sicurezza ed è stato un incontro all’insegna della realpolitik, con il leader turco - in leggero calo nei sondaggi e sempre più isolato sulla scena internazionale - intenzionato a ricucire con l’Europa, e il capo dello Stato francese deciso a mantenere aperto il dialogo, nonostante il nodo irrisolto del rispetto dei diritti in Turchia, e a consolidare il ruolo di leader della politica estera europea.
La conferenza stampa congiunta ha avuto dunque una parte improntata alla conciliazione, con Macron pronto a sottolineare che «sul piano bilaterale, regionale e internazionale abbiamo interessi comuni e numerose sfide da affrontare insieme: la prima è lotta al terrorismo», su cui - ha aggiunto - «la nostra cooperazione è esemplare». Ha quindi fatto l’esempio della lotta all’Isis e rivolto un appello al lavorare insieme per «costruire la pace la stabilità della Siria». A Erdogan ha anche detto di considerare il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, un’organizzazione terroristica. Le “concessioni” del presidente francese - sorvegliato attentamente dall’opposizione e dalla comunità internazionale - sono finite qui. «Le democrazie - ha detto - devono lottare contro il terrorismo, ma anche rispettare lo Stato di diritto» e ha espresso preoccupazione per il destino di studenti, insegnanti e giornalisti turchi. «È importante che la Turchia resti ancorata alla Convenzione europea dei diritti umani», ha insistito il presidente, secondo cui l’attuale contesto non permette «alcun progresso» sul percorso di adesione della Turchia alla Ue. «È evidente che dobbiamo uscire dall’ipocrisia secondo cui si possono aprire nuovi capitoli: non è vero», ha detto, lasciando però aperta la porta a un «partenariato con la finalità di garantire l’ancoraggio della Turchia all’Europa».
Macron: "impossibili" progressi su adesione di Turchia all'Ue
La risposta di Erdogan non si è fatta attendere, con particolare riferimento ai giornalisti. «Il terrorismo non nasce da solo, ha i suoi giardinieri: quelle persone, considerate pensatori, che dalle colonne dei giornali portano acqua al mulino del terrorismo». «La Turchia - ha aggiunto - è uno Stato di diritto, da noi la giustizia è indipendente e prende le proprie decisioni». Quanto all’Europa, il presidente turco si è detto «stanco» di «implorare» l’ingresso nella Ue.
Oltre agli aspetti politici l’incontro aveva importanti risvolti economici. Tra questi - oltre a un’intesa preliminare per l’acquisto da parte di Turkish Airlines di 25 Airbus A350-900 - la firma di un accordo in materia di difesa missilistica tra il consorzio franco-italiano Eurosam (formato dal gruppo europeo per la difesa Mbda - a sua volta joint venture tra Airbus, l’italiana Leonardo e la britannica Bae Systems – e dal gruppo francese Thales) e Aselsan e Roketsan, società turche operanti nel settore. L’intesa è stata formalizzata nell’incontro all’Eliseo, presente anche l’ambasciatore italiano in Francia Giandomenico Magliano, avrà una durata di 18 mesi e affida in prima battuta ad Eurosam (e ai due partner locali) lo studio per lo sviluppo di un sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio. Il successivo accordo di produzione dovrebbe prevedere un programma di tre anni (presumibilmente pronto per la metà del prossimo decennio) per offrire copertura da una vasta gamma di minacce dal cielo: velivoli stealth, Uav, missili da crociera e missili balistici.

 

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