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Scritto da huffingtonpost.it   
Martedì 08 Gennaio 2019 00:06


Conflitto nell'economia Usa sulle prospettive

Poche parole, significative per cambiare nettamente l'andamento delle borse: "Se necessario non esiteremo a cambiare significativamente il corso della nostra politica monetaria che non è un percorso prestabilito", ha detto il presidente della Fed, Jerome Powell. La frase ha inciso sull'umore degli investitori statunitensi che già si erano svegliati ottimisti per i segnali che giungono dal negoziato tra Cina e Usa sul commercio. Un'apertura, quella del numero uno della banca centrale americana, nei confronti dei tanti, primo tra tutti il presidente Donald Trump, che avevano criticato la mossa dello scorso 19 dicembre di aumentare i tassi di interesse di un quarto di punto tra il 2,25% e il 2,50% (quarto rialzo nel 2018 e nono dal 2015). La dichiarazione ha dato la spinta ulteriore a Wall Street (Dj +3,57%, Nasdaq +4,45%) già sostenuta dai dati, positivi, sul mercato del lavoro. Anche Apple il giorno dopo il warning sulle vendite vola sulle ali dell'entusiasmo guadagnando il 4%. Chiusura in forte rialzo anche per la Borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che segna +3,37% a quota 18831,79 e per tutte le piazze europee: Londra +2,18%, Parigi +2,72% e Francoforte +3,37%.Parlando ad Atlanta, in Georgia, all'American Economic Association Panel nel corso di una tavola rotonda con i due predecessori Janet Yellen e Ben Bernanke, Powell ha evidenziato che "i dati macro dimostrano che lo slancio dell'economia resta solido anche a inizio anno" dopo "un 2018 che è stato un buon anno per l'economia statunitense".
Proprio questo fattore, confermato dai dati di oggi sui nuovi occupati aumentati oltre le previsioni e dall'inflazione sotto controllo, potrebbero convincere, sostengono gli analisti, il numero uno della Fed a perseguire la strategia annunciata il mese scorso: ossia due rialzi dei tassi nel 2019. In ogni caso, oggi Powell ha messo i panni della colomba spiegando che la Fed "sarà paziente" nel valutare se e quando intervenire sul costo del denaro.
C'è poi il risvolto politico dell'intervento e la risposta a Trump. Alla domanda se sarebbe pronto a dimettersi nel caso in cui la Casa Bianca gli chiedesse un passo indietro, Powell ha risposto con un secco "No". Così come non è in programma alcun incontro chiarificatore con il presidente Usa: "Non ho notizie su questo, non è previsto nulla", ha risposto Powell che è stato nominato al vertice della Fed proprio da Donald Trump. Il presidente Usa aveva giudicato "una follia" l'aumento dei tassi aggiungendo che "l'unico problema nella nostra economia è la Fed" perché i suoi governanti "non sentono il mercato". Powell gli ha risposto ricordando che "la Fed ha una cultura molto forte e agisce in modo apolitico, impegnandosi a raggiungere gli obiettivi che sono stati fissati dalla legge in modo completamente apolitico sulla base delle analisi ed è quello che continueremo a fare". Perché, ha concluso, "è profondamente radicato nel Dna di questa istituzione e voglio che il tutti lo sappiano".

 

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