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Le organizzazioni pro migranti fuori legge PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Venerdì 01 Giugno 2018 00:01



Così a Budapest

Dopo il trionfo elettorale dell´8 aprile, il popolare, carismatico premier sovranista ungherese Viktor Orbán lancia l´offensiva finale sul fronte dei migranti e contro ogni altro presunto avversario. È ormai pronta e passata ieri sera dalla maggioranza assoluta detenuta dalla Fidesz (il partito di Orbán, membro dei Popolari europei) allo Orszagház, il Parlamento magiaro, la cosiddetta legge "Stop Soros" che punirà come reato penale ogni aiuto agli immigranti illegali fornito da ong o da qualsiasi organizzazione umanitaria.
Secondo la legge, qualsiasi organizzazione ma anche qualsiasi singolo cittadino che si renda colpevole di aiuto a entrare e restare in Ungheria a persone che non hanno i titoli per chiedere asilo politico sarà passibile di pene detentive. Una seconda legge, sempre promossa dalla maggioranza , afferma che sarà necessario introdurre un emendamento nella Costituzione ungherese per affermare esplicitamente che sarà vietato far installare o aiutare a installarsi in Ungheria qualsiasi "popolazione aliena", cioè in sostanza non conforme con valori occidentali e cristiani del paese magiaro.
Il pacchetto di leggi ungheresi è stato immediatamente condannato dall´Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). Nelle leggi si afferma tra l'altro che "abbiamo bisogno di un piano d´azione per difendere l'Ungheria" e che "chi fornisce aiuti finanziari o di altro tipo a un ingresso e permanenza illegale nel nostro paese deve essere punibile con pene detentive fino a un anno di reclusione". Immediata e durissima è stata la reazione dello UNHCR: in un appello urgente ha chiesto all'Ungheria di annulare subito le nuove leggi. Sottolineando che tali leggi, se non verranno ritirate, "toglieranno ogni diritto da chi fugge da guerre e rischio di morte e al tempo stesso infiammeranno un dibattito politico già caratterizzato da forti pesanti toni xenofobi".
Nei giorni scorsi, un altro show di potere della maggioranza è stato il sequestro degli scritti inediti del grande filosofo marxista critico e oppositore sotto il regime comunista, Gyorgy Lukacs, trasportati a destinazione ignota, e la chiusura della casa di Lukacs dove fino a un giorno prima studiosi di tutto il mondo lavoravano all'edizione postuma di sue opere.

 

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