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Scritto da ilsole24ore   
Mercoledì 05 Giugno 2019 00:32


In Finlandia la sinistra vara il populismo

Aumento della spesa pubblica per welfare e infrastrutture, vendita di asset statali, incremento delle tasse, soprattutto quelle ambientali. È una ricetta di rottura con un decennio di austerity quella proposta dal nuovo governo finlandese, pronto a entrare in carica già questo mese dopo che il premier designato, l’ex sindacalista Antti Rinne (primo socialdemocratico in 16 anni), ha trovato più in fretta del previsto l’accordo per una coalizione a cinque.
A farne parte - oltre ai Socialdemocratici, primi di stretta misura alle elezioni di aprile – saranno Verdi, Sinistra, Partito del popolo svedese e Centro, il partito del premier uscente Juha Sipilä. Esclusa dalla compagine di governo la destra populista dei Finlandesi, secondi per un soffio alle elezioni.
Il governo uscente di Sipilä si era contraddistinto proprio per aver imposto misure di austerity finalizzate a tagliare la spesa pubblica di circa 4 miliardi ed era riuscito anche a ridurre il debito pubblico del Paese per la prima volta in dieci anni. In linea peraltro con la filosofia a lungo predicata dal Paese nordico durante la grave crisi del debito, con tanto di reprimende ai “Paesi cicala” dell’Europa del Sud. Rinne invece ha messo subito in chiaro la nuova linea d’azione: «Non attueremo una politica fiscale prociclica – ha detto – che aggraverebbe una spirale negativa nel caso in cui se ne verificasse una; al contrario adotteremmo misure anticicliche».