Quella tentazione anglorussoamericana Stampa
Scritto da businessinside.com   
Mercoledì 14 Marzo 2018 00:38


Un governo Lega e Cinque Stelle

Intanto ci preparano così:

Lega e Movimento 5 Stelle potrebbero dare vita un governo capace di marciare spedito per approvare una serie di riforme che piacciono a entrambi e – magari – a migliorare l’attuale legge elettorale.
Lavoro. Entrambi i partiti vogliono rimettere “il lavoro al centro”. Alcune delle modalità sono identiche, a cominciare dal tema del flex security; i 5 Stelle vorrebbero reintrodurre l’articolo 18, Salvini ne ha sempre criticato l’abolizione, ma oggi insiste più “sulla necessità del salario minimo”. Proprio quello che chiede Di Maio. Un’intesa è sicuramente possibile, anche perché da entrambe le parti c’è anche attenzione alla piccole e medie imprese: bacino elettorale condiviso.
Pensioni. Sembrano parlare la stessa lingua. Salvini vuole reintrodurre le pensoni di anzianità (accesso alla pensione con più di 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica, ndr) e quota 100 senza penalizzazioni (accesso alla pensione al raggiungimento di quota 100 quale somma di età anagrafica ed età contributiva, ndr) oltre a quota 41 (accesso alla pensione con solo l’anzianità contributiva, ndr) oltre al ritorno della pensione di vecchiaia precedente alla Fornero.  I 5 Stelle parlano di quota 41, staffetta generazionale, opzione donna e categorie usuranti. Entrambi vogliono aumentare le pensioni minime: 780 euro Di Maio, mille euro Salvini.
Tasse. Il cavallo di battaglia della Lega è l’imposta unica al 15% con un sistema di detrazioni per nucleo famigliare. I 5 Stelle la chiamamo flop tax, ma l’obiettivo di entrambi è ridurre sensibilmente le imposte. Di Maio vuole rimodulare le aliquote Irpef abbassandole, portare la no tax area a 10mila euro e invertire l’onere della prova: “Fino a prova contraria, il cittadino è onesto”. Per la Lega la flat tax è un punto d’arrivo, quindi un’intesa si può trovare anche su questo terreno sensibile. Sulle coperture, poi, sono concordi: spending review; lotta all’evasione e riforma delle spese fiscali (detrazioni e agevolazioni varie).
Immigrazione. La Lega ha una posizione molto netta, ma è Di Maio ad aver detto: “Facile fare gli europeisti con le frontiere degli altri”. Tutti e due vogliono rivedere il regolamento di Dublino sui migranti. Entrambi sono per il rimpatrio degli irregolari.
Europa. Entrambi vogliono rivedere i trattati, contestano le regole Ue e lamentano il poco peso dell’Italia. Di Maio e Salvini hanno messo nel mirino la direttiva Bolkenstein, ma anche i vari meccanismi di quote.
A dividere le parti c’è il reddito di cittadinanza che la Lega critica aspramente. Insomma, trovare un’intesa non sarà facile ma soprattutto per motivi politici. Tuttavia, se i 5 Stelle si presentassero in Parlamento con questo programma difficilmente la Lega (ma anche Fratelli d’Italia) potrebbe votargli contro: sarebbe troppo complicato da spiegare ai propri elettori.