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Scritto da repubblica.it   
Venerdì 20 Luglio 2018 00:05


nacquero dichiarandoci la guerra e la continuano: contro il parmigiano

Prosciutto di Parma e Parmigiano reggiano come le sigarette. Potrebbero ritrovarsi con tanto di immagini con la scritta: "Nuoce gravemente alla salute". E la stessa fine potrebbero fare anche pizza, vino e olio d'oliva. L'Onu e l'Oms proseguono infatti nella loro battaglia contro gli alimenti ricchi di grassi saturi, sale, zuccheri e contro l'alcool ed il fumo, al fine di ridurne il consumo e prevenire le malattie non trasmissibili. Parliamo di diabete, delle patologie cardiovascolari e dei tumori. L'obiettivo è ridurre i morti che dovrebbero calare di un terzo entro il 2030. Ed è ora allo studio in sede Onu una moratoria che induca i Paesi membri a frenare il consumo, in particolare del sale, anche tramite l'utilizzo di etichette da applicare a questo prodotto. La discussione è stata avviata da una settimana con l'Oms.
Ridurre nella dieta l'apporto di questi alimenti rischia però di danneggiare tanti prodotti di alta qualità del made in Italy. Tutto nasce da un report del giugno scorso, 'Time To Deliver', in cui l'Oms ha presentato una serie di possibili raccomandazioni ai Paesi per ridurre l'impatto negativo di questi cibi e migliorare la regolamentazione, fra le quali però non viene menzionata una maggiore tassazione, ad eccezione di quella sull'acool e tabacchi, come invece era accaduto con una precedente proposta riguardo alle bibite dolci e gassate. Il tema verrà affrontato il prossimo 27 settembre a New York, in occasione della terza riunione convocata per valutare i progressi compiuti nella lotta alle malattie non trasmissibili.


Nel documento, in cui si fa riferimento alla riduzione del sale anche tramite la fissazione di livelli nei prodotti alimentari e tramite campagne di informazione sui media, non sono esplicitamente menzionati i prodotti del made in Italy ma, secondo un'inchiesta del Sole 24 ore, potrebbero finire nel mirino dell'Oms anche eccellenze del paniere agroalimentare italiano come il Parmigiano, il prosciutto, l'olio extravergine.
Un'evenienza che ha suscitato una reazione immediata del ministro dell'Agricoltura, Gian Marco Centinaio. Se così fosse "siamo alla pazzia pura. Ritengono che facciano bene alla salute prodotti come la Coca Cola o altri perché light e poi ci condannano il Parmigiano o altri prodotti dell'enogastronomia italiana. Su questo faremo una battaglia molto dura" ha detto Centinaio.

Anche l'industria alimentare non ci sta. Tramite l'Assica, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, ricorda che "non esistono cibi buoni e cattivi quando viene incentivato un regime alimentare moderato e variegato, come del resto indica la stessa Dieta mediterranea". In un tweet il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia lamenta il rischio di avvisi di pericolo sulle confezioni su produzioni italiane: "Parmigiano, Prosciutto, pizza e olio nuocciono gravemente alla salute, come una sigaretta. #OMS e #ONU dichiarano guerra al diabete e alle malattie cardiovascolari con attacco strumentale e inaccettabile".
Va però ricordato che se dovesse essere approvata una risoluzione dell'Onu in questa direzione, non è detto che verrebbe adottata una norma in Italia, perché non esiste un obbligo di recipimento dai governi nazionali. "Una risoluzione di questo tipo, sebbene non comporti l'obbligo di ricevimento da parte degli Stati Membri, - fa notare il presidente di Copagri Franco Verrascina - causerebbe un considerevole danno d'immagine all'agroalimentare nazionale; basti pensare, infatti, che a essere colpiti potrebbero essere il vino, l'olio d'oliva, il parmigiano reggiano e il prosciutto di parma, prodotti simbolo del made in Italy, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo".

 

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