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Scritto da occhidellaguerra.it   
Venerdì 14 Settembre 2018 00:22


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La Russia sta veramente sviluppando una portaerei a propulsione nucleare per sostituire l’Admiral Kuznetsov?

Secondo quanto riportato dall’agenzia d’informazione russa Tass, la Marina russa ha avviato i progetti preliminari per sviluppare un sistema di propulsione nucleare per una portaerei di nuova generazione, che dovrebbe andare a sostituire l’unico vettore portaeromobili in forza alla Flotta del Nord: la portaerei classe Admiral Kuznetsov (Progetto 1143.5), varata nell’ormai lontano 1985. Ma al Cremlino non sono ancora state prese decisioni “definite” a riguardo.

L’esistenza del progetto è stata svelata dal contrammiraglio Vladimir Tryapichnikov, che ha dichiarato trattarsi “di una questione molto complessa, che è, in effetti, elaborata oggi dagli uffici di progettazione della United Shipbuilding Corporation e che è stata decisa dai cantieri navali perché sono necessarie le capacità necessarie per creare una nave da guerra”. Nella recente intervista rilasciata all’emittente Zvezda, il contrammiraglio ha annunciato che “sono stati avviati i lavori di ricerca sul nuovo sistema propulsivo” sottolineando la necessità per la Marina Militare russa di entrare in possesso di una portaerei di nuova generazione: “un’unità moderna che sia in grado di portare a termine le missioni assegnategli”

Queste dichiarazioni rilasciate alla stampa mettono implicitamente in cattiva luce l’attuale unico vettore aeronavale schierato dalla Marina russa: la portaerei media convenzionale Admiral Kuznetsov, classificata come incrociatore pesante portaeromobili, con un dislocamento di 60mila tonnellate, in grado di trasportare, lanciare e recuperare con sistema Catobar, 30 velivoli ad ala fissa che comprendono versioni navalizzate dei caccia Mia-29 e Su-33.

Secondo le aspettative, la portaerei di prossima generazione, spinta dalla propulsione nucleare che le garantirà un ampia autonomia, vanterà un dislocamento di oltre 10mila tonnellate in più, e un forza aerea imbarcata maggiorata. Fissando la fine del programma al 2030. Ad occuparsi del progetto dovrebbe essere incaricato l’istituto di ricerca Nevskoye. 

Attualmente la Kuznetsov, tornata alla base per un refitting della durata di due anni, rende la superpotenza a corto di vettori adatti al lancio di operazioni aeronavali; e le stesse dichiarazioni conclusive del contrammiraglio, che ha affermato che la “decisione di procedere con la costruzione di una nave di questo tipo sarò presa in un prossimo futuro”, lasciano ipotizzare che la vita operativa della Kuznetsov sarà ancora molto lunga. 

Contestualmente però, la costruzione di un cantiere navale corredato di un enorme bacino di carenaggio in estremo Oriente lascerebbe pensare che qualcosa si stia davvero muovendo, e che il bisogno di Mosca di ottenere un vettore aeronavale capace di proiettare la potenza della Federazione ovunque nel mondo la porterà a raggiungere l’obiettivo, anche a costo di un investimento di risorse davvero imponente. Ma la necessità non sempre fa virtù. Gli analisti militari infatti non credono che la Russia possegga le conoscenze e le tecnologie adeguate al varo di un’unità di quella stazza, tanto meno meno entro il 2030. Il progetto di una superportaerei a propulsione nucleare paragonabile alla nuova classe Gerald Ford statunitense sarebbe quindi molto distante dal solcare le onde del Mare del Nord.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Settembre 2018 09:06
 

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