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Scritto da ansa   
Venerdì 08 Giugno 2018 00:37


La Ue è indietro

La proposta della Commissione europea che fissa un target del 15% entro il 2025 e uno del 30% entro il 2030 per la vendita di auto elettriche nell'Ue "non è realistica", poiché non tiene conto "dell'enorme divario" di mercato tra i 28, della mancanza di infrastrutture e degli investimenti che i governi devono ancora fare. E' la critica lanciata a Bruxelles dal presidente dell'Associazione dei produttori di auto europei (Acea) Carlos Tavares.
"Non è realistico pensare di passare da meno dell'1% delle vendite attuali" di auto 'pulite' "al 30% nel giro di meno di 12 anni", ha detto Tavares, sottolineando che "gli obiettivi di taglio delle emissioni dovrebbero considerare ciò che le persone possono realmente permettersi". Guardando al mercato, Acea stima infatti che l'85% di tutte le auto elettriche nell'Ue siano vendute in 6 Paesi con un pil pro-capite superiore ai 35.000 euro (Norvegia, Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Belgio e Austria), mentre nei Paesi con un pil pro-capite inferiore a 18.000 euro, come in Europa centrale e orientale, la quota di mercato è prossima allo zero.
"Critichiamo la proposta della Commissione anche perché non collega la disponibilità di infrastrutture odierna agli obiettivi futuri, e non dà la prospettiva degli investimenti che gli stati devono ancora fare", ha proseguito Tavares. Secondo i dati di Acea, dei circa 100.000 punti di ricarica per le auto elettriche disponibili oggi in Ue, il 76% è concentrato in 4 Paesi (Olanda, Germania, Francia e Gran Bretagna). Nella 'top ten' rientra anche l'Italia, ottava, con 2.741 colonnine (2,35% del totale Ue). Molto indietro invece tutta l'Europa centrale e orientale, dai 38 punti di ricarica in Grecia, maglia nera, ai 144 della Romania.
Dazi: Acea, impatto su commercio potenzialmente enorme
Tavares, preoccupato su auto, rischio effetto domino globale
"L'impatto sull'economia globale delle misure prese dall'amministrazione Trump è potenzialmente enorme, tutto ciò che minaccia il commercio e la libertà di movimento non è il benvenuto e l'Ue deve reagire in modo adeguato al rischio che stiamo correndo". Lo ha detto il presidente dell'Associazione dei produttori di auto europei (Acea), Carlos Tavares, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. Tavares si è quindi detto "preoccupato" per la decisione americana di aprire un'inchiesta sulle importazioni di auto e componenti per ragioni di sicurezza nazionale ma, ha precisato, "non voglio speculare sulle possibili conseguenze". "Le barriere tariffarie non sono utili a nessuna delle due parti", ha detto il presidente di Acea, evidenziando come "i produttori di automobili europei e statunitensi abbiano interessi reciproci", con il commercio auto che rappresenta il 10% dell'interscambio Ue-Usa. Il rischio, ha avvertito Tavares, è di "un effetto dominio per l'economia globale".

 

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