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Tra esteri e interno PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Venerdì 13 Aprile 2018 00:28


Mosca deve risolvere grossi problemi

Non è stato un buongiorno per i miliardari russi. In seguito alle nuove sanzioni statunitensi, lunedì hanno perso in un sol giorno un totale di 16 miliardi di dollari. Mentre l'indomani il rublo è precipitato per il secondo giorno consecutivo arrivando a superare quota 63 sul dollaro e 78 sull’euro per la prima volta dal 2016, quando il crollo del petrolio fece collassare l’economia russa. La volatilità del suo cambio nell’ultimo mese ha iniziato a competere con quella del rand sudafricano.
Tutti e 27 i miliardari della Federazione, eccetto uno, presenti nel “Bloomberg Billionaires Index” delle 500 persone più ricche al mondo hanno perso gran parte del loro capitale nella giornata di lunedì. A partire da Vladimir Potanin, il magnate siberiano del nickel, che ha visto la sua fortuna crollare di 2,25 miliardi di dollari. Vagit Alekperov, il direttore esecutivo della compagnia petrolifera Lukoil, ha perso 1,37 miliardi, mentre Viktor Vekselberg del gruppo Renova, che opera in vari campi dall’edilizia alle telecomunicazioni e ai trasporti, ha volatilizzato 1,28 miliardi.
Il re dei metalli Oleg Deripaska, invece, non solo ha perso 905 milioni di dollari, ma ha visto le azioni di En+, l’holding energetica attraverso cui controlla metà del grande produttore di alluminio Rusal, precipitare del 54% da giovedì. All’indomani del tonfo, l’ad di Glencore, Ivan Glasenberg, ha lasciato il cda di Rusal e la società mineraria anglo-svizzera ha annunciato che sta «valutando la posizione sotto i suoi contratti con Rusal».
Venerdì scorso il dipartimento del Tesoro statunitense aveva sanzionato 24 oligarchi e funzionari di governo russi e 14 enti vicini al Cremlino, accusandoli di “attività ostili in tutto il mondo, tra cui continuare a occupare la Crimea e istigare la violenza nell’Est Ucraina, rifornire il regime siriano di Bashar al-Assad con materiale e armi mentre bombarda i suoi stessi civili, tentare di rovesciare le democrazie occidentali e cyber attività”. Tra gli oligarchi sanzionati, c’erano appunto Deripaska e Vekselberg.
Secondo il quotidiano economico “Vedemosti”, il governo russo vorrebbe aiutare le aziende colpite dalle sanzioni offrendo loro l’opportunità di trasferire i loro asset esteri in “zone offshore interne”, con sgravi fiscali e regime speciale, ai due estremi del Paese: nella semiexclave occidentale di Kaliningrad e nell’isola Russkij al largo di Vladivostok nell’Estremo oriente russo.

 

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