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La Ue non infierisce PDF Stampa E-mail
Scritto da huffingtonpost.it   
Martedì 09 Aprile 2019 00:27


Siamo troppo anemici anche per pagare penali

Nessuna manovra bis all'orizzonte. La crescita fiacca dell'Italia mette il Paese al riparo da richieste europee di una stretta sui conti, che farebbero inchiodare ancora di più l'economia. Ma il deficit tornerà a salire fino al 2,4%, il valore sul quale solo qualche mese fa il governo aveva fatto una vera e propria battaglia con l'Ue.
Rimarranno congelati, però, i due miliardi di maggiori spese che il governo aveva ipotizzato di poter spendere e che l'Ue aveva richiesto a garanzia. Tornerà poi a salire il debito pubblico.
Il governo è al lavoro sul Def, il documento di economia e finanza con il quale mette a punto la strategia e le previsioni economiche del prossimo futuro. L'appuntamento è per il cdm di martedì. Sarà certamente un'operazione verità sui conti pubblici, ma dovranno essere anche indicati gli obiettivi del programma politico che si vogliono conseguire. Interventi per la famiglia - come richiesto dal M5s negli ultimi giorni - o sulla Flat Tax, una richiesta rilanciata dal sottosegretario leghista Armando Siri che ha chiesto venga indicata espressamente nel Def come un progetto da 12 miliardi, che va realizzato "step by step" ma che "funziona come l'antibiotico, ha la forza di curare la malattia della recessione". "Non è tempo di timidezze", ha aggiunto.
Il Def parte dal quadro tendenziale, cioè dall'andamento dell'economia prima delle nuove misure in arrivo, cioè dello sblocca cantieri e del decreto crescita. L'andamento della congiuntura ridurrebbe la crescita dall'1% previsto nel passato allo 0,1% attuale. Tenendo conto del due decreti in arrivo, invece, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, punterebbe ad indicare - come è scritto in una bozza anticipata da La Repubblica - una crescita allo 0,2%. E' questo un numeretto sottoposto, ovviamente, al vaglio della politica, che risente delle iniziative che si conta di mettere in campo. Ecco perché - come riferiscono fonti M5s e Lega - non è escluso che possa essere portato allo 0,3-0,4%.


Tendenziale o programmatica la crescita rimane fiacca. "Per quanto riguarda quest'anno, l'economia ha rallentato", e la stima di 0,2% delle previsioni economiche d'inverno "potrebbe essere anche più bassa, e dobbiamo vedere che implicazioni avrà sul bilancio", ha detto dall'Ecofin di Bucarest, il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis che ha dato per certa l'attivazione della clausola di salvaguardia che aveva congelato 2 miliardi di spese nella legge di Bilancio.
"Nelle circostanze attuali dovrebbero essere attivate", ha detto. Ma non è escluso che, a più di un mese dal varo di Quota 100 e dall'avvio delle procedure per il reddito di cittadinanza, si possa fare una migliore pianificazione dei fondi ipotizzati per queste due macromisure-manifesto del governo giallo-verde: e non ci sarebbe necessità di tenere in freezer queste risorse bloccate.
In ogni caso il paradosso del Def è che converrà tenere basse le previsioni di crescita. Questo consentirà di portare al 2,4% la stima del deficit, senza incorrere nelle ire di Bruxelles.
Poi c'è il debito, che con una crescita allo 0,2% salirebbe al 132,6% nel 2019 rispetto al 132,1% segnato alla fine del 2018.
Finora il governo ha sempre puntato a ridurre il valore, almeno nelle stime. Ma lo ha fatto promettendo privatizzazioni e dismissioni immobiliari che al momento non sembrano proprio all'orizzonte.

 

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