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Scritto da lastampa.it   
Martedì 30 Gennaio 2018 00:08


Londra parla un po' russo

Parola d’ordine ostentazione: macchinoni, supercase, oro e cristalli, cavalli, abiti firmati, caviale e champagne, donne appariscenti, pellicce. Molti soldi e poco gusto, miliardi e ignoranza. 
Lo stereotipo è quello cavalcato da McMafia, la nuova serie tv prodotta da BbcOne e ispirata al libro di Misha Glenny (in Italia pubblicato da Mondadori) «McMafia, Droga, armi, esseri umani: viaggio attraverso il nuovo crimine organizzato globale». La serie è già un cult e racconta la comunità degli espatriati russi sulle rive del Tamigi come una banda di criminali, dediti ai commerci più luridi, dalla tratta delle bianche alla droga passando per il cybercrime, ma soprattutto al riciclaggio del denaro sporco proveniente da mezzo mondo tramite efficienti e moderne società della City. 
A Londra vivono 300 mila russi e c’è anche gente normale, classe media di impiegati e professionisti, che semplicemente hanno lasciato la madrepatria dopo la caduta del muro per stabilirsi in Occidente e non amano sentirsi descrivere con questo biglietto da visita. Ma quando si parla di grandi patrimoni il discorso è diverso. Spesso sono di dubbia provenienza. Londra, come spiega bene Misha Glenny nel suo libro è stato il luogo di approdo di gente che ruotava intorno al potere di Putin: o sono andati in esilio o sono stati uccisi. 
Non una buona reputazione, insomma, questi post sovietici. Sta di fatto che i Nuovi Russi super ricchi – o Novyi Russkii, come si autodefiniscono - sono diventati un argomento. Forse schiavi del pregiudizio, ma il copione è quello. Su Fox Uk è andato in onda «Meet the Russians», (Incontra i russi), un reality con i protagonisti che ti aspetti: attricette, modelle, calciatori, miliardari. La modella Kamaliya, moglie del miliardario Zahoor, dichiara che il suo segreto sta nei bagni di champagne, che ammorbidiscono la pelle. Marinika posa nella sua pelliccia da 100 mila sterline ed esce per vendere la sua casa da 4,5 milioni di sterline. E poi i ristoranti: Nobu, Roka, Le Gavroche. Le guardie del corpo, ridicole come vuole lo stereotipo: palestrate, giacca nera e camicia aperta sul collo, collana d’oro, sguardo cattivo. 
Vivono nelle zone più costose della capitale. Attici a Knightsbridge con vista sulle luci di Harrods, case da milioni a Kensington, Chelsea, Notting Hill, Hampstead, St John’s Wood. Belgrave Square è talmente piena di miliardari russi che è stata ribattezzata Red Square (Piazza rossa). 
Amano tutto quello che reputano upper class inglese: quindi comprano la villa in campagna, con la stalla, i purosangue e il maggiordomo, per sentirsi un po’ lord. 
I nomi? La maggior vuole restare anonima. Nel 2015 Channel 4 ha prodotto un bellissimo documentario intitolato «From Russia with Cash» (Dalla Russia con il contante): i due conduttori si sono finti russi con denaro sporco da riciclare e sono andati nelle più prestigiose agenzie immobiliari del centro di Londra, le quali non solo non si negavano ma addirittura suggerivano soluzioni e studi di avvocati esperti in apertura di società offshore per garantire l’anonimato. 
Nonostante tutto alcuni sono comparsi sui giornali. Eccoli: Andrey Guryev, proprietario di Witanhurst House, edificio secondo per dimensioni solo a Buckingham Palace, stimato 300 milioni di sterline. Igor Shuvalov, funzionario governativo che vive a Londra da 20 anni e il cui appartamento di Whitehall vale 80 volte il suo reddito annuale. E poi il magnate dell’alluminio Oleg Deripaska, proprietario di una casa da 25 milioni di sterline a Belgrave Square, mentre Len Blavatnik, che nella lista del «Sunday Times» è definito l’uomo più ricco del Regno Unito, possiede proprietà a Mayfair e Chelsea per 300 milioni. Boris Rotenberg, ex presidente del Dinamo Mosca, sparring partner di judo di Putin, è proprietario di una casa a Knightsbridge del valore di 3,3 milioni, acquistata tramite una società cipriota. 
Ci sono anche personaggi diversi, come Dasha Zhukova, ex terza moglie di Abramovic, amante di arte contemporanea, che non rispecchia il modello ed è più facile trovarla nelle gallerie dell’East London che da Prada o da Harrods, ma il modello del Nuovo Russo è l’altro. C’è una barzelletta che li riassume alla perfezione. Un Nuovo Russo dice a un altro: «Tutti decantano sempre questa cucina francese. Beh, quando ero a Parigi sono andato in un ristorante a provare di persona. Niente di speciale, McDonald’s è lo stesso ovunque».


 

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