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Scritto da wallstreeitalia.com   
Lunedì 19 Novembre 2018 00:11


e non sfuggirebbero neppure gli Usa

L’alert già arrivato dall‘Fmi, che ha messo in conto un rallentamento della crescita globale al 2,5% nel 2019 dal 2,9% di quest’anno, ha trovato conferma nell’andamento negativo del Pil del terzo trimestre sia in Giappone che in Germania (le due economie hanno visto un declino trimestrale rispettivamente dello 0,3% e dello 0,2%). E nonostante, gli economisti, mettano in conto un rimbalzo delle due economie già prima della fine di quest’anno, sono sempre più numerosi gli esperti che anticipano un indebolimento del Pil mondiale nel 2019.
Non fanno ben sperare anche i segnali che arrivano dalla Cina che, sotto il peso della guerra commerciale con gli Usa, sta attraversando una fase negativa sia sotto il profilo dei consumi sia sotto il profilo della fiducia.
I rischi che oscurano le prospettive globali includono la guerra commerciale e l’impatto degli aumenti dei tassi di interesse statunitensi sui mercati emergenti. Non solo. L’Italia, che è si trova in una situazione di stallo nelle relazioni con l’Unione Europea sulla manovra, è vista come una miccia pronta innescare un’altra crisi.
“È molto probabile un rallentamento significativo il prossimo anno,”, ha detto Andrew Kenningham, chief global economist presso Capital Economics. “Pensiamo che il Fondo monetario internazionale sia troppo ottimista.“
In quest’ottica, gli Stati Uniti potrebbero anche spostarsi nella corsia lenta l’anno prossimo, mentre gli effetti del taglio delle tasse svaniranno.
“Riteniamo che gli Stati Uniti rallenteranno in modo significativo”, ha continuato Kenningham, spiegando che “Lo stimolo fiscale è temporaneo e la Fed sta alzando i tassi di interesse”.

 

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