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E per Pamela sssh PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Lunedì 05 Febbraio 2018 00:56


Si parla solo dello sparatore

Omettendo, tra l'altro, che ha compiuto il raid in zona di spaccio.
E salta fuori che forse era in cura da uno psichiatra. Terapia non riuscita; o riuscita troppo bene

 

Si chiama Luca Traini, ha 28 anni, è incensurato e risiede a Tolentino: è lui l'uomo che ha seminato il panico per le vie di Macerata sparando colpi di pistola dalla propria auto e ferendo sei persone, tutti stranieri.
Alle elezioni del 2017, Traini era stato candidato con la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, un comune di 15mila abitanti nel Maceratese, prese zero preferenze. In un manifesto elettorale, Traini appare insieme al candidato sindaco della Lega Nord per Corridonia, Luigi Baldassarri che presenta la sua nuova squadra. Si tratta della tornata elettorale del 11 giugno scorso. Nel programma c'era anche il "controllo degli extracomunitari".
Al di là della candidatura della Lega, Traini ha posizioni di estrema destra. Sulla tempia destra ha un tatuaggio con il simbolo di Terza posizione, movimento neofascista eversivo fondato negli anni 70. Il simbolo ha origine da un simbolo tedesco e fu adottata come emblema dalla pnzer division "Das Reich" delle Ss naziste.
Traini, testa rasata, un metro e 80, fisico atletico, dopo gli spari e una folle corsa per le vie della città è sceso dall'auto, si è tolto il giubbotto, ha indossato una bandiera tricolore sulle spalle, salendo sui gradini del monumento a Caduti. Si è poi girato verso la piazza e, prima di essere bloccato dai carabinieri ha fatto il saluto fascista. Al momento dell'arresto ha ammesso di essere l'autore del ferimento degli immigrati.
Prima di candidarsi con la Lega Nord, Traini negli anni scorsi era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound, secondo Francesco Clerico, titolare della palestra Robbys di Tolentino frequentata, che conosceva Traini da molto tempo. "Direi che da una decina d'anni era diventato così, prima aiutava il prossimo, era un buono - aggiunge - gli hanno inculcato idee sbagliate, è cambiato. Non ci aveva mai dato problemi in palestra. Aveva anche amici di colore. Ho provato tante volte a farlo ragionare. Chi si aspettava questo?". Clerico ha rivelato che Traini "era andato in cura da uno psichiatra, che a quanto diceva lo aveva giudicato 'border line'".
Una dimostrazione della quale "lui quasi era orgoglioso, a dimostrazione di quanto fosse ignorante e scemo - dice ancora Clerico - aveva una situazione familiare disastrosa: il padre se n'era andato quando era piccolo e la madre, anche lei con grossi problemi, lo aveva cacciato di recente. Luca viveva con la nonna. Ho provato tante volte ad aiutarlo, a riportarlo sulla retta via. Ha fatto dei lavoretti, ma duravano sempre poco - dice Clerico - Di solito come manovale, ma anche come buttafuori. Ultimamente aveva perso un altro lavoro".

 

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