Macrì contro Kirchner Stampa
Scritto da huffingtonpost.it   
Mercoledì 20 Febbraio 2019 00:20


L'Argentina tra due bancarotte?

Una situazione economica che ha portato il peso a essere la valuta che più si è indebolita rispetto al dollaro, un'inflazione che nel 2018 ha sfiorato il 50% dal 17 che era stato previsto dal governo di destra di Mauricio Macri, un tasso di disoccupazione pari al 9,6% con quasi 4 milioni di disoccupati e 13 milioni di argentini in fascia di povertà hanno scatenato il malessere popolare con scioperi e manifestazioni in Argentina, che il prossimo 27 ottobre elegge il suo nuovo presidente.
A distanza di anni dall'inizio della presidenza, rischiano il sostanziale fallimento le misure economiche neoliberali che Macri ha messo in atto per attirare i capital stranieri, dopo aver rimosso le politiche di controllo dei mercati finanziari nate all'indomani della crisi del 2001Il risultato alla fine ha reso insostenibile il debito pubblico e costretto Macri a negoziare un prestito di 57 miliardi dal FMI, spingendo il governo a prendere provvedimenti di innalzamento dei costi dei servizi pubblici, i cosiddetti tarifazos, nel tentativo di ridurre la spesa pubblica ma contribuendo a sua volta a fortificare la spinta inflattiva e il malessere sociale della popolazione.

Grosso modo è questo il panorama economico che farà da sottofondo alla sfida elettorale dei prossimi mesi, nella quale Cambiemos, il centro destra di Macri, accreditato dai sondaggi a un 41% del gradimento, cercherà i reincarico. Mentre l'opposizione pare intenzionata a giocarsi la carta dell'ex presidente Cristina Fernandez Kirchner, per quanto indagata per tangenti durante il suo mandato, ma perseguitata dalla destra di Macri per i suoi sostenitori.
Nonostante i suoi problemi, Cristina è pur sempre data vincente in un eventuale ballottaggio con l'attuale presidente, e già sta sfumando le sue posizioni filo abortiste in un Paese in cui la questione della libera scelta delle donne è stata violentemente al centro del dibattito e sarà uno degli argomenti portanti della campagna.
Questo esprime la volontà da parte di Cristina, che si era già espressa a favore dell'aborto, di riallacciare il dialogo con il settore cattolico anti interruzione della gravidanza, argomento che risulta trasversale alle forze politiche del Paese ed è ben presente perfino all'interno dei kirchneristi e nel versante peronista.
Molto sensibile, quest'ultimo, all'influenza del papa argentino e storicamente favorevole alla ricerca di una via di sviluppo che superi le ricette socialiste o quelle del capitalismo che stanno alla base dell'attuale difficile situazione economica del Paese.

Quanto a Macri, l'accordo con il FMI riduce sensibilmente le possibilità di movimento in campo economico, ma potrebbe essere favorito dalle attuali divisioni nel campo dell'opposizione, dove in alternativa a Cristina si sta valutando se candidare altri esponenti del kirchnerismo e perfino del peronismo.
A ciò si aggiunga qualche recente risultato economico favorevole, come la diminuzione dell'inflazione, tornata ai livelli dell'anno precedente, e una certa stabilizzazione del rapporto di cambio col dollaro.
Anche se la caduta della produzione industriale del 15% registrato a dicembre ha intaccato la sua popolarità e lascia intuire che la corsa per la rielezione nel prossimo ottobre sarà per lui tutta in salita, e potrà probabilmente essere coronata dal successo se finalmente le sue ricette in campo economico, che poi non sono altro che quelle del FMI, saranno capaci di far regredire la febbre rimettendo il Paese sulla strada della crescita.