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Il rovescio del Gattopardo PDF Stampa E-mail
Scritto da corriere.it   
Martedì 13 Febbraio 2018 00:05


Come la Germania si prepara a un nuovo corso

Il rovescio del Gattopardo, ovvero: bisogna che tutto sia uguale a prima perché tutto cambi. In Germania nasce il nuovo governo della Grosse Koalition il che consente a Berlino di recuperare il terreno perso in sei mesi per condurre in porto la gestione della trasformazione delle politiche europee e delle sfide tedesche ed europee nel panorama mondiale. Se quanto preannunciato risponde al vero, sembra tutto come prima, ma la scelta delle attribuzioni dei ministeri indica, almeno negli atteggiamenti, alcune variazioni significative. Gli Esteri ai socialdemocratici fa pensare a distensione verso Est, gli Interni ai Cristianosociali sembra significare un cambio di atteggiamento per l'immigrazione. La settimana di 28 ore e gli aumenti salariali, poi, danno l'impressione della volontà tedesca di sfidare tutti gli altri competitors capitalisti (perché TUTTI i soggetti in gioco oggi tali sono...) sul piano della socialità e dimostrandosi in piena salute. RIBADIAMO AI SORDI E A QUELLI IN MALAFEDE che quando si stilano analisi sul reale e sull'oggettivo non si stanno esponendo soluzioni ideologiche. La differenza tra chi ha una velleità rivoluzionaria e chi invece fa il liker da social sta nell'individuare le dinamiche, gli spazi, le tendenze e nel porsi IN CONTRASTO ATTIVO con quelle positive e che offrono soluzioni di ampio raggio, e non in PROTESTA STERILE E NEGATIVA fondata su reazionarismi di ogni genere, sempre pronti a negare il portato storico-ideologico da cui pretendono di essere scaturiti, finendo sempre e comunque con il proporre soluzioni bottegaie e liberali subordinate all'invasore. Questo lo spirito e la misura con cui salutiamo positivamente sia la nascita di un governo tedesco, sia i suoi cambiamenti almeno abbozzati che sono merito, va detto, dell'AfD e pure in certa misura di Defend Europe.
Non siamo per la Merkel o per Schulz così come non siamo per (o contro) Putin o per Erdogan: siamo per le dinamiche e le prospettive future per noi.


E così il Corriere:

A quattro mesi dalle elezioni federali del 24 settembre 2017, la Germania ha un nuovo governo di coalizione. Dopo il fallimento dei negoziati tra l’Unione cristiano-democratica della cancelliera Angela Merkel (Cdu, in tandem con gli alleati bavaresi della Csu), i Liberaldemocratici e i Verdi, sarà ancora Grosse Koalition, Grande Coalizione: giorni e notti di maratona per trovare un compromesso e portare a bordo i Socialdemocratici della Spd, che con Martin Schulz avevano deciso di fare un salutare giro all’opposizione. Nasce un esecutivo decisamente «europeista», che risponde alla logica merkeliana del compromesso, con forti concessioni alla Spd. Le Finanze ai Socialdemocratici aprono scenari di maggiore cooperazione con le posizioni pro-crescita dell’Europa mediterranea e in particolare con il programma di rilancio Ue del presidente francese Emmanuel Macron. Al tempo stesso l’Economia resta nelle mani della Cdu, conservatrice e liberale. Chi ottiene cosa? Ecco i Ministeri già sicuri. Agli Esteri arriva proprio Schulz, 62 anni, che alle elezioni aveva sfidato Merkel per il cancellierato. Lascia la leadership del partito, che passa all’ex ministra del Lavoro Andrea Nahles, e mette a frutto l’esperienza e i rapporti da ex presidente del Parlamento europeo.
Interno a Seehofer, linea dura sull’immigrazione
All’Interno Horst Seehofer, 68 anni, presidente della Csu, il partito «gemello» della Cdu che governa la Baviera. Nel 2015 la Csu aveva criticato la linea aperturista di Angela Merkel sull’immigrazione, chiedendo un’inversione di rotta. Ora porta a casa il Ministero chiave: spingerà per cambiare le politiche migratorie tedesche e, in prospettiva, europee?
Alle Finanze Olaf Scholz, sindaco socialdemocratico europeista
Grande colpo per l’Spd: ministro delle Finanze e vice cancelliere sarà Olaf Scholz, 59 anni, dal 2011 sindaco di Amburgo. Convinto europeista, dopo le elezioni del 2017 ha contestato la linea di Martin Schulz che escludeva qualsiasi forma di collaborazione con la Cdu, posizionandosi come alternativa di leadership allo stesso Schulz e aprendo a scenari di Grosse Koalition. Esce vincitore. Ora il suo arrivo alle Finanze, dopo l’era del «falco» Wolfgang Schäuble, apre a scenari di cooperazione con Parigi e con i Paesi meno rigoristi in Europa.
Altmaier, «l’uomo più potente di Berlino», all’Economia
Economia ed Energia a Peter Altmaier, 59 anni, Cdu. Già ministro delle Finanze ad interim nella fase negoziale, è tra i consiglieri più fidati della cancelliera. Moderato e promotore della linea più centrista nell’Unione cristiano-democratica, è maestro nell’arte della trattativa. Soprannominato «l’uomo più potente a Berlino».



 

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