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La Germania e la flessibilità PDF Stampa E-mail
Scritto da wallstreeitalia.com   
Giovedì 16 Maggio 2019 00:41


Nuove prospettive

Anche la ferrea Germania mette in discussione il pareggio di bilancio. Ad avanzare l’idea secondo cui sarebbe giunto il momento di finirla con il freno sul debito, perché tanto i tassi sono bassi o negativi e così resteranno ancora a lungo, è Michael Hüther, direttore dell’Institut der deutschen Wirtschaft, economista vicino alla Confindustria tedesca da cui è partito un ampio e acceso dibattito in patria.
La riforma costituzionale tedesca nel 2009 ha introdotto un freno al debito pubblico (Schuldenbremse), e da qui l’economista si chiede se sia ancora utile lo  Schwarze Null, lo “zero nero”, la regola del pareggio di bilancio nei conti pubblici. L’espressione allude all’ultima riga del bilancio ossia nemmeno un euro di “rosso” (passivo)  e “attivo” (nero) zero, quindi pareggio perfetto.
Ma per il momento il mondo politico tedesco di intavolare una discussione sul debito pubblico non ne vogliono proprio sentir parlare. Il motivo è semplice: le elezioni europee sono troppo vicine. Senza dimenticare che in autunno si voterà in tre Lander della ex Germania dell’Est dove avanza l’estrema destra di AfD (Alternative für Deutschland) e la fragile alleanza della Grosse Koalition rischia di sfaldarsi.
Sullo sfondo troviamo una Germania che per la prima volta è in affanno economico, con il governo ha modificato al ribasso le previsioni sul Pil del 2019, dal +2,1% di gennaio a +1 per cento ulteriormente dimezzato a +0,50% nel mese scorso. Cifre negative a cui si aggiunge il malcontento dell’elettorato che vorrebbe più investimenti pubblici in digitalizzazione, trasporti, scuole, ospedali ed istruzione nel proprio paese.

 

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