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In Nigeria il problema è il clima PDF Stampa E-mail
Scritto da gliocchidellaguerra.it   
Venerdì 21 Dicembre 2018 00:14


Le stragi non contano

In Nigeria è strage di cristiani ma per Amnesty International la religione e l’islam radicale non c’entrano nulla. Secondo il rapporto pubblicato nelle ultime ore dalla nota organizzazione – Harvest of Death: Three Years of Bloody Clashes Between Farmers and Herders – negli ultimi tre anni almeno 3.641 persone sono morte in Nigeria nel conflitto tra pastori musulmani fulani e agricoltori cristiani.

“Questo rapporto – si legge sul sito di Amnesty – documenta i violenti scontri tra i membri della comunità di agricoltori e pastori in alcune parti della Nigeria, in particolare nelle parti settentrionali del Paese per l’accesso alle risorse: acqua, terra e pascoli. Inoltre, documenta il fallimento del governo nigeriano nell’adempiere la sua responsabilità costituzionale in materia di protezione della vita e della proprietà, rifiutandosi di indagare, arrestare e perseguire gli autori di attentati. Il rapporto mostra come l’inazione del governo alimenta l’impunità, con conseguenti attacchi e attacchi di rappresaglia, con almeno 3.641 persone uccise tra gennaio 2016 e ottobre 2018, il 57% di esse solo nel 2018″.
La religione non c’entra nulla?

Come sottolinea Tempi, il rapporto sostiene che i conflitti “sono diventati particolarmente ferali a causa del peggioramento delle condizioni ambientali, che hanno obbligato gli allevatori a muoversi verso sud” alla ricerca di terreni. Secondo Amnesty, inoltre, “la scarsità di risorse e la competizione soprattutto per la terra, l’acqua e i pascoli”, dovute ai cambiamenti climatici, “costituiscono una delle principali cause degli scontri”. Osai Ojigho, direttore di Amnesty International Nigeria, aggiunge anche che “questo conflitto non ha niente a che fare con la religione”.

La verità è un po’ più complessa. Su un conflitto che ha indubbie origini economiche e tribali si è innestato il tumore del fondamentalismo islamico di cui a farne le spese sono proprio i cristiani. Come riporta Giulio Meotti su Il Foglio, che cita un rapporto della Società internazionale per le libertà civili e lo stato di diritto, si stima che 16 mila morti  nell’ultimo anno siano specificamente composti da 2.050 vittime di violenza diretta da parte dello stato, 7.950 vittime della custodia della polizia o uccisioni di prigionia, 2.050 vittime dell’insurrezione di Boko Haram e 3.750 vittime delle uccisioni di mandriani fulani. Che la religione c’entri, eccome, in queste violenze, è testimoniato anche dal fatto che gli islamisti non si limitano a uccidere i cristiani, ma anche a bruciare le loro chiese.
Cristiani nel mirino in Nigeria

Se lo spietato gruppo jihadista Boko Haram rappresenta il pericolo numero uno per i cristiani della Nigeria, anche i musulmani fulani non sono certo da meno. Lo testimonia l’intervista rilasciata qualche mese fa dal vescovo di Makurdi, monsignor Wilfred Chikpa Anagbe, citata da Gli Occhi della Guerra: “Solo nella mia diocesi – racconta monsignor Anagbe – da gennaio ad oggi ci sono stati undici attacchi. Le vittime sono numerose, abbiamo anche scoperto una fossa comune”. Le morti, però, non hanno a che fare con Boko Haram ma con i fulani. “Sono stati loro ad attaccarci di recente. Si tratta di una situazione molto delicata, arrivano nei villaggi cristiani molto ben armati”.

Quando avvengono questi attacchi, prosegue il prelato, “non ci sono mai né agenti di polizia, né militari. Senza contare che i fulani vivono perlopiù nella boscaglia e non possono permettersi armi così sofisticate. Chi li finanzia dunque?”. Insomma, non sono attacchi casuali ma “un’agenda precisa, un chiaro tentativo di islamizzare tutte le aree a maggioranza cristiana della Middle Belt nigeriana” sottolinea.

Come spiega Mauro Indelicato, i fulani sono un popolo semi nomade, propenso soprattutto alla pastorizia, e rappresentano una minoranza etnica nigeriana presente soprattutto nel centro del Paese: essi sono tradizionalmente musulmani ed abitano in diversi Stati del Middle Belt. Alcuni di loro fanno parte del Fulani Herdsmen Terrorists (Fht), il nome del gruppo terroristico che dal 2006 in poi ha ucciso più di dodicimila persone, molte delle quali cristiane. Possibile che Amnesty International non se ne sia accorta?

 

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