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La Ue sulle arterie PDF Stampa E-mail
Scritto da lastampa.it   
Mercoledì 14 Febbraio 2018 00:13


Balcani e Africa: un'Europa potente e debole prova a non farsi soppiantare dagli extraeuropei

Il Regno Unito ha già un piede fuori dalla porta. La Turchia continua a trovarla sbarrata. Ma l’Ue, lasciatasi alle spalle la Brexit, potrebbe ridisegnare nuovamente i suoi confini. Nell’area dei Balcani Occidentali ci sono sei Paesi che continuano a bussare alla porta. Due di loro, Serbia e Montenegro, sono in prima linea, con una serie di capitoli negoziali già aperti. «L’allargamento è una prospettiva realistica», dice Federica Mogherini. Il percorso «non è semplice - aggiunge l’Alto Rappresentante per la Politica Estera Ue -, ma possibile». Jean-Claude Juncker aveva parlato del 2025 come possibile data di ingresso. Ieri la Commissione ha un po’ corretto il tiro: «Il 2025 non è un obiettivo, ma un orizzonte». 
Non bisogna creare facili aspettative ai Paesi coinvolti (tra i candidati ufficiali ci sono già anche Macedonia e Albania, mentre la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo restano «potenziali candidati») e al tempo stesso ci sono i dubbi di chi crede che il recente allargamento abbia già penalizzato i processi decisionali dell’Unione. Ma la regione rappresenta un’area strategica per l’Europa (geograficamente è circondata da Stati Ue): ne va salvaguardata la stabilità e va sottratta dall’influenza di altre potenze, Russia in primis e Turchia. Del resto anche la Nato, dopo aver accolto il Montenegro (2017), ora vuole inglobare la Macedonia. 
Per questo martedì scorso la Commissione europea ha lanciato una «Strategia per i Balcani» che punta a stringere ulteriormente i legami con l’area attraverso sei «iniziative faro» che si svilupperanno già da quest’anno (stanziato un miliardo di euro per il 2018). La prima riguarda un monitoraggio dello Stato di diritto, per evitare di avere domani i problemi creati oggi da Stati Ue come Polonia, Ungheria e Romania. C’è poi quella relativa a sicurezza e immigrazione, che prevede una cooperazione rafforzata nella lotta al crimine organizzato, al terrorismo, oltre che una gestione coordinata dell’immigrazione. 

 

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