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Il brutto anatroccolo PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Giovedì 13 Settembre 2018 00:39


Che non s'inventerebbe per proteggere le risorse!

 

La procura di Brescia ha aperto un'inchiesta sui casi di polmonite che si stanno verificando da giorni nella Bassa Bresciana Orientale. Sono i carabinieri del Nas a raccogliere i dati relativi ai contagi e sono in contatto con i vertici di Ats. L'ipotesi di reato è epidemia colposa.

Il numero dei casi di persone che si sono presentate in pronto soccorso negli ultimi giorni è aumentato, superando quota 150. Solo oggi, i casi sono almeno 11. Alcune persone si stanno curando a casa, ma nella maggior parte dei casi, almeno 120, si è dovuto ricorrere al ricovero negli ospedali di Montichiari, Manerbio, Desenzano, Gavardo, Asola e Castiglione delle Stiviere e Mantova. Due persone, un anziano di 85 anni e una donna di 69 anni, sono morti nei giorni scorsi, dopo aver manifestato sintomi simili: sui loro decessi già domenica la procura di Brescia ha disposto autopsia e accertamenti. Anche se, trapela da ambienti sanitari, i due casi potrebbero non essere correlati all'epidemia, visto che entrambi i pazienti hanno manifestato i sintomi prima che iniziasse il boom di contagi.

I casi si sono verificati nel giro di pochi giorni, specie nel periodo tra il 2 e il 7 settembre. L'Ats è al lavoro da giorni per identificare la fonte dell'epidemia: tra le varie ipotesi, una delle più battute per ora rimane quella della legionella, il batterio che già a Bresso tra luglio e agosto ha fatto ammalare 52 persone, di cui cinque alla fine decedute a causa della malattia. Che si trasmette appunto tramite un batterio, la legionella pneumophila, che si trova nell'acqua e nel vapore acqueo, a temperature tra i 25 e i 55 gradi: se inalato, può determinare un tipo di polmonite che, nei casi più gravi, può appunto essere fatale.

Dalle prime analisi sui malati effettuate a Brescia, la legionella è risultata assente. Nonostante questo, però, non si può ancora escludere che sia la causa scatenante: di qui, l'approfondimento delle analisi, condotte sia dall'Ats di Brescia sia dall'Istituto superiore di sanità. "Stiamo facendo tutto ciò che si può fare, in sintonia con i maggiori esperti e con l'Iss - conferma l'assessore lomabrdo alla Welfare, Giulio Gallera - Sia con l'investigazione sui campionamenti fatti per capire se il vettore sia l'acqua, sia interrogando i pazienti per capire se c'è un elemento che li accomuna e individuare la sorgente".

Non solo, però. L'intenzione di Palazzo Lombardia, per cercare di capire cosa sia successo, è quella anche di allargare le indagini alle torri di raffreddamento degli impianti industriali: "Lavoriamo anche in altre direzioni, e non solo attraverso i campionamenti già effettuati nella rete idrica pubblica e nelle abitazioni privati di alcuni pazienti - dice infatti Gallera - Tra le ipotesi c'è anche quella di indagare sull'aria".

Al momento è invece prematuro ipotizzare un nesso tra la polmonite e la moria di anatre registrate nella Fossa Magna di Carpenedolo, paese epicentro del contagio. Finora, il personale del dipartimento di veterinaria dell'Ats di Brescia ha prelevato le carcasse di 25 volatili, trovati morti nei giorni scorsi: gli uccelli verranno sottoposti ad esame autoptico all'istituto Zooprofilattico, per comprendre la causa del decesso. Il nodo da sciogliere non è tanto il contagio animale-uomo, praticamente impossibile vista la natura batterica dell'infezione, ma se gli animali abbiano contratto oppure no una patologia dall'acqua. Che, in questo caso, potrebbe essere il vettore del germe che ha contagiato anche i pazienti ammalati.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Settembre 2018 08:44
 

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