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Scritto da ilsole24ore   
Mercoledì 30 Maggio 2018 00:12


Abramovich, Putin, Netanyahu


Il miliardario russo Roman Abramovich, l’unidicesimo uomo più ricco di Russia, da venti anni residente in Gran Bretagna dove ha comprato la squadra di calcio Chelsea, è volato a Tel Aviv per prendere il passaporto israeliano, sostengono i media locali, secondo i quali il miliardario è atterrato oggi col proprio aereo privato, proveniente da Mosca. Alcuni media affermano che all'aeroporto ha ricevuto la carta d'identità israeliana, anche se il ministero degli interni dello Stato ebraico non lo ha ancora confermato. All'origine della sua intenzione di stabilirsi in Israele, è stato aggiunto, vi è la decisione della Gran Bretagna di non rinnovare il suo permesso di soggiorno. L’oligarca, 51 anni, ha già compiuto numerose visite in Israele, nel 2015 ha comprato un hotel a Tel Aviv che ha trasformato in sua dimora, se qui si trasferisse diverrebbe l’uomo più ricco del Paese.
TENSIONI REGNO UNITO-RUSSIA
Stretta di Londra su 700 visti di miliardari russi. Abramovich deve attendere. Mosca: atto ostile atto ostile
Dietro il visto non rinnovato dal Regno Unito, Paese in cui Abramovich ha stabilito la sua vita e molti dei suoi interessi, la crisi fra Londra e Mosca dopo l'avvelenamento dell'ex spia russa Sergei Skripal, ora cittadino britannico, e di sua figlia Yulia, ancora cittadina russa anche lei assieme al padre avvelenata con un agente chimico il 4 marzo scorso. Crisi diplomatica che si è tradotta nella cacciata di 23 diplomatici russi dal Regno Unito e in occasione della quale Londra ha trovato l'appoggio degli Stati Uniti e degli alleati europei.
Abramovich senza visto valido non ha potuto presenziare alla finale di FA cup a Wembley dove il suo Chelsea ha battuto il Manchester United 1-0.
Secondo l'emittente televisiva Canale 10, che ha citato la agenzia parastatale israeliana per la immigrazione 'Nativ', «Roman Abramovic si è presentato
all'ambasciata di Israele a Mosca, come chiunque altro, e ha chiesto il permesso di immigrare in Israele. I documenti - ha aggiunto Nativ - sono stati esaminati sulla base della “Legge del ritorno” ed egli ha quindi ricevuto l'autorizzazione a
ricevere lo status di immigrato in Israele».
Il passaporto israeliano, comunque, gli permetterebbe di tornare a Londra anche senza visto per pochi giorni, mentre in Israele per dieci anni non pagherebbe tasse su profitti conseguiti all’estero.

 

 

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