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Scritto da wallstreeitalia.com   
Lunedì 22 Ottobre 2018 00:17


e non è uno slogan

Una maxi frode fiscale da 55 miliardi di dollari realizzata in diversi paesi europei nell’arco di 15 anni attraverso un gigantesco meccanismo legato alla compravendita di azioni di società quotate. È quella su cui stanno indagando le procure di Colonia, Monaco e Francoforte.
A dirlo è l’investigazione giornalistica battezzata “Cumex Files”, che ha coinvolto 19 media in 12 Paesi Ue diversi, con 39 giornalisti (per l’Italia, La Repubblica).
Sarebbero sei le persone finora coinvolte, compresi alcuni ex dipendenti della sede londinese della HypoVereinsbank, che fa capo al gruppo Unicredit. Le indagini degli inquirenti tedeschi coinvolgerebbero le filiali di diversi gruppi finanziari come Santander, Barclays, Goldman Sachs, Bank of America, Macquarie Group, Bnp Paribas, Société Générale, Crédit Agricole e HypoVereinsbank
Il meccanismo che sta alla base della frode è assai complesso ed è incentrato sull’acquisto e la successiva vendita di titoli azionari in prossimità dello stacco dei dividendi.
Diverse azioni sarebbero state acquistate allo scoperto prima del pagamento dei dividendi per poi essere rivendute dopo lo stacco della cedola, attraverso però dei fondi pensione e dei fondi d’investimento che godono di un credito d’imposta in Germania.
Secondo quanto scrive il giornale tedesco Zeit Online, le autorità fiscali tedesche avevano perso almeno 31,8 miliardi di euro tra il 2001 e il 2016 a causa del meccanismo messo in atto dalle banche.
Ma ora viene fuori che nel presunto giro di evasione fiscale sia stata colpita anche l’Italia, dove il Fisco avrebbe perso 4,5 miliardi di euro, mentre il danno per la Francia sarebbe stato di almeno 17 miliardi, di 1,7 miliardi per la Danimarca e di 201 milioni per il Belgio.



 

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